In risposta a chi si schiera “Contro i talebani dell’allattamento”…


L’ennesimo articolo ironico sulle mamme “allattone”, ormai sempre più spesso definite – con l’accezione indubbiamente negativa che l’aggettivo scelto porta con sé – “talebane” della tetta…

Francamente, in un’epoca in cui business, profitti, pubblicità la fanno da padrone, epoca in cui è necessario e fondamentale che Mellin & Co. vendano i propri surrogati del latte materno, pagando milioni di euro per comparire su tutte le riviste rivolte alle mamme – sempre più sole, sempre meno informate…, strano, eh? – la spudorata presa in giro di una “pratica” vecchia come l’uomo è un ritornello ormai stanco.

Eppure quando ironia gratuita e banalità già strautilizzate provengono dalla penna di una donna… il dispetto, e l’amarezza, tornano a farsi pungenti. Va – quasi – bene se a scrivere di seni colmi di latte strizzati da infernali pompe a batteria, professioniste piegate dalla voracità di minuscoli tiranni attaccati al capezzolo, isteriche sostenitrici della tetta a tutti i costi e altre simili amenità siano giornalisti maschi. In quel caso, si può anche conceder loro il beneficio del dubbio per ignoranza e incapacità empatica…

Quando la “condanna” di chi – per scelta, e per amore – decide di dare al proprio figlio il meglio di sé anche in termini di nutrizione, allattandolo a richiesta quando lo desidera, per quanto lo desidera (come ricorda una cara amica del Bambino Naturale, mamma nonché professionista, non risulta che alla madre di Gesù Cristo sia stato mai chiesto “ma per quanto ancora intendi dargli la tetta?!?!?”) arriva da una donna, per giunta pure lei madre, con esperienza di allattamento alle spalle… Allora ti chiedi a che pro.

Per difendere i “diritti” delle mamme che – per necessità, scelta personale, gusti ecc… – hanno optato per il biberon? Difenderle da chi?

Da noi “talebane”? Sostenere l’allattamento al seno, veicolando tutte le informazioni utili affinché questa NATURALISSIMA pratica resti (com’è sempre stata nella storia dell’umanità) alla portata di tutte non significa screditare chi preferisce l’alternativa “artificiale”.

Dai “falsi miti” del latte materno? In passato credo non ci si sarebbe mai sognati di spendere soldi in ricerche che dimostrassero il valore del nutrimento materno. Forse perché in passato nessuno si sarebbe mai sognato di metterne in dubbio l’importanza (dal punto di vista nutrizionale in primis, visto che i neonati non avevano altro a cui “attaccarsi”, oltre a quello – indubbio – del legame con la madre); dubbio, ahimè, seminato in un trentennio di “guerra” all’allattamento al seno in nome del marketing dei latti formulati…

Da un minaccioso rigurgito reazionario anti-femminista? Allattare con amore il proprio bambino, sacrificando certo molto del proprio tempo – all’inizio –, scegliendo di rallentare i propri ritmi, di curare la propria alimentazione, in funzione del benessere del piccolo; decidere di nutrirlo al seno fin quando lo desideri, anche oltre i due anni, non significa rinunciare alla propria professionalità, ai propri impegni, alla propria autonomia… Molte delle mamme “allattone” che contribuiscono alla riuscita di questo sito, che partecipano attivamente al forum del Bambino Naturale, che scrivono per la collana omonima; moltissime delle mamme “talebane” disseminate in tutto il mondo sono, e restano, professioniste, lavoratrici, donne realizzate socialmente oltre che in ambito familiare… L’allattamento al seno non toglie nulla a nessuna di loro!

Sarebbe forse anche il caso di osservare che l’allattamento non è altro che permettere al seno di svolgere la propria funzione normale: né più, né meno! Come questo semplice fatto possa ancora sconcertare qualcuno è davvero sorprendente. Vediamo un po’ di espandere questa strana sensibilità: ci sono i “talebani” che insistono a voler mangiare con la bocca, anziché nutrirsi con il sondino; coloro che insistono nella “strana” pratica dell’accoppiamento coniugale, anziché affidarsi al più igienico sistema dell’inseminazione assistita; altri che assurdamente si incaponiscono a camminare con le proprie gambe, disdegnando confortevolissime sedie a rotelle. Altri ancora sono fanatici che si ostinano a masticare con i propri denti invece di ricorrere alle eccellenti protesi che la moderna tecnologia mette a disposizione.

