Mamme, non fatevi prendere in giro da certe “guide sull’alimentazione”!


Come mai tante regole? Alcuno ritengono che tutto questo sia esagerato, sostenendo “se una mamma ha il latte suo non si mette certo a usare il latte artificiale”. Magari fosse vero!

Da decenni è dimostrato che il consumo di latte artificiale è strettamente legato al modo in cui viene venduto e pubblicizzato, in sostanza al marketing, e non alla reale capacità delle donne di allattare. Come mai altrimenti le nostre nonne allattavano tutte e adesso abbiamo l’epidemia di poco latte?

In pratica il latte artificiale viene spesso pubblicizzato come equivalente, se non migliore, del latte materno. Le pubblicità inoltre fanno leva sull’insicurezza nella mamma in quanto scrivono “se non hai latte allora usa il latte artificiale”. E’ ovvio che lo spauracchio di tutte le mamme è quello di non avere il latte, e il latte artificiale viene quindi offerto come ancora di salvezza, quando invece sappiamo che il poco latte il più delle volte non esiste e anche quando è reale si può quasi sempre risolvere.

Per arginare questa situazione, nel 1981 l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Unicef emanarono il “Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno” che venne sottoscritto da tutti i paesi del mondo (a dire il vero gli Stati Uniti lo fecero diversi anni dopo) e dai produttori di alimenti per l’infanzia.

Tutti gli stati si impegnarono a tradurre in leggi nazionali quanto predisposto dal Codice, e cioè a proibire la concorrenza sleale del latte artificiale nei confronti del latte materno, in sostanza quindi vietando ogni forma di pubblicità o pressione commerciale, e facendo in modo che tutte le informazioni riguardanti l’alimentazione dei bambini, sia allattati al seno che non, fossero trasparenti e corrette.

IBFAN è l’organizzazione che si occupa di monitorare l’osservanza di questo Codice, e pubblica periodicamente un resoconto delle violazioni commesse dalle aziende e non solo.

L’Italia con il decreto sopracitato e quelli che lo hanno preceduto ha recepito solo in parte il Codice, infatti in Italia è proibita solo la pubblicità del Latte 1 (quello che si usa dalla nascita ai 6 mesi) ma non del Latte 2 (dai 6 ai 12 mesi) e dei cibi per bambini (omogeneizzati, creme, eccetera).

Il Codice e il decreto italiano stabiliscono anche come trasmettere informazioni corrette alle famiglie riguardo l’alimentazione dei loro bambini, tant’è che è previsto che qualunque genere di materiale informativo (guide, opuscoli, libretti) che parli di alimentazione dei bambini debba avere determinati contenuti, proprio per non scoraggiare l’allattamento al seno e per far capire chiaramente cosa implichi allattare artificialmente.

Questi regolamenti tutelano quindi sia chi allatta al seno sia chi allatta artificialmente, perché in entrambe i casi e indipendentemente dalle ragioni della scelta, le famiglie hanno il diritto di ricevere informazioni veritiere e corrette, e soprattutto svincolate da interessi economici.

Qualcuno di voi si sarà accorto che la quasi totalità di aziende produttrici di latte artificiale e cibi per bambini ha una propria “Guida”. In genere si trova nei siti internet di queste aziende, altre volte viene recapitata via posta se avete compilato qualche cartolina, magari già in ospedale, altre volte viene data nello studio del pediatra.

Questi libricini sono pieni di “esperti” in alimentazione infantile che vi fanno credere di darvi consigli del tutto disinteressati. Avete idea di quanto costi produrre questi libretti? E credete che lo facciano per beneficenza? A qualcuno potrà sembrare un’idea carina, ma di chi dovrebbe essere il compito di informarmi sull’alimentazione corretta? Dello Stato, tramite campagne informative o il pediatra, o di aziende private che hanno dei chiari ritorni economici in tutta l’operazione?

Intendiamoci, non è proibito fare queste guide, a patto che rispettino la legge. Ora vediamo cosa dice la legge (art.15 DM 82/2009), e se vi capita sotto mano uno di questi libretti farete presto a capire se vanno bene o no…

Innanzitutto la legge stabilisce che una guida di questo genere “non deve avvalorare la tesi, attraverso dati, affermazioni, illustrazioni o altro, che l’allattamento artificiale sia uguale o equivalente all’allattamento al seno”.

