I latti artificiali sono tutti uguali


Allora si cercò di modificare il latte vaccino in modo da renderlo un po’ più simile al latte materno.

Nei decenni il progresso tecnologico ha permesso di analizzare sempre più in dettaglio il latte materno e di conseguenza l’industria ha cercato di imitarne la composizione a partire dal latte vaccino.

I latti oggi in commercio hanno formulazioni certamente più accurate rispetto a trent’anni fa, ma il latte artificiale è tutt’ora ben lontano dall’essere paragonabile al latte materno.

Per fare un esempio su tutti, il latte artificiale non contiene anticorpi, e i famosi probiotici aggiunti al latte artificiale che “aiutano a sviluppare il sistema immunitario” non hanno certo un efficacia pari agli anticorpi del latte materno.

Inoltre – sembra incredibile – non è ancora nota con totale precisione la composizione del latte materno. Ogni tanto infatti si scopre che contiene anche questo o quell’altro elemento, e non possiamo dire se e quando si scoprirà con precisione la lista esatta di tutto ciò che è contenuto nel latte di mamma.

Per fortuna oggi la composizione del latte artificiale è stabilita per legge a livello europeo, sulla base di quanto stabilito dalla Codex Alimentarius Commission, una commissione mondiale che stabilisce le norme e gli standard di produzione e sicurezza dei prodotti alimentari, latte artificiale compreso.

Quindi ogni latte deve avere una composizione compresa nei limiti stabiliti dalla legge.

Cosa significa tutto ciò?

Significa che tutti i latti in commercio sono “buoni”, poiché rispondono ai limiti imposti dalla legge.

Se i latti sono tutti “buoni” come mai i prezzi sono tanto diversi?

I prezzi del latte artificiale in polvere in Italia sono estremamente variabili: si va dal più economico che costa circa 11,00 euro al chilo al più costoso che supera i 40,00 euro al chilo. Insomma, quattro volte tanto.

Più volte l’Antitrust ha sanzionato i produttori di latte artificiale perché in Italia i prezzi sono ingiustificatamente altri rispetto al resto d’Europa.

Spesso i genitori che devono acquistare del latte artificiale, nel desiderio di fare il meglio per il proprio bambino, scelgono la marca più costosa, nella speranza che quel latte sia più simile al latte materno rispetto al latte economico.

E ci si mettono pure i produttori dei latti più cari, i cosiddetti “latti di marca”, a sottolineare che il loro latte è così costoso perché ha “qualcosa in più”.

Allora iniziano a elencare una serie di nomi misteriosi dei quali la maggioranza dei genitori non conosce il significato, però fanno tanta scena: LCPUFA, GOS, FOS…. e che roba è? Forse sono dei misteriosi componenti costosissimi che migliorano la salute dei bambini?

A quanto pare, no.

Andiamo con ordine: tutti i latti devono rispettare una determinata “composizione base”, e quindi rispetto a questo sono tutti equivalenti.

Alcuni produttori, sfruttando le scoperte scientifiche relative alla composizione del latte materno, aggiungono degli elementi chiamati “nutrienti funzionali” che non sono obbligatori per legge (ad esempio, i LCPUFA – acidi grassi polinsaturi a catena lunga) ma che si è scoperto che nel latte materno hanno determinate importanti funzioni (i LCPUFA sono responsabili dello sviluppo visivo).

Numerose ricerche hanno dimostrato che l’aggiunta di questi nutrienti funzionali non ha dato i risultati sperati, cioè un latte “base” ha gli stessi effetti di uno al quale sono stati aggiunti dei nutrienti funzionali (che però sono molto più costosi).

Inoltre, se si scoprisse che una certa sostanza è effettivamente benefica e efficace per un miglior sviluppo del bambino, dovrebbe essere resa obbligatoria in tutti i latti e non essere riservata solo ad alcune marche.

Non è nota la ragione per cui non sia tutto sommato efficace l’aggiunta di nutrienti funzionali, sebbene siano presenti nel latte materno. Forse non sono ancora stati scoperti alcuni meccanismi del corpo umano, per cui magari i LCPUFA sono efficaci solo in associazione con un’altra sostanza o chissà cos’altro.

Quindi i latti artificiali hanno effettivamente delle composizione variabili, in base a se e quanti componenti funzionali sono presenti, ma a quanto pare l’efficacia sulla salute dei bambini è la stessa.