Si potrebbe proseguire su toni più polemici, o sarcastici, per tenersi in linea con certi pezzi, ma chi – per scelta personale o professionale – decide per l’allattamento credo lo faccia soprattutto per amore, senza voler dimostrare nulla a nessuno, nel rispetto delle opinioni di tutti, tuttavia con il sacrosanto diritto di ricevere informazioni, assistenza, partecipazione emotiva oltre che pratica – e non da ultimo, rispetto! – per riuscire al meglio in questa “impresa”.

Inoltre è offensivo e scandaloso che si possa denigrare (sotto la maschera della satira) e farsi beffe di coloro che profondono così tanto impegno, energie e tempo nell’aiutare gratuitamente madri in difficoltà; e sono decine di milioni le mamme grate a queste consulenti del latte, nel mondo!

Tuttavia concluderemo con una semplice considerazione. Basterebbe prendere l’allattamento materno semplicemente per quello che è: una grande, preziosa opportunità; una ricchezza, un “valore aggiunto” alla relazione tra una madre e il suo bambino. Nel rispetto di tutti – “talebane” comprese.

Anita Molino e Beatrice Cerrai

Redazione web bambinonaturale.it


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  • alessandra

    grazie di cuore… da parte di una mamma e del sacrosanto diritto di tutte le mamme di essere sostenute e non ironizzate da scarsa professionalità e saccenza gratuita. Purtroppo non sarà l”ultimo articolo così, ma il clamore che ha suscitato ci fa ben sperare!

  • cri

    grande anita!!!!!!!!
    complimenti per l”ironia!!!
    …questa la comprendo bene!
    cri…allattona impenitente

  • Cristina

    Bravissime, la risposta che si meritavano!
    Cristina “talebana” da 30 mesi! 😉

  • Flavia

    vorrei prescindere dall”articolo in questione e anche dall”uso del termine talebane per testimoniare una cosa semplice, personale. spero di spiegarmi bene e spero vogliate apprezzare l”intento pacificatorio del mio commento…perchè anch”io ho pubblicato una satira tempo fa e sono stata attaccata da persone provenienti da un forum, in modo cosi” insultante e irrispettoso (appunto) da essere costretta a chiudere i commenti, stanca e disgustata. il punto è questo: io sostengo l”allattamento, la libertà, la corretta informazione, e ammiro le donne che aiutano altre donne. proprio per questo non mi vanno gli eccessi: ci sono persone che, pensando di aiutare, fanno del male mettendo in atto pressioni psicologiche tanto sottili quanto devastanti. Io vorrei che si allattasse (cosa bellissima e naturale) nel pieno benessere, e non distruggendosi per senso del dovere e sensi di colpa. so che per le persone equilibrate questo discorso è ovvio. ma purtroppo alcune s-quilibrate rovinano il lavoro di molte altre brave persone. come vedete non c”entra assolutamente niente nè il marketing del latte artificiale, nè il femminismo, nè il ridicolizzare una pratica che, sono assolutamente d”accordo, è bella e fa bene (anch”io ho allattato). personalmente ho a cuore solo il benessere delle mamme, e quando in nome di un “bene superiore” si fa del male a una mamma, non ci sto. ecco perchè anch”io ho preso in giro quegli eccessi, e continuerò a farlo. credo ci voglia questo tipo di chiarezza e di onestà: non facciamo di tutt”erba un fascio, ma rispettiamo un buon lavoro e prendiamo invece le distanze, nettamente, dagli eccessi. la differenza non la fanno le etichette: siti, forum, LLL.. la differenza la fanno le singole persone.