Spesso invece si legge, dopo aver tessuto le lodi del latte materno, che il latte artificiale è una “valida alternativa”, è “appositamente formulato”, “contiene tutto quanto necessario per la crescita”. Non vi sembra un modo per dire “il latte materno è fantastico ma va bene anche l’artificiale”? Nessuno vuole condannare chi usa il latte artificiale, ma se qualcuno vi dice “con il latte artificiale crescerà bene come se avesse preso il latte materno” o questa persona è ignorante o è in malafede. Non significa che sicuramente il bambino allattato artificialmente si ammalerà di qualcosa e che sicuramente il bambino allattato al seno scoppierà di salute. Ma è ampiamente dimostrato che i bambini allattati artificialmente hanno una maggior probabilità di soffrire di alcune malattie, più o meno serie.

Il decreto prosegue stabilendo che la guida deve trattare i seguenti argomenti:

“L’allattamento al seno, per la superiorità e i benefici che offre rispetto all’allattamento artificiale, va promosso come pratica di alimentazione esclusiva nei primi sei mesi di vita”

…e già qui, li cogliamo tutti in errore! Ecco un esempio reale: “Fino al 6° mese l’alimento ideale e di per sé completo è il latte materno […]. A partire dal 4°/6° mese […] può iniziare lo svezzamento” Come vedete la frase riportata è contraddittoria: si allatta esclusivamente fino ai 6 mesi o fino ai 4? Qualcuno potrà pensare che il limite dei 4 mesi sia per i bambini che non prendono latte materno, peccato che nessun testo serio sull’alimentazione infantile dia un’indicazione del genere. Perché le guide dei produttori di alimenti per bambini danno un consiglio così ambiguo? Per chi vende omogeneizzati e pappette varie, poter catturare un cliente (vostro figlio!) per uno o due mesi in più, è un affare mica da poco…

E comunque usano sempre il termine scorretto, e cioè “svezzamento”, anziché “alimentazione complementare”.

“La decisione di avviare l’alimentazione complementare deve essere presa unicamente su parere di professionisti indipendenti del settore della medicina, dell’alimentazione, della farmacia, della maternità o dell’infanzia”

Personalmente ritengo poco felice questa frase del decreto, perché tra tutte le figure citate si dimentica delle persone più a contatto con il bambino, cioè voi, i genitori. L’intenzione comunque è buona, in sostanza dice “anche se sugli omogeneizzati c’è scritto che si possono dare dal 4° mese non significa che dobbiate iniziare con le pappe a quell’età”. Il decreto parla di professionisti INDIPENDENTI, e di certo il pediatra che scrive una guida pagata da un’azienda di alimenti per l’infanzia non è indipendente. Le guide si cautelano dicendo sempre di iniziare “su parere del pediatra”, ma è chiaro che una guida molto carina e colorata, piena di belle foto di mamme e bimbi sorridenti, scritta con il contributo di “fior fior” di esperti, con tanto di schemini di menu settimanali… ha un peso notevole nella decisione di iniziare con l’alimentazione complementare.

“Le varie tappe da seguire nella scelta dei prodotti ai fini di una adeguata diversificazione dell’alimentazione del lattante e del bambino non possono essere generalizzate, perché occorre tener conto delle specifiche condizioni individuali e anche familiari”

Tutte le guide, in maniera più o meno rigida, propongono scalette o schemini di introduzione degli alimenti. Del tipo “cominciare con questo frutto, con questo tipo di carne, questo alimento solo dopo questo mese” eccetera. Tanto per cominciare, indicazioni del genere sono prive di qualunque fondamento scientifico. Non esiste nessuno studio che dimostri che sia meglio iniziare dal broccolo piuttosto che dalla carota.

Il decreto è chiaro: non si può generalizzare, ogni bambino e ogni famiglia è un caso a sé stante, e quindi gli schemi generici e uguali per tutti non vanno bene.

