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Body Scanner, lettera aperta al garante della privacy


da Lorena Nicardi

Egr. Dott. Pizzetti,

Le scrivo in primo luogo per dirLe tutta la mia ammirazione e il mio appoggio per le Sue corrette e rigorose osservazioni in diverse circostanze e da ultimo sulla penosissima questione dei body scanner a proposito dei quali vorrei farle giungere la voce non solo di una cittadina e di una donna che ha a cuore sopra ogni cosa la dignità ed il rispetto della persona propria e di ognuno, ma anche come portavoce di quei cittadini e cittadine che per le più diverse condizioni, in questa pratica barbara e liberticida (non la sicurezza ma questo esercizio di volontaria abdicazione e sottomissione è lo scopo di questa indegna campagna mediatica!) si troverebbero a tal punto violati ed oltraggiati da non poter più di fatto aver accesso ad un fondamentale mezzo di trasporto.

Avrei reagito con la stessa rabbia e disgusto anche negli anni della mia bella e balda gioventù, ma ora, a 60 anni, affetta da una grave forma di scoliosi e con le forze che calano, provo un senso di smarrimento e disperazione di fronte alle esternazioni dei soliti politici da cui non mi aspetto più nulla, ma ancora di più di fronte ai commenti (maggioritari nei sondaggi giornalistici) in cui brillano la più totale impudicizia e paranoia mascherate da libertà e disinibizione.

Dopo anni di lotte anche vittoriose per il progressivo abbattimento delle barriere architettoniche e di tutto quanto limiti di fatto le possibilità di libera circolazione dei disabili anche gravi, migliaia di persone sostengono con assoluto cinismo e senza che nessuno risponda loro adeguatamente, che una donna mestruata che non voglia esibire l’assorbente o un colostomizzato che non voglia giustificare il sacchetto per le feci possono benissimo starsene a casa loro!

Non ce la faccio più a confrontarmi con la violenza e l’orrore di questa dittatura ma vorrei tramite Lei porre a tutti questi signori alcune questioni.

Come minimo occorrerebbe prevedere che dall’altra parte del body scanner ci fosse un uomo per gli uomini e una donna per le donne, aspetto di cui in questo delirio di esibizionismo/voyeurismo non ho sentito parlare.

Come si pensa di gestire il caso di persone che possono avere a contatto del corpo i seguenti oggetti?

– Apparecchi e protesi ortopediche, tutori di ogni tipo, ingessature e fasciature elastiche

– Medicazioni a seguito di ferite o interventi chirurgici

Sacchetti per le feci dei colostomizzati

– Eventuali pace maker o altri sussidi elettromedicali non inseriti sotto cute

Ma queste se vogliamo sono “eccezioni”. Come pensano questi signori di poter gestire il caso comunissimo che può riguardare prima tutte le giovanissime e le donne in età fertile e poi una considerevole quantità di anziani quali:

– Assorbenti mestruali esterni

– Assorbenti per adulti incontinenti

CHI DOVREBBE ISPEZIONARLI?????

Quanti in queste ore condividono il mio stesso sdegno e le mie gravissime preoccupazioni per il futuro delle nostre sempre più agonizzanti democrazie, contano su di Lei.

Le auguro Buon Anno e buon lavoro.

Fonte: Il Manifesto


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