Esistono davvero i bambini viziati?


C’è anche chi suggerisce di far piangere un po’ il bambino così “si farà i polmoni” o di utilizzare metodi (1)per farlo dormire “da solo”, privi di alcun fondamento scientifico e anzi potenzialmente pericolosi.

Ma dove sta il reale rischio di tali comportamenti? L’esercito di consigliatori che inevitabilmente si materializza intorno ai neogenitori dà queste indicazioni in nome della buona educazione, della presunta conquista di autonomia del bambino e del diritto alla libertà dei genitori, altrimenti schiavi di un piccolo tiranno che disturba la quiete e che farà fare brutte figure con gli altri.

Questa rubrica nasce con l’intenzione di chiarire quali siano i bisogni primari, oggettivi e universali di ogni bambino. Vogliamo aiutare e rispondere ai genitori che si limitano coi propri figli per paura di viziarli.

Gli studi etnoantropologici (2) pongono l’attenzione ai reali bisogni del cucciolo d’uomo, aiutando a riscoprire quei saperi ancestrali ed istintuali che fanno parte di ogni mamma e di ogni bambino in ogni angolo della Terra.

La nostra identità cellulare di appartenenti alla razza umana è uguale ovunque e i bisogni dei bambini sono sempre gli stessi: bisogno di contatto fisico, di essere accudito, di essere nutrito dal seno materno, di fidarsi delle proprie sensazioni e della capacità di comunicarle ricevendone appropriata risposta, la lista sarebbe infinita.

Risulta quindi evidente come certi luoghi comuni sull’educazione dei bambini appartengano soltanto a pregiudizi in linea con la propria cultura di appartenenza. A seconda di dove un bambino nasce e vive, la società intorno a lui si aspetta che i suoi genitori e lui si conformino ai suoi modelli, indipendentemente da ciò che la selezione naturale ha trasmesso a quel bambino nel suo patrimonio genetico dopo centinaia di migliaia di anni.

Perciò, buonsenso, istinto ed informazione valgono almeno quanto (se non di più) di ciò che la nostra società e i consigliatori indefessi si aspettano da noi genitori circa il modo di accudire i nostri bambini.

Penso sia il caso di dire che ogni genitore dovrebbe sentirsi libero di scegliere indipendentemente da ciò che suggerisce la cultura occidentale a cui apparteniamo.

Alessandra Bortolotti

Note

(1) Il più celebre è il metodo diffuso nel libro di Estivill e De Bèjar (1999),“Fate la nanna”, Mandragora Edizioni. Questo metodo suggerisce di far piangere il bambino ad intervalli sempre crescenti per “disabituarlo al pianto notturno”. È un metodo potenzialmente pericoloso che è sconsigliato da numerose associazioni di pediatri e psicologi si vedano a tal proposito i seguenti link:

– http://db.acp.it/Quaderni.nsf/b5bdb283b7bfdc6bc12570d500606dc5/9af08d4ad404b472c125722e0035d269/$FILE/LEGGEREFARE.pdf

– http://www.aaimhi.org/documents/position%20papers/controlled_crying.pdf

– http://www.pediatric.it/crudele_lasciar_piangere.htm

(2) Per approfondimenti si consulti il testo: Balsamo E. (2007), “Sono qui con te”, Il Leone Verde Editore, Torino. Disponibile al link: http://www.bambinonaturale.it/scheda.asp?idv=1346


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  • Federica

    Ciao Alessandra, penso che questa rubrica potrà sostenere le tante mamme immerse nei molteplici “consigli” di altre donne (nonne, suocere, madri, amiche, sorelle,..) che pensano di essere esperte in materia, ma altro non fanno che aumentare i dubbi e confondere la neo-mamma. Penso, anzi sono pienamente convinta, che l”istinto materno presente in ogni donna sia l”unico “consiglio” che si possa ascoltare! Bisogna aver fiducia del proprio istinto di mamma! Complimenti per la rubrica!

  • Maria Beatrice

    Grazie, grazie, grazie. Nient”altro se non l”attesa di leggere le novità per diffonderle e divulgarle nel rispetto del rigore scientifico, del cuore e del buon senso. 🙂

  • Valentina

    Vero tutto! Il contatto fisico è bello rassicurante caldo profumato, da protezione e forza. La mia bambina di un anno è tanto entusiasta ed equilibrata. Tutti si sentono in dovere di dirti cosa è necessario fare, e tante pronte a storcere il naso sentendo di poppate notturne e lettone insieme a mamma e papà. Credo che la natura insegni: nessun animale infila il cucciolo nel lettino e dice ”ora stai tranquillo nella foresta fini a domattina” a estivil posso rispondere con una sola parola Gonzales! Wwww ma sopratutto seguire il proprio istinto materno.

  • paola

    sono una mamma di una bimba di tre anni e voglio aggiungere ai commenti delle altre madri che la vera forza di essere mamma sta nel fatto di pensare e fare le scelte personali ed ascoltare chi ci consiglia con senso critico dato che noi tutte siamo dotate di intelligenza e a volte veniamo prese per delle sprovvedute dai pediatri. nel mio caso sono andata controcorrente per i vaccini da inoculare a mia figlia,per l”alimentazione, per la scelta religiosa, per l”uso dei farmaci. sono contentissima delle mie scelte visto che mia figlia e” sanissima e non ha nessuna intolleranza e/o allergia ai cibi.preferisce si sa dormire nel ns lettone ma glielo concedo poiche”ha bisogno di contatto fisico come tutti i bimbi.invito tutte le mamme a fare cio” che si sentono e la loro scelta verra” premiatanegli anni. auguro buona continuazione a tutte!!