“L’allattamento al seno e’ superiore e offre benefici anche nel regime alimentare diversificato del lattante”

Non lasciatevi ingannare: la maggior parte di queste guide nella parte “0 – 6 mesi” non parla di latte artificiale. Di fatto glie lo proibisce la legge, perché si tratterebbe di una forma di pubblicità. Quindi non pensate che lo facciano per motivi filosofici…

Però la pubblicità del Latte 2 non è proibita e allora accanto a raccomandazioni come “proseguire l’allattamento al seno anche durante lo svezzamento e per tutto il primo anno di vita” o più correttamente “…anche dopo l’inizio dello svezzamento e oltre il 12° mese di vita” compaiono delle frasi come “Non sempre, però, la madre può nutrire il bambino col proprio latte” o, peggio, “Qualora l’allattamento al seno non sia possibile o sufficiente”, tanto per mettere insicurezza nella madre facendole pensare che il suo latte possa sparire. E allora le guide iniziano a lodare il proprio latte artificiale… tornando a quanto dicevo prima sul fatto che il latte artificiale sembra sia equivalente a quello materno.

“L’introduzione, prima del sesto mese di vita, di sostituti del latte materno o di altri alimenti può avere effetti negativi sull’allattamento al seno”

Questo non ve lo dice proprio nessuno… come già detto, vi dicono “allattate esclusivamente fino a 6 mesi ma introducete i cibi solidi tra i 4 e i 6 mesi”. Per chi non lo avesse già letto, su questo tema potrebbe interessarvi l’articolo Prime pappe non significa “basta latte”.

“La decisione di non allattare al seno e’ difficilmente reversibile”

Nemmeno questo ve lo dice nessuno. Non è impossibile riallattare, cioè tornare ad allattare al seno dopo un periodo di latte artificiale, o anche allattare al seno per la prima volta mesi dopo il parto. Anzi, tecnicamente è relativamente semplice. Però serve un aiuto competente, molta determinazione e un forte sostegno della famiglia. Capite quindi che nella pratica sono poche le donne che innanzitutto conoscono questa possibilità e che riescono a trovare l’aiuto e il sostegno adeguato.

“L’utilizzao non appropriato degli alimenti per lattanti e di quelli di proseguimento comporta dei rischi per la salute del lattante”

Ricordate l’articolo sulla preparazione corretta del latte artificiale? Appunto, quasi nessuno vi dice come preparare e conservare in maniera più sicura possibile il latte artificiale. Il decreto sul latte artificiale prevede che dal 1° gennaio 2010 le confezioni di latte artificiale dovranno riportare le modalità riconosciute dall’OMS per la ricostituzione del latte in polvere. Al momento però non è ancora stato fatto il regolamento attuativo che dovrà chiarire in modo preciso cosa dovrà essere scritto. Quindi non sappiamo cosa accadrà esattamente dal primo gennaio. Al di là di cosa dica la legge, il fatto che la maggior parte dei produttori fino ad oggi riporti delle istruzioni non sicure per la salute dei vostri bambini dovrebbe farvi riflettere…

Il materiale […] qualora contenga informazioni sull’impiego degli alimenti per lattanti, non deve riportare alcuna immagine che possa idealizzare l’impiego di tali alimenti e deve altresì fornire informazioni circa le conseguenze sociali e finanziarie del loro utilizzo

Questo divieto è relativo solo al Latte 1, ma capite bene che anche se la guida non nomina in alcun modo il Latte 1, e nel capitolo “dal sesto mese” spuntano splendidi bambini con in mano il biberon di Latte 2…. automaticamente si idealizza anche il Latte 2. Il messaggio che passa infatti è relativo al latte artificiale in genere.

Anche riguardo alle “conseguenze sociali e finanziarie” la legge si riferisce solo al Latte 1 e allo stesso modo molte guide aggirano l’ostacolo facendo finta che il Latte 1 non esista ma concentrandosi poi sul Latte 2… per il quale non sono obbligate a dirvi che vi farà spendere un sacco di soldi, e di certo – non essendoci l’obbligo di legge – non ve lo vengono a raccontare.

