Allattare: istinto o apprendimento?


Eppure non si direbbe!

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l’allattamento esclusivo (cioè solo latte materno, né acqua, né tisane, né tanto meno latte artificiale) fino ai sei mesi di età compiuti e di proseguire assieme ad altri cibi fino ai due anni e più… ma una recente statistica italiana ha evidenziato che sebbene il 95% delle madri desideri allattare, solo il 29% dei bambini di 3 mesi di età è allattato al seno in modo esclusivo.

Solo? Ma se le nostre nonne ci raccontano che allattavano i loro figli per un anno e più!

Come è possibile che nell’arco di due o tre generazioni si sia persa una capacità che dovrebbe essere scritta nei nostri geni?

Le cause sono molte: culturali, sociali, la diffusione del latte artificiale. Si è cercato inoltre di imbrigliare con mille regole un atto che dovrebbe essere spontaneo e istintivo. E così sono state inventate indicazioni del tipo “bisogna allattare ogni 3 ore, non prima”, “bisogna allattare 10 minuti per seno, non di più”, “il bambino deve assumere un certo numero di grammi di latte a poppata” e potremmo continuare così a lungo. Queste regolette non solo sono inutili e prive di qualunque fondamento scientifico, ma sono pure dannose, perché per causa loro falliscono moltissimi allattamenti.

Avete mai visto una mamma gatta rispettare regole del genere, o qualcuno si è mai sognato di fargliele rispettare? O avete mai visto un gattino morire di fame perché mamma gatta non ha latte? Personalmente, no.

La domanda quindi è: allattare è un gesto istintivo, per il quale ogni donna è geneticamente programmata, o un atto appreso, che ci deve essere “insegnato”?

In alcuni zoo si è osservato che scimmie e gorilla nate in cattività non sono in grado di allattare e accudire i loro cuccioli, probabilmente perché non lo avevano mai visto fare dai loro simili.

Questo episodio avvalorerebbe la tesi secondo la quale per i primati, e quindi per l’uomo, allattare è un gesto appreso.

Anche l’esperienza di chi si occupa di allattamento (umano!), sa che una donna che ha già assistito all’allattamento di sorelle e amiche troverà più semplice e spontaneo allattare il proprio bambino.

Però i conti non tornano, che senso ha che un gesto fondamentale per la sopravvivenza della specie debba essere insegnato da qualcuno? Probabilmente ci saremmo già estinti da un pezzo.

L’OMS ha risolto la questione in maniera salomonica, dando ragione a tutti.

Si tratta di una soluzione sensata, dato che siamo sì mammiferi, ma proprio per il fatto che siamo umani, la cultura e la ragione condizionano pesantemente il nostro istinto. Infatti l’OMS dice che “per quanto si tratti di un atto naturale, l’allattamento è anche un comportamento appreso. In pratica tutte le donne possono allattare, purché abbiano le informazioni necessarie e siano sostenute dalla famiglia, dalla comunità e dal sistema sanitario”.

In altre parole: le donne sanno allattare, basta che glielo si lasci fare.

Vi faccio un esempio: se ci si inventasse che per concepire un figlio bisogna seguire rigide regole (tot minuti di preliminari, tot minuti di rapporto sessuale, rigorosamente in una determinata posizione, il tutto magari completato da qualcuno che osserva se state facendo tutto per benino come da programma.)… quante coppie riuscirebbero ad avere un bambino? Credo poche.

Con l’allattamento è successa più o meno la stessa cosa: fermo restando l’importanza dell’informazione di base da dare alle donne già durante la gravidanza, tutte le “regole” di cui parlavo prima hanno portato al declino dell’allattamento al seno, di modo che la maggior parte delle donne incontrano difficoltà, sono convinte di avere poco latte o di non essere in grado di allattare.

Un bellissimo esempio di come le donne e i loro bambini sappiano, istintivamente, come allattare, senza che nessuno spieghi loro come fare o che regole seguire, è dato da uno studio di un’ostetrica inglese, Suzanne Colson.

Lo studio ha osservato che l’allattamento è completamente fondato sui riflessi primitivi neonatali (i riflessi innati del neonato, come succhiare, stringere forte un dito, girare la testa da un lato se gli si sfiora la guancia eccetera) ed esistono posizioni per allattare che li inibiscono e altre che li stimolano.

Nella posizione classica in cui una donna allatta (e cioè seduta, schiena dritta) vengono attivati pochi riflessi e alcune volte i bambini sembrano non essere a proprio agio e così pure le madri (es. apparente rifiuto del seno, il braccio verso l’altro che si dimena e non trova un posto in cui stare fino a quando la mamma non lo tiene fermo, la madre di conseguenza si innervosisce ecc.). Inoltre è necessario spiegare alla madre con molta cura come si debba attaccare correttamente il bambino al seno, dato che un attacco scorretto comporta molti problemi (ad esempio dolore, ragadi, insufficiente stimolazione del seno con conseguente scarsa produzione di latte).

Come fare allora?

E’ stata individuata una posizione per allattare che attiva molti riflessi neonatali, molti più che non nella posizione seduta. La posizione è stata chiamata “Biological Nurturing”, concetto intraducibile in italiano, che viene abbreviata con BN (proprio come Bambino Naturale!). La madre deve semplicemente mettersi in posizione semisdraiata (ad esempio, a letto con due cuscini dietro la schiena) e appoggiare il bambino sul suo torace a pancia in giù. Questa posizione è sempre è sempre stata usata spontaneamente da molte donne dopo il parto, il più delle volte perché la posizione seduta era scomoda o dolorosa, ad esempio a causa dei punti dell’episiotomia o del taglio cesareo.