Quale latte utilizzare?

Dietro questa domanda ci sono degli enormi interessi economici.

Sembrerà banale, ma la prima risposta è “usa il latte materno”. Avrete capito che il più delle volte il latte artificiale è dato in maniera immotivata, e che prima di prendere una decisione simile dovreste farvi assistere da una persona competente per capire innanzitutto se c’è realmente un problema e, ammesso che ci sia, come risolverlo.

Se per necessità o per scelta, i genitori ricorrono al latte artificiale, il più delle volte si affidano alla marca consigliata in ospedale o a quella consigliata dal pediatra, e questo le aziende lo sanno benissimo.

Come saprete, fino ad oggi negli ospedali le marche di latte artificiale vengono cambiate ogni mese, per l’evidente interesse commerciale di dare spazio a tutti e non fare torti a nessuno.

Le cose dovrebbero cambiare con la nuova normativa sul latte artificiale.

Se i pediatri degli ospedali fossero sinceramente convinti che una marca sia migliore di un’altra, dovrebbero opporsi a questa pratica e pretendere, per la salute dei neonati, che venga acquistata solo la marca che ritengono migliore.

E invece non è così: chi partorisce a gennaio si vedrà consigliare la marca A, chi partorisce a febbraio la marca B e così via. Non vi suona strano?

Alcuni pediatri di base dicono tranquillamente che un latte vale l’altro, mentre altri difendono a spada tratta una marca piuttosto che un’altra.

Se un pediatra è particolarmente innamorato di una marca, magari costosa e molto attiva nel marketing, provate a chiedergli dove si è svolto l’ultimo congresso a cui è andato. Se era a Sharm el Sheik, Cortina D’Ampezzo o qualche altra famosa località turistica, a me verrebbero dei sospetti…

Nel 2005 la rivista Altroconsumo aveva svolto un’inchiesta in cui metteva a confronto diverse marche di latte artificiale, valutandone la composizione e il prezzo. Le conclusioni erano, anche questa volta, che non c’era differenza a livello qualitativo tra i vari latti, e quindi le differenze sul prezzo erano ingiustificabili. La S.I.P. – Società Italiana di Pediatria reagì dicendo che “non è vero che tutti i latti artificiali per neonati sono uguali” e che “non è scientificamente ed eticamente corretto” affermare il contrario. Altroconsumo chiese alla S.I.P. di inviare la documentazione a sostegno della loro affermazione ma non arrivò mai nulla.

Anche riguardo alla sicurezza del latte artificiale non c’è differenza tra i latte di marca e quelli a basso prezzo. Vari episodi di cronaca testimoniano che anche latti dai nomi famosi sono oggetto di contaminazioni (batteri, sostanze chimiche e persino peli di topo e larve).

Quindi, le informazioni scientifiche attuali ci dicono che un latte artificiale vale l’altro.

Dato che le differenze di prezzo tra varie marche sono enormi, i genitori possono tranquillamente decidere di acquistare il più conveniente.

Si può cambiare marca di latte artificiale?

Molti genitori che usano il latte artificiale, di solito la marca carissima consigliata in ospedale, sono restii a cambiare marca di latte, magari per ricorrere a una con prezzi più ragionevoli, perché aleggia la leggenda secondo la quale un bambino che inizia con una certa marca di latte debba usare sempre la stessa altrimenti chissà cosa succede.

Il ragionamento è assurdo, allo stesso modo potrei dirvi “se un bambino inizia con il latte materno allora non potrà mai prendere latte artificiale, sarebbe come cambiare marca”. E invece sappiamo che – purtroppo – alla stragrande maggioranza dei bambini allattati al seno prima o poi verrà dato del latte artificiale. E non mi risulta che nessuno si sia mai posto dei problemi per questo.

Certo che si può cambiare marca di latte artificiale, cosa dovrebbe mai succedere?

Ovviamente il latte è un alimento quindi è soggetto ai gusti personali. I vari latti artificiali hanno gusti simili ma non identici, quindi è possibile che un bambino gradisca una marca piuttosto che un’altra, ma non è detto che la marca gradita sia la prima che ha assaggiato!

Quindi se pensate che il latte che state usando sia troppo costoso e volete provarne uno più conveniente, vale la pena provare. Le vostre tasche ringrazieranno…

I cosiddetti “latti speciali” servono per davvero?