  • valeria

    sono mamma di Vivy da 11 mesi e, nonostante il suggerimento del pediatra a smettere di farlo, ho deciso di continuare ad allattare mia figlia ancora per un pò.
    Mi rendo conto che le mamme vivono in uno stato di totale confusione in merito all”allattamento al seno, bombardate da informazioni e consigli contrastanti anche da parte di persone di fiducia. Non vivendo più a contatto con la natura abbiamo perso il contatto anche col nostro essere, coi nostri istinti. Oscilliamo tra l”idea di essere una mamma perfetta e quella di essere una donna perfetta e ben adattata in questo mondo. Da questa lotta scaturiscono prese di posizione e barricate.
    Mi dispiace che ancora ci sia chi attacca e chi difende determinati modi di essere. Credo che l”interesse principale di ogni adulto debba rivlgersi al benessere dl bambino: allattare al seno e rinunciare per un periodo alla propria routine è un atto dovuto ad un figlio. E se una mamma non riesce a farlo non deve criminalizzare chi ha tentato di aiutarla per difendersi dall”autofrustrazione. Con dignità deve accettare il suo percorso e trasmettere questo sentimento al suo bambino.
    ciao a tutti

  • Valentina

    Mamma mia che tristezza…ho lasciato un commento anch”io a questa giornalista. Ma come si fa a scegliere un titolo così infelice?
    A proposito ho allattato x 38mesi, sono una tettalebana? :))

  • Valeria

    Grazie di cuore!

  • Floriana

    Grazie Anita e Beatrice per questa risposta, che mi pare chiara, equilibrata, rispettosa…praticamente l”opposto dell”articolo della Maraone! Lo condivido subito su fb e su http://www.sosmamaonlus.it
    A presto, Flo

  • Patrizia

    Per FLAVIA

    Ciao Flavia,
    non ho capito bene del tuo intervento quali sono i danni fatti dalle mamme allattone “in nome di un bene superiore”. Io credo che ogni fanatismo sia negativo. Ma l”allattamento materno ha tanti e tali vantaggi per mamme, bambini e per la salute pubblica, che, a mio avviso, la passione di chi cerca di incoraggiare le altre
    mamme ha una sua giustificazione. Sicuramente maggiore rispetto, invece, alla sistematica diffusione di informazioni TOTALMENTE ERRATE da parte di operatori di settore (dai nidi ai pediatri) che spesso sono ignoranti e/o letteralmente corrotti dal marketing delle multinazionali.
    Quella informazione assurda secondo cui i nostri figli non crescono mai abbastanza se allattati al seno (quindi si propone subito l”aggiunta), o l”allattamento va fatto “a richiesta ma ogni 3 ore” (che è un non sense pazzesco!). Ora le mamme sclerano nel tentare di allattare seguendo questi CRIMINALI, e spesso soccombono stremate dal terrorismo psicologico (tuo figlio è sotto le curve di crescita, lo vizi, non hai abbastanza latte, il tuo latte non è sostanzioso e tutta una serie di immense cavolate). Risultato? Neonati più fragili, più ammalati, che ricorrono ogni anno sempre di più a cure e farmaci = GRANDE BUSINESS per tutti! Senza contare il grande business del baby food, a partire da latti, tettarelle, ecc.

    QUESTO E” LO SCANDALO!

    Quante delle mamme che hanno smesso di allattare sono al 100% serene e felici di questo? Te lo dico io: la maggior parte sono così deluse e sulla difensiva che diventano molto aggressive sul tema. Paola Maraone è una di queste, nel suo libro racconta di una esperienza non bellissima di allattamento, anche dovuta ai condizionamenti esterni.

    Ma dovremmo unirci CONTRO il sistema, non ammazzarci tra di noi a suon di frecciate!!

    Io sono stata una mamma con grandi difficoltà al primo allattamento, e vivevo molto male le allattone impenitenti, ma fondamentalmente invidiavo chi poteva avere con l”allattamento una esperienza bella, emozionante e priva di intoppi…
    Oggi riconosco che se ho un favoloso secondo allattamento è anche grazie a chi ha diffuso esperienze positive e gioiose sull”allattamento: se avessi solo letto le campane delle varie Paole Maraone mi sarei nascosta dietro un dito, autoconvincendomi che l”allattamento naturale è una fissazione.

