Istinto materno: fra natura e cultura


Si fa spesso appello all’istinto materno, convinti – e forse rassicurati – che esso solo basti per innescare quel delicato legame che colora di amore la relazione madre –figlio.

Ma le cose non sono così semplici. Molti studi hanno anche dimostrato che non sempre questo istinto è presente, in noi esseri umani poi la questione è ancora più complessa.

Esiste certo un istinto che ci spinge a proteggere i piccoli, indifesi ed inermi, ma non è questo sufficiente a far sì che le ombre scompaiano per far spazio solo al calore e alla luce. Il legame con il figlio si sviluppa nel tempo, c’è bisogno di imparare a conoscersi, ad accettare di mettersi in secondo piano e accudire, dedicare il proprio tempo al piccolo, orientarsi in questo strano universo che scorre lento e ci trascina in una dimensione così diversa dal “prima”.

La relazione con il proprio figlio è un intrecciarsi di elementi naturali e culturali, ma è sicuramente un percorso che si struttura nel tempo, e che rimane comunque intriso di tutte le sfumature che l’amore comporta: l´amore e l´odio, la dipendenza, il bisogno e l´altruismo, il rancore, il risentimento e la nostalgia, la gratitudine e la meraviglia.

Nel percorrere la storia dei comportamenti materni nasce la certezza che l’istinto materno sia un mito, non abbiamo incontrato nessun comportamento che potesse dirsi universale e necessario ad ogni madre; l’amore materno non va dato per scontato: è ‘in più’ ” ha scritto Elisabeth Badinter.

Quell’ “in più” è il frutto dell’accoglimento della relazione, non virtuale, tra me e chi sto accogliendo, un percorso, un processo, una scelta, una ri-nascita. E’ anche una grande opportunità per ogni donna di compiere un salto evolutivo, di imparare ad amare come mai ha amato prima, di migliorarsi anche come persona, crescere insieme al figlio e attraversare di nuovo la meraviglia della vita, vedere il mondo con gli occhi incantati di un bambino, aprire il cuore.

C’è un bellissimo libro che mi sento di consigliare come lettura a tutte le mamme, si chiama “Una madre lo sa” di Concita de Gregorio, giornalista nonché madre di quattro figli e adesso direttrice de “L’Unità”. E’ un libro molto bello ed intenso, che viaggia nella vita variegata delle donne e delle madri, ogni storia ci fa vedere un aspetto diverso di questo universo così articolato e complesso, perché ogni vita è una storia a sé, e niente può essere omologato, per fortuna.

Silvia Giani


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