Aria pulita: un diritto di grandi e piccini

Le emissioni di gas serra e di inquinanti contribuiscono ai cambiamenti climatici e minano la salute del Pianeta e dei cittadini che lo abitano. C’è una chiara associazione fra l’esposizione ad alcuni inquinanti, tra cui le polveri fini (PM10), ed effetti sulla salute. Lo smog è causa di malattie respiratorie e cardiache, allergie, ricoveri e morti.

E i bambini sono i cittadini a più alto rischio: si stima che nella Regione OMS Europa, l’1% della mortalità infantile è attribuibile all’esposizione ad aria inquinata.

Una politica di concrete riduzioni delle emissioni nelle città è urgente e necessaria. Ridurre la circolazione dei veicoli serve per ridurre il traffico, ma non basta a ridurre l’inquinamento. Devono essere realizzate al più presto tutte le azioni necessarie per il miglioramento della qualità dell’aria, come indicato dal Piano d’azione per l’Europa sull’ambiente e la salute dei bambini (CEHAPE) e dall’Organizzazione mondiale della salute (OMS).

“Respirare aria pulita è un diritto fondamentale per la salute e il benessere di tutti noi e soprattutto per i più piccoli”, dichiarano i Pediatri per un Mondo Possibile dell’ACP. “È il momento di passare dalla presa d’atto alle azioni possibili”.

“Si discute molto sulla nuova Influenza, sulla efficacia e sicurezza dei vaccini e su altre aree di incertezza della medicina, ma ci si dimentica dell’inquinamento ambientale, nonostante numerosi studi scientifici dimostrino la relazione causale tra smog e malattie respiratorie nel bambino, malattie cardiovascolari e tumori del polmone nell’adulto”, commenta Paolo Siani, Presidente dell’ACP, Direttore dell’UOC Pediatria dell’Ospedale “Cardarelli” di Napoli.

Evidenze scientifiche stabiliscono una relazione causale tra inquinamento atmosferico da polveri sottili e decessi post-neonatali per disturbi respiratori, basso peso alla nascita, sviluppo e funzionalità polmonare, aumentata incidenza di malattie respiratorie e allergie nei bambini e negli adolescenti.

Lo studio MISA-1, condotto in 8 grandi città italiane, ha stimato che livelli di PM10 superiori a 30 µg/m3 nella fascia di età 0-15 anni provocherebbero 31.500 bronchiti e 29.700 attacchi d’asma per anno. Altri studi hanno quantificato anche i costi sanitari: per incrementi di 10 µg/m3 di PM10 ci sarebbe un aumento dell’1,7% dei ricoveri per asma e del 3,3% dell’uso di farmaci per asma. In molte delle nostre città la concentrazione delle polveri sottili PM10 e di altri inquinanti dell’aria, supera i valori guida indicati come più sicuri dall’OMS.

I pediatri dell’ACP esprimono tutta la loro preoccupazione per il persistere di condizioni di grave inquinamento ambientale, specie nelle aree industriali e nei grandi agglomerati urbani del nostro Paese come denunciato anche recentemente dal Codacon. “Invitiamo tutte le istituzioni deputate a garantire l’applicazione di tali norme, a non trascurare queste osservazioni e ad impegnarsi affinché questi limiti vengano rispettati”.

L’ACP nel suo piccolo cerca di provvedere a migliorare il bagaglio culturale dei medici e dei cittadini sul rapporto tra ambiente e salute, impegnandosi in una difficile opera di informazione, ascolto e comunicazione nei confronti dei propri assistiti e delle loro famiglie.

L’invito è quello di cambiare atteggiamento nei confronti dell’ambiente, anche con piccoli gesti quotidiani: usare l’automobile il meno possibile, specie per piccoli spostamenti; evitare di sostare col motore acceso; andare di più a piedi o in bicicletta; contribuire ad attivare “Pedibus”, il progetto con cui i nostri bambini possono andare a scuola a piedi in modo autonomo.

Fonte: Quaderni Acp il Blog


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