    Ti dirò di più: a me l”ironia della Maraone mi lascia indifferente perché sono serena: mi fa incazzare solo l”effetto che potrebbe avere sulle mamme che serene non sono.
    SE tu, Flavia, hai incontrato delle esaltate dell”allattamento probabilmente ti hanno fatto male perché sul tema serena non sei, e allora forse dovresti chiederti perché.

    Io adoro l”ironia, ma sbeffeggiare chi è riuscito a superare enormi difficoltà per allattare il suo bambino….beh lo trovo fuori luogo, pericoloso e tutt”altro che innocuo!

    Patrizia

  • paola

    Grazie. Per le mamme è molto importante avere qualcuno e le sostiene e le informa e non chi ipocritamente batte pacche sulle spalle dicendo “il bambino crescerà comunque!” Tutte le donne devono essere messe grado di fare la propria scleta, ma per far ciò sono necessarie informazioni corrette e non slogan pubblicitari o alibi consolatori… e credo che la LLL possa davvero aiutare.

  • Laura

    Condivido ogni singola parola di Patrizia da Brescia. Sono proprio le mamme che non sono riuscite nella prosecuzione dell”allattamento (ahimé moltissime…) ad essere le più aggressive nei confronti di chi affronta serenamente questa strada. Aggiungo che sono talmente tante, continue ed estenuanti le pressioni contrarie all”allattamento prolungato, che anche ci fosse qualche consulente del latte un po” “esaltata” (e onestamente non mi è mai capitato di conoscerne nessuna), capace di creare eventuali sensi di colpa in coloro che hanno rinunciato a tale pratica (o che vorrebbero farlo), che sarebbe davvero una goccia nell”oceano! Vi assicuro che è molto più facile smettere di allattare per le pressioni esterne della quasi totalità delle persone che ti circondano, che proseguire perché una sola persona ha fatto pressioni per farti sentire in colpa se smetti! Parola di “talebana” con bimbo “ciuccione” di 4 anni, la quale periodicamente decide di smettere solo per la stanchezza di sentirsi additare sempre come una pazza! Poi vedo quanto è ancora importante questo tipo di contatto con la mamma per il mio bimbo e proseguo…
    Articoli come quello uscito su gioia non offendono più di tanto chi allatta, talmente siamo abituate a subire su questo tema, ma disinformano pericolosamente in un mondo dominato non solo dal business del latte artificiale e C., ma dall”anomalia di vedere nella donna ed i suoi seni solo un richiamo sessuale, magari per vendere prodotti di ogni genere nelle pubblicità, dalla necessità “sociale” di dover tornare subito al lavoro con ritmi che spesso impediscono di vivere appieno non solo la maternità, ma la vita stessa.

  • Chiara

    Ringrazio anche io molto sentitamente gli autori del pezzo.
    Anche io ho mandato un commento raccontando anche la mia storia, ebbene: non è stato pubblicato! A questo proposito se l”autrice del pezzo sulle talebane legge questa pagina mi complimento con lei per la censura che ha fatto! Certo: le lettere come quella di Serena le fanno sicuramente più piacere!

  • sosmammo.blogspot.com

    Siamo, ancora una volta, al ribaltamento delle cose ovvero al giramento della frittata. Ciò che è naturale diventa strano, ”talebano”, e chi si comporta naturalmente è un anticonformista. Chi invece segue la moda del latte artificiale è saggio e aggiornato, anche perchè è risaputo, dato che se ne parla dovunque, che ”il meglio” per il neonato si trova in vendita sugli scaffali dei sepermercati.
    Madre-natura, evidentemente, non gode di altrettanta fama di questi tempi. L”azienda ”madre-natura” non compra, infatti, spazi pubblicitari e soprattutto non fa il lavaggio del cervello. Segue i suoi ritmi di sempre e, dunque, non può essere al passo con i tempi.
    Un vero peccato. Ma la colpa è tutta sua, chè non si è aggiornata e non si adeguata alle vere esigenze di oggi. E chi la segue è soltanto un cieco, un fedelissimo adoratore di una strana divinità dai seni enormi e che nella realtà non esiste. Un talebano e basta.
    Un saluto, Cristiano Camera