In generale queste guide, anche quando rispettano la legge, non sono altro che della pubblicità mascherata da informazione (pseudo) scientifica. “Casualmente” tutti i grandi esperti che scrivono in queste guide vi dicono che è meglio utilizzare gli omogeneizzati di verdura piuttosto che la verdura fresca, che il liofilizzato è meglio della carne che voi potreste preparare, che dopo l’anno se non allattate dovete usare il latte di crescita e non il latte vaccino e che i bambini hanno bisogno di un’alimentazione speciale e diversa dal resto della famiglia fino ai 3 anni.

In sostanza: vi dicono che voi genitori non contate nulla, che non siete in grado di preparare un pasto sano e sicuro per i vostri figli e che dovete affidarvi alle mani esperte di questa o quell’azienda perché solo loro sono in grado di far crescere bene il vostro bambino.

E purtroppo questa è una bugia bella e buona: il latte artificiale, per quante cose gli mettano dentro, non sarà mai come il latte materno. Gli omogeneizzati “non offrono vantaggi nutrizionali sui cibi familiari ben preparati” e anzi sono spesso troppo calorici. Il latte di crescita è inutile se non dannoso, in quanto in realtà è una specie di beverone zuccherato.

Cari genitori, per un’azienda il dissenso dei consumatori è più convincente di multe e denunce. Se vi capita una di queste guide e pensate che ci sia qualcosa che non va, che sotto sotto vi stiano prendendo per il naso… scrivete al produttore e ditegli cosa ne pensate, oltre che segnalare il fatto a IBFAN Italia!

Sara Cosano

Per saperne di più:

Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno

IBFAN International Baby Food Action Network

IBFAN vigila sull’applicazione del “Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno”. Questo è possibile anche grazie alle segnalazioni di voi consumatori. Per saperne di più o per segnalare una sospetta violazione, visita il sito di IBFAN Italia.

IL CODICE VIOLATO 2008

E’ il rapporto periodico, pubblicato con il contributo dell’UNICEF, delle violazioni al Codice riscontate in Italia. Per maggiori informazioni o per richiedere una copia, clicca qui.

OCCHIO AL CODICE 2009

Breve aggiornamento, liberamente consultabile, del monitoraggio del Codice, che può darvi una rapida idea dell’attività di IBFAN.

Bibliografia:

– DECRETO MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI 9 aprile 2009, n. 82 – Regolamento concernente l’attuazione della direttiva 2006/141/CE per la parte riguardante gli alimenti per lattanti e gli alimenti di proseguimento destinati alla Comunita’ europea ed all’esportazione presso Paesi terzi – Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 155 del 7-7-2009

– Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno, OMS/UNICEF

– Strategia globale per l’alimentazione dei neonati e dei bambini OMS/UNICEF

– European Network for Public Health Nutrition: Networking, Monitoring, Intervention and Training (EUNUTNET). “Alimentazione dei lattanti e dei bambini fino a tre anni: raccomandazioni standard per l’Unione Europea”. European Commission, Directorate Public.

– Latti di crescita, inutili e costosi. Altroconsumo – Test salute n.82 Ottobre 2009

– Babyfood e divezzamento. Proposte per migliorarne l’utilizzo e rendere l’etichetta non solo informativa ma anche educativa – C. Sorino, A. Vania, F. Mordenti, C. Cannella ITAL J PEDIATR 2007;33:260-267


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  • magdalena sliwinska

    Salve, sono molto daccordo con questo articolo e trovo che il problema sia anche nei nostri pediatri purtroppo. tantissimi consigliano allattamento materno ma quando arriva il sesto mese di vita del bambino entrano con “le tabelle nutrizionali” oppure peggio fin dal inizio consigliano allattamento con i orari “regolari” e se per caso il bambino non prende il peso a sufficienza anche fin dal inizio consigliano aggiunta del latte artificiale .Per non parlare della generazione di nostre mamme (le nonne di oggi)i consigli di loro: ma non ti preocupare tanto con il latte artificiale non è morto ancora nessuno anzi sono cresciuti tutti benissimo! . fortunatamente ho la bambina di 23 mesi e allatto sempre per “la gioia” di queste persone.