In commercio esiste una ricca scelta di latti cosiddetti “speciali”. Si va da quelli che trattano alcuni comuni disturbi dei neonati (anticolica, antirigurgito, antidiarrea… spesso individuabili dalle rispettive sigle AC, AR, AD) alle formule speciali per bambini allergici (latte di riso, di soia, idrolisati proteici, HA…). Ovviamente sono più costosi dei latti artificiali normali.

Una premessa è fondamentale: questi latti sono per bambini che già prendono latte artificiale. Nessun bambino allattato al seno ha bisogno di questi latti, nemmeno se soffre di coliche o di rigurgito. Al contrario, peggiorerebbero la situazione.

Così come un bambino allattato al seno non ha bisogno di latti ipoallergenici, dato che l’allergia al latte materno non esiste, nonostante si trovi spesso scritto in giro.

L’unico caso in cui il latte materno sarebbe dannoso per il bambino è la galattosemia, una rarissima e seria malattia metabolica ereditaria che però viene diagnosticata nei primissimi giorni di vita del neonato.

Riguardo ai latti anticolica, antirigurgito eccetera, la loro efficacia è molto dubbia e il più delle volte vengono usati a sproposito.

Basti pensare al rigurgito, fatto estremamente comune nei lattanti.

I latti antirigurgito sono semplicemente più densi grazie alla farina di riso o di carrube, di modo che il latte risale comunque nell’esofago ma è troppo pesante per arrivare fino alla bocca. Si ottiene il cosiddetto “effetto cosmetico”: il bambino non butta fuori il latte, risparmiate qualche bavaglino o tutina ma il rigurgito c’è ancora. Senza considerare che vi è il sospetto che queste farine aggiunte al latte limitino l’assorbimento di alcuni nutrienti.

L’uso di questi latti dovrebbe essere attentamente valutato solo per le situazioni realmente problematiche.

Anche riguardo all’uso di latti per prevenire o trattare allergie al latte non c’è un’opinione unanime tra i medici su quale sia meglio preferire (idrolisati? Soia?) e comune sono alimenti che, se usati in maniera inappropriata, hanno non pochi effetti collaterali. Sono da considerarsi a tutti gli effetti delle medicine da usare solo in caso di accertata allergia alle proteine del latte vaccino (APLV).

Quindi è assolutamente da evitare il fai da te, e se vi sembra che il pediatra abbia prescritto con troppa leggerezza uno di questi latti vi conviene sentire un secondo parere.

Come già detto in passato, è bene ricordare che se un bambino non prende latte materno bisogna ricorrere al latte artificiale, fatto apposta per i bambini, e non a latte di capra, asina, latte di mandorla, d’orzo o cose del genere.

Spesso per i figli non si bada a spese, ma se posso avere un prodotto con le stesse proprietà a un costo inferiore, che senso ha spendere di più?

Sara Cosano

Bibliografia e approfondimenti:

Tutte le mamme hanno il latte di Paola Negri – Il leone verde Edizioni

– Guidagenitori.it , Storia dell’allattamento di Maria Ersilia Armeni

– Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, provvedimento n.14775 – I623 “Prezzi del latte per l’infanzia” del 12/10/2005

– Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Provvedimento n. 8087 – I328 “Latte artificiale per neonati” del 02/03/2000

European Network for Public Health Nutrition: Networking, Monitoring, Intervention and Training (EUNUTNET). “Alimentazione dei lattanti e dei bambini fino a tre anni: raccomandazioni standard per l’Unione Europea”. European Commission, Directorate Public.

– Latte in polvere: qual è il migliore? di Rossella Castelnuovo – Un Pediatra Per Amico n.2/2006

– Alfarano A., et al. “I latti sono tutti uguali?” Quaderni ACP 2005; 12(6):256<7a>

– Di Tommaso, et al. “I latti sono tutti uguali?” Quaderni ACP 2006; 13(1):36-39

“Latte artificiale a prezzo ragionevole” Altroconsumo n.182 Maggio 2005

– “Latte in polvere, parola di pediatra” sito Altroconsumo 18/05/2005

“Nel latte in polvere peli di topo e larve” La Stampa del 16/12/2009

– “Latte contaminato con inchiostro. Giudice condanna Nestlé e Tetrapack” La Repubblica del 01/03/2009