  • Lucia

    Grazie Anita e Beatrice, ci voleva proprio un pezzo in risposta a quel (purtroppo) famoso articolo… Io allatto “solo” da 22 mesi ma credo che io e la mia piccola continueremo ancora a lungo, nonostante le facce sconvolte delle persone che incontro! Vedremo ora che arriva la bella stagione, quando allatterò di nuovo al parco (ora lo faccio ma poco perché fa freddo!!!) cosa mi sentirò dire… ma io mi diverto a rispondere! 😉

  • Elena

    I giornali rivolti alle neomamme che ho avuto modo di leggere sono zeppi di pubblicità fuorvianti sull”allattamento..!! Molte di queste pubblicità istillano l”idea che si allatta al massimo fino a 6 mesi!! Sono dei criminali! Vanno fermati!

  • Flavia

    @Patrizia, grazie della tua risposta. sottolineo un paio di cose che dici: che ogni forma di fanatismo è negativa, e che dovremmo essere solidali e non farci del male. il discorso del business onestamente lo metto un attimo da parte perchè parlavo solo di donne che si rivolgono ad altre donne come loro, e non degli operatori vari del settore. Certo, che sia utile e doverosa un”informazione corretta che non spinga al latte artificiale… Siamo d”accordo. Io sono assolutamente serena riguardo alle mie scelte, perchè ho fatto quello che per me è stato giusto (ho allattato due volte per sei mesi, sono stata soddisfatta e contenta e i miei bambini sono stati benissimo. non facciamo gare sul numero di mesi per favore, perchè è ridicolo 😉 ma assisto frequentemente nel web a forme di fanatismo, appunto, che rovinano la psiche delle mamme portate facilmente a colpevolizzarsi se qualcosa va storto con l”allattamento. e questo è male. L”accanimento in nome del bene del bambino, può distruggere una persona fragile, come siamo un po” tutte in quel periodo, ecco cosa volevo dire. Tra discorsi competenti ed equilibrati e discorsi esagerati, può esserci un confine sottile che viene spesso superato (anche perchè il sostegno deve essere diverso da donna a donna, ognuna ha il suo vissuto e la sua personalità). una consulente di fronte ad una mamma che sta male dovrebbe fare un passo indietro e capire come aiutarla a stare bene, mentre leggo continuamente cose tipo “troppo facile dare una pacca sulla spalla e dire va bene lo stesso se non allatti quando non è vero”. di fronte a questa frase che non rispetta la psicologia di tante persone in difficoltà mi ribello profondamente, anche se so benissimo che “tecnicamente e naturalmente” il latte materno è meglio.

  • alli – www.mhug.it

    Io grazie all”allattamento sono riuscita a conciliare il lancio di una nuova azienda (che guarda caso ha a che fare proprio con quello) con la mia nuova vita di mamma.
    allattamento partito male grazie ai “soliti consigli”, mi metto mio figlio in fascia e non ascolto più nessuno.
    risultato: mio figlio ha quasi 4 anni e ancora puppa (sempre meno, naturalmente, sono certa che entro i 16 anni, si sceglierà altre tette da ciucciare) e la mia passione per le fasce si è trasformata in MHUG.

    dico grazie alle “talebane” che mi hanno sostenuta e incoraggiata.
    senza di loro non avrei vissuto questa meravigliosa esperienza e MHUG non esisterebbe!!!

    (grazie anita per il bellissimo lavoro e l”impegno)
    Alli

    ps: anch”io son tettalebana, ma capisco bene quando posso spingere o meno e mai offenderei una mamma che fa una scelta diversa dalla mia. si tratta solo di sensibilità.
    ma non ditemi che il biberon è uguale alla tetta, perchè allora è menzogna!!!

