Piero Ferrucci: i bambini ci insegnano

Con lo stile semplice e, proprio per questo così incisivo, che lo contraddistingue, ha saputo darci uno sguardo diverso, dal di dentro, dell’universo-bambino e permetterci di comprenderlo in modo nuovo: con l’umiltà di un allievo che si mette all’ascolto del maestro.

Il brano che segue è tratto da “I bambini ci insegnano”:

Penso che vogliamo insegnare troppe cose ai bambini, anziché essere noi a imparare quello che ci possono insegnare loro.

Un giorno Emilio dice qualcosa di antipatico alla mamma. Secondo me deve scusarsi. Vorrei rimproverarlo: vai dalla mamma e chiedi scusa. Invece gli spiego che la mamma è triste per quanto è successo. Spero che prima di andare a dormire possa in qualche modo ristabilire il contatto interrotto e fare la pace.

Invece niente contatti, non una parola per tre ore. Alla fine, mentre è seduto sul vasino, Emilio domanda alla mamma di cantare una canzone triste e melodiosa che da tanto lei non gli cantava, dai tempi magici di quando aveva un anno.

Quella è la sua maniera di fare la pace, una sua maniera di dire: vogliamoci di nuovo bene come una volta. Una maniera molto più originale e toccante di quella – burocratica e banale – che io volevo imporre. E’ in sintonia con il suo ritmo e il suo modo di essere, anziché frutto di una forzatura esterna.

A poco a poco imparo a coltivare un atteggiamento più ricettivo: intervenire di meno, osservare, certe volte guardare con meraviglia.

E’ un atteggiamento che nella nostra epoca in gran parte abbiamo perso. La tendenza è di rompere, squarciare, costruire, cambiare, controllare, dominare, sfruttare. Ma se adottiamo una sorta di rispetto, di attesa, possiamo capire molto di più.

Noi abbiamo spesso il desiderio disperato di agire anziché di non agire, di parlare invece di tacere, di arrivare a conclusioni sicure invece di accettare l’incertezza, di dimostrare che abbiamo ragione invece di ascoltare, di possedere invece di godere. Queste sono tendenze universali, perlomeno nella nostra cultura, perfino nelle persone più apatiche e passive.

E invece: ascoltare; non interferire; essere. Sono atteggiamenti meditativi, che abbiamo dimenticato, che potrebbero fare a noi tutti un gran bene, perché ci aiuterebbero a riscoprire la meraviglia e l’amore.

Elena Balsamo


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  • christina

    Bellissimo questo articolo! Ho spesso avuto anch”io la sensazione che se noi adulti impariamo ad ascoltare i nostri bimbi, avremmo molto da imparare…
    Sono mamma di un bimbo di 2 anni, che ogni giorno riesce a stupirmi con le sue scoperte.

  • “…di dimostrare che abbiamo ragione invece di ascoltare” …una grande lezione!