– “Latte Mellin: finalmente il ritiro dal mercato” sito Altroconsumo del 26/05/2005

– I latti “Speciali” – C. De Giacomo, 7 Luglio 2006, Azienda Ospedaliera Niguarda Ca’ Granda

Il Sig. Reflusso – Alibablog giugno 2008


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5 Risposte a “I latti artificiali sono tutti uguali”

  1. Laura Pacetti scrive:

    Sono da poco mamma adottiva di una bambina di 4 mesi; il latte artificiale non è quindi una scelta ma necessità. All”inizio della nostra esperienza di genitori, non trovando il latte di marca in precedenza utilizzato per la bimba, siamo passati ad un latte più economico, lei lo ha accettato come se nulla fosse e lo beve tutt”ora su consiglio del nostro pediatra!

  2. simona scrive:

    quando è nato il mio bambino, che ora ha 3 anni, era sottopeso e pigro, e le ostetriche della terapia intensiva dell”ospedale dove ho partorito me lo portavano poco, “già mangiato” e spesso addormentato; per questo motivo ho dovuto ricorrere al latte artificiale anche se per fortuna, provenendo da una famiglia di lunghe e abbondanti allattatrici, sono riuscita a offrire al mio bambino un allattamento misto fino a quattro mesi.
    HO scelto un latte economico e, un giorno in cui mia madre ha preso per sbaglio un latte di una marca nota e costosa, mio figlio ha avuto coliche per due giorni, finchè ho pensato di tornare al primo latte e sono passate…è possibile che dipendesse dal latte diverso?

  3. Sara scrive:

    I latti sono tutti uguali nel senso che i bambini cresciuti a latte X, costosissimo, non hanno dei benefici in termini di salute e crescita rispetto a quelli cresciuti a latte Y, economico.
    Poi è ovvio che come ogni alimento ci sono questioni di gusti e c”è chi digerirà meglio una marca rispetto all”altra eccetera eccetera.
    Quindi può darsi che il tuo bambino gradisse molto la marca economica mentre quella costosa, per chissà quale motivo, non gli andasse a genio. Per fortuna che non è successo il contrario… 😉

  4. Eva scrive:

    Bisognerebbe accertarsi prima di accusare e puntare il dito verso i medici e le aziende. Gli alimenti per l’infanzia sono dei prodotti da consumo ed è ovvio che variano di prezzo ma è altrettanto vero che NON tutti i latti sono uguali.. Non si parla mai dei casi di salmonella per un latte prodotto chissà dove.. Fate attenzione e ascoltate sempre il pediatra perché è l’unica persona che ha studiato alimentazione e potrà soddisfare ogni vostro dubbio!

  5. Sara scrive:

    Cara Eva,
    purtroppo la contaminazione intrinseca del latte in polvere (cioè la contaminazione in fase di produzione) si è rivelata essere indipendente dalla marca, cioè colpisce trasversalmente sia la marca costosa sia quella economica. Parlo di contaminazioni da Salmonella e Encterobacter (che adesso però si chiama Chronobacter) Sakazakii, non parlo delle vere e proprie frodi alimentari (tipo lo scandalo del latte cinese alla melamina).
    Per saperene di più puoi leggere questo articolo: http://www.bambinonaturale.it/2009/06/il-latte-in-polvere-non-e-sterile-ecco-come-renderlo-sicuro/
    I latti “prodotti chissà dove” da noi, in Italia, non ci sono. Sono prodotti tutti in Europa (qualcosa in Italia, molto tra Austria e Germania).
    Sul fatto che il pediatra sia “l’unica persona che ha studiato alimentazione” mi viene da sorridere… i pediatri ne sanno gran poco, proprio perchè nel loro corso di studi argomenti come allattamento e alimentazione sono appena sfiorati, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Certamente ci sono pediatri che – di loro iniziativa – hanno approfondito questi argomenti. Senza dubbio però la maggior parte dei pediatri sono più ferrati sull’alimentazione artificiale che non sull’allattamento al seno, dato che ricevono le visite periodiche dei rappresentanti.
    Come avrai visto nella bibliografia, ci sono numerosi articoli di altri pediatri che sostegnono che “i latti artificiali sono tutti uguali”, inteso nel senso che il bambino alimentato con latte A starà né meglio né peggio del bambino alimentato con il latte B.
    Comunque se hai letto bene tutto l’articolo, queste risposte già ci sono.

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