  • marina santoro

    non holetto l”articolo ma prima come mamma e poi come ostetrica vivo nella mia quotidianità la lotta e dico lotta a ragion veduta delle donne che vogliono allattare anche contro tutto e tutti a cominciare dalla propria famiglia, madri e suocere che casomai non hanno allattato e che vedono con ansia e sospetto questa attività, e poi i compagni ansiosi di ritornare alla “normalità” senza nottate insonni,e alle persone che si girano scandalizzate se una mamma allatta per strada il proprio bambino (che spettacolo indecente!!) o ai gestori di locali pubblici che invitano le madri ad uscire dal locale per allattare, persino le maestre di asili nido dove non è previsto uno spazio per le mamme che “ancora” allattano, e per finire agli operatori stessi (pediatri, puericultrici,ostetriche ahimè, ecc)che dovrebbero incoraggiare questa pratica e a parole si dicono favorevoli e però hanno nelle mani il biberon, è veramente un mondo alla rovescia, noi siamo in un paese industrializzato e ricco, ma le cose stanno cambiando e allora quando le donne non sapranno più allattare e il costo del latte artificiale sarà proibitivo per tanti che faremo? allattare no è solo nutrimento ma è educazione , alla giusta alimentazione, alla pace in quanto gesto di dono incondizionato di sè, verrebbe da arrendersi perchè gli interessi economici dietro sono grandi, ma quando vedo le mamme trionfanti per essere riuscite ad allattare il proprio bambino, allora penso che noi talebane non ci arrenderemo mai meditate gente meditate. Marina

  • alessandra bortolotti

    Allora dico anche la mia: penso che riguardo al tema dell”allattamento ci sia tanta aggressività in quanto persistono nella memoria delle persone NON allattate, fratture relazionali spesso incolmabili. Circa quarant”anni fa era il tempo del latte artificiale e dell”emancipazione della donna che così non era “schiava” del bambino. Se si allattava era ad orario, non certo a richiesta. I bambini dovevano dormire SOLI e se piangevano si facevano i polmoni..
    Questo ha creato una generazione di adulti che hanno nella loro memoria esperienze di ASSENZA DI RELAZIONE e perciò se davanti ai loro occhi, oggi, assistono ad esempi diversi e non hanno modo di fare un passo indietro e mettersi in discussione… ecco la difesa! Essere aggressivi verso chi allatta, SERENAMENTE, chi dorme coi propri figli ecc, chi invece dà la massima importanza alla relazione con loro. Penso che si debba partire da qui per capire il perchè veniamo definite “talebane” e perchè tanti criticano l”affettività ritrovata. Proviamo a chiedere alle tante sig.re Maraone, se loro sono state allattate… le risposte spiegheranno tante cose… le scelte che facciamo hanno un costo affettivo sui nostri figli.. la nostra generazione di adulti dimostra i risultati delle scelte di trenta/quarant”anni fa… sono sotto gli occhi di tutti..

