Esther Weber presenta il libro ‘Portare i piccoli’

“Tutto iniziò con la prima gravidanza, quando cercai un mezzo più comodo e agevole per trasportare la mia bambina quando sarebbe nata. Avevo bisogno di continuare a essere libera. Presto comunque mi resi conto che non si trattava di utilizzare uno strumento di trasporto alternativo, ma che sarebbe state una modalità (diversa) per stare (bene) insieme alla mia bambina.” E’ dall’esperienza di essere madre che Esther Weber – fondatrice e presidente dell’associazione culturale “Portare i piccoli” – comincia un personale percorso di avvicinamento alla pratica di “indossare” il bambino, culminato in quest’ultima pubblicazione del Leone Verde Edizioni per la collana Il Bambino naturale, Portare i piccoli, e ancor prima con la fondazione dell’omonima associazione culturale.

Del resto la pratica di portare i bambini addosso è tuttora diffusa presso gran parte delle società tradizionali che non hanno ancora subìto l’influenza dell’approcio occidentale alla genitorialità; ma è stata una pratica adottata per lungo tempo dalla nostra stessa società, almeno fino all’arrivo di quei surrogati artificiali di contenimento dei bambino, carrozzina, passeggino, lettino con le sbarre…, con i quali in realtà non si fa altro che accellerare il delicato processo di separazione tra madre e figlio. Ma oggi l’Occidente sembra ritornare sui suoi passi, riscoprendo un modello di rapporto madre-figlio “ad alto contatto”, precedentemente svalutato come poco formativo rispetto a quello “a basso contatto”, con il quale ci si è illusi a lungo di stimolare il bambino verso un’autonomia precoce di dubbia utilità.

Di fronte all’imbarazzo e alla confusione scaturite da questo mutamento di direzione, che pone non pochi interrogativi sia nelle madri occidentali, sia nelle donne d’altrove, Esther Weber prova a fare un po’ di pulizia di quei pregiudizi e luoghi comuni che spesso coinvolgono la pratica del portare. Lungi dall’inaugurare una nuova moda o dal proporre un’ideologia valida per tutti, Portare i piccoli vuole essere un invito per la società occidentale a un ripensamento di certi valori di cui finora è andata fiera, ma che, alla luce delle ultime ricerche in ambito pediatrico, si sono rivelati inadeguati ai fini di un corretto sviluppo delle sue nuove generazioni. Ma soprattutto Esther Weber, anche attraverso i numerosi consigli presenti nel testo e supportati da un’ampia documentazione fotografica, mira a rivalutare una pratica i cui vantaggi non investono solo il bambino, ma anche i genitori stessi, che, indossando il bambino prendono fisicamente coscienza del loro importante ruolo di punto di riferimento per i loro figli.

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