Il bambino poppa sdraiato sul corpo della mamma, e questo incredibilmente fa sì che l’attacco al seno e la suzione siano perfetti, senza bisogno di ulteriori indicazioni da parte di persone esterne su come posizionare il bambino e di come attaccarlo al seno.

La posizione assunta da mamma e bambino è simile a quella di molti altri mammiferi: pensate ai gattini di prima e di come prendono il latte da mamma gatta… a pancia in giù e spaparanzati sul corpo della mamma!.

Fino ad ora abbiamo parlato dei riflessi e dell’istinto del neonato. La cosa più incredibile è che, allattando nella posizione BN, si è osservato che non solo i bambini sanno istintivamente come alimentarsi, grazie alla presenza dei riflessi neonatali, ma che le madri attivano altrettanto istintivamente i riflessi giusti dei loro bambini e al momento giusto, toccando il bambino e interagendo con lui come in un’unica e personalissima danza.

Allattare quindi ha una forte componente istintiva, in particolare all’inizio. Che cos’è, se non istinto, quello che porta molte madri a svegliarsi di notte pochi istanti prima che il bambino reclami il seno perché ha fame?

Allattare però è anche qualcosa che si impara. Può succedere che all’avvio dell’allattamento non sia data la possibilità alla madre di “esprimere” l’istinto ad allattare, a causa delle routine ospedaliere o di troppe interferenze e pressioni esterne, allora è necessario spiegare alla madre come posizionare correttamente il bambino e come gestire la poppata. Alcune cose poi devono essere proprio spiegate, ad esempio come spremersi il latte e come conservarlo. Serve un aiuto esterno – e che sia un aiuto competente! – anche nel caso in cui ci siano delle difficoltà impreviste o se la madre ha dei dubbi su alcune situazioni.

Un ruolo chiave per il successo dell’allattamento, e anche per il legame affettivo madre-bambino, è dato da un ormone, l’ossitocina, il cosiddetto “ormone dell’amore”. L’ormone che contrasta l’azione dell’ossitocina è l’adrenalina, che è prodotta in situazioni di stress, paura, ansia, agitazione. Per questo, è fondamentale che dopo il parto la mamma e il bambino vengano lasciati in pace, proprio per mettere in moto tutto quanto previsto da Madre Natura.

E non parlo di lasciarli in pace per qualche ora in ospedale. Parlo di giorni, se necessario anche settimane.

Provate a chiedere alle vostre nonne che cos’era la tradizione della “quarantena” del puerperio. Le donne per quaranta giorni dopo il parto seguivano una serie di curiose tradizioni. Ora ci fanno sorridere questi aspetti folcloristici, ma pensiamo bene quali erano le conseguenze di queste stravaganze: la neomamma non si occupava delle faccende domestiche che erano affidate alle altre donne della famiglia, era serena, riceveva un’alimentazione migliore degli altri, doveva occuparsi solamente di sé stessa e di allattare il suo bambino.

Oggi invece dopo il parto si è presi dal vortice delle visite di parenti e amici, dal pensiero di avere la casa in ordine, di essere presentabili e di avere qualcosa da offrire agli ospiti.

Potete immaginare in questo scenario dove vada a finire l’ossitocina, il Biological Nurturing e l’istinto materno!

Questo non significa che la soluzione sia vivere da reclusi: basta seguire i vostri ritmi e quelli del bambino, trascurare per un po’ le pulizie di casa e le regole della perfetta ospitalità e ricevere solo le persone che avete veramente piacere di vedere o che possano aiutarvi concretamente in qualcosa. A questo punto ben vengano anche consigli e suggerimenti per i neogenitori. Per gli altri visitatori, rimandate pure cortesemente la visita di qualche settimana, se sono persone veramente amiche capiranno, altrimenti… pazienza!

Sicuramente molte donne allattano con successo anche se non percepiscono questo istinto ad allattare o anche se non sono messe nelle condizioni ottimali per poterlo esprimere. Riuscire però ad attingere a questa speciale risorsa è un aiuto impareggiabile che viene da noi stesse.

L’istinto ad allattare ce l’abbiamo, a volte però per noi Homo Sapiens è difficile farlo emergere.

Ricordatevi la nostra gatta di prima: placida e rilassata, con gli occhi socchiusi, e i suoi gattini che poppano soddisfatti. Senza nessuno che chieda a che ora e quanto hanno mangiato i piccoli. Senza pasticcini e aperitivi da preparare.

Sara Cosano

Per saperne di più:

www.biologicalnurturing.com (in inglese)

Bibliografia:

Un dono per tutta la vita di Carlos Gonzales – Il leone verde Edizioni

Tutte le mamme hanno il latte di Paola Negri – Il leone verde Edizioni

Strategia globale per l’alimentazione dei neonati e dei bambini OMS/UNICEF

Colson SD, Meek JH, Hawden JM. “Optimal Positions for the Release of Primitive Neonatal Reflexes Stimulating Breastfeeding”. Early Human Development (2008) 84: p441-449

La cultura dell’allattamento al seno tra le mamme in Italia – Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione, ricerca realizzata per la Società Italiana di Pediatria, Luglio 2008

– Allattare.net di Maria Ersilia Armeni – Castelvecchi Editore


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  • Valentina

    … Grandioso, mi ci sono ritrovata al 100% !!! Ho allattato con successo i miei due cuccioli , nonostante ragadi,mastiti e quant”altro dovute ad un lieve difetto del capezzolo, ma ho comunque sempre e solo seguito il mio cuore e le richieste dei miei bimbi !!! Che bello !!! Lorifarei 1000 volte !!!