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Asili in casa a sostegno delle mamme lavoratrici


Il progetto, proposto dal Ministro per le Pari Opportunità Carfagna, e dal Ministro del Lavoro Sacconi, prevede lo stanziamento di 40 milioni per favorire l’inserimento lavorativo delle donne.

In particolare, 10 milioni serviranno per la diffusione delle “Tagesmutter”, ovvero le ‘Mamme di giorno’: realtà già consolidata in Germania quella dei nidi familiari, dove donne non occupate si prendono cura, in casa, dei figli di altre donne che lavorano.

Altri 4 milioni serviranno per far sì che “in ogni comune” ci siano, spiega Carfagna, “elenchi e albi di baby sitter e badanti appositamente formate e accreditate”.

Ci sono poi 12 milioni di euro per voucher e buoni lavoro destinati all’occupazione femminile, 6 milioni per il sostegno diretto alle cooperative senza scopo di lucro che si occupano di favorire la conciliazione dei tempi tra lavoro e famiglia, 4 milioni per il tele-lavoro (per favorire l’acquisto di software e computer), 4 milioni per l’aggiornamento delle donne che hanno preso congedi parentali o che sono rimaste a casa per assistere un anziano o un non autosufficiente.

Il programma “Italia 2020. Programma di azioni per l’inclusione delledonne nel mercato del lavoro”, prevede, con una “prospettiva di medio periodo”, il potenziamento dei servizi di assistenza per la prima infanzia. “Ci sarà una diffusione massiccia dei nidi familiari – spiega Sacconi – Ci sono esperienze in Alto Adige che possono essere replicate anche altrove”.

Per favorire il pagamento delle mamme di giorno e garantire loro la copertura previdenziale potranno essere usati anche i voucher ei buoni lavoro.

Inoltre è prevista la revisione delle modalità attuali di concessione dei contributi a sostegno di paternità e maternità, nell’ottica di una maggiore flessibilità, soprattutto nel rapporto datore-lavoratore, in particolare nelle realtà aziendali più piccole.

Infine, si caldeggia l’inclusione delle donne nelle potenzialita’ della green economy, l’economia verde, che, secondo i dati del governo, potrebbe offrire nei prossimi anni 250 mila posti.

Senza dimenticare, riferisce il Ministro del Welfare, la revisione in sede europea dei vincoli sui contratti di inserimento che potrebbero sfavorire le donne del Mezzogiorno.

L’obiettivo finale del progetto, conclude Carfagna, è quello di “colmare il gap occupazionale e salariale tra uomo e donna. In particolare è importante sostenere e aiutare le donne che hanno bisogno di lavorare e di dedicarsi, al contempo, alla famiglia”.

Fonte: Affaritaliani.it


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