  • Rachele Sagramoso

    Io non desidero né commentare, né amplificare qualsiasi commento sovrascritto. Modifico il “tiro”, diciamo così. Le donne sono pedine, pedine del Monopoli in mano alla “medicina” e al marketing. Noi donne pensiamo e dichiariamo molte cose a proposito di argomenti solo nostri: la gravidanza, i parto, l”allevamento dei figli… ma quanto di ciò che pensiamo e declamiamo è, per così dire, “farina del nostro sacco”?
    Vado a raccontarvi una chiacchierata che ho avuto con un anestesista: ragazzo giovane e molto informato.
    Gli chiesi, poco tempo fa, un”opinione scientifica a proposito del rapporto tra analgesia epidurale e allattamento al seno. Dopo un po” che parlavo e portavo esempi chiari, per esempio citando blog come “EPIDURALE POR FAVOR” che ha più di 1000 firme sulla petizione che richiede epidurale gratuita e garantita, lui m”interruppe dicendo:
    “Ma pensi sinceramente che ai medici interessi che le donne allattino o meno? Ma pensi che a noi (anestesisti e ginecologi ndr) interessi davvero se la donna avrà un buon rapporto con suo figlio? Noi anestesisti chiamati quando i ginecologi e le ostetriche non ne possono più delle donne che si lamentano e soffrono… a noi ci fa ridere leggere di donne come quelle del sito (EPIDURALE POR FAVOR ndr) perchè per noi è solo un fare più epidurali e la ditta che produce farmaco e quello che ci serve per somministrarlo, ci paga i corsi d”aggiornamento! Ricordati che il mercato usa le donne che poi credono di aver bisogno dei prodotti, ma non è vero!! Persone come te, a noi non interessano, perchè ci sono più ostetriche che chiamano per una peridurale, che ostetriche che massaggiano o ascoltano per ore la donna! Sveglia, Rachele, le donne sono pedine!!”.
    Probabilmente mi sto sbagliando, ma quante di noi si accapigliano su allattamento al seno, parto eccetera, credendo di parlare a proprio nome, mentre si tratta solo di una strumentalizzazione?
    Quante donne, invece, donna per donna (de visu, non telematicamente attraverso blog o altro), si batte perché le altre donne conoscano la verità?
    Ci sono “cose” che ci vengono imposte da altri (la medicina, il marketing ecc) che semplicemente fanno ciò che i Romani chiamavano “Dividet et Impera”: dividi e comanda. Ecco come si tiene il comando: s”insinua, si sfrutta, si mandano messaggi discordanti e, mentre la truppa s”arrovella, il prodotto (e ciò che sta esso dietro) padroneggia.
    Sul latte materno è lo stesso discorso: arrivano messaggi che insinuano qualcosa a qualcuno e… pof! Ecco una lotta intestina.
    Mi limito a dire una cosa: quando diciamo una cosa che riguarda la nostra vita, pensiamo attentamente al fatto se è un nostro pensiero o non è forse frutto di condizionamenti esterni. Con tutto ciò, chiedo scusa della divagazione ed esprimo il mio accordo alla tesi professionale di Alessandra Bortolotti.

  • Katia

    Complimenti per l’articolo! Anch’io all’atto ancora il mio bimbo di 25 mesi, ma a dire il vero non so come ho fatto, visto che non ho mai incontrato, durante il mio percorso, persone favorevoli, a parte qualche sito Internet ! In ultimo il mio cucciolo e’ stato ricoverato di recente, all’ osp Gemelli di Roma, ovviamente Pediatria, e non posso esprimervi a parole la mia rabbia ed anche umiliazione, in quanto tutto il personale infermieristico mi guardava come se fossi una marziana!!! Mi hanno detto di tutto: che nn c’è latte, che e’ un vizietto, che e’ troppo grande ed addirittura una che le faceva proprio senso vedere un bambino così grande attaccato alla tetta. Insomma tutte le infermiere che ho incontrato mi dicevano la propria opinione ma estremamente negativa! e vi parlo di personale di pediatria, insomma un po qualche cosa dovrebbero sapere o quantomeno starsene zitte:(((( insomma una delusione! Per questo io penso che articoli come questo dovrebbero essere diffusi dovunque poiché alla fine, per il 99% dell’umanità le “innaturali” siamo noi oltre che etichettate per mentalmente instabili!!

  • elisa

    @Alessandra Bortolotti :la tua tesi, se cosi’ vogliamo chiamarla e’ a dir poco ridicola, se non offensiva!
    Pensare addirittura che le persone (che magari neanche lo sanno)che sono state allattate artificialmente abbiano subito una “frattura” realazionale, e che oggi, da persone adulte vedano con diffidenza chi allatta al seno e’ una vera e propria stupidaggine!
    La tua prossima tesi quale sara’, che le persone allattate artificilamente sono meno intelligenti? che si laureano di meno? che si sposano di meno?..davvero si cade nel ridicolo, anzi quasi nella discriminazione!
    ebbene se qualcuno7a aveva dei dubbi sull’esistenza delle “talebane allattone” tu nei sei la dimostrazione vivente!
    Spero davvero che tu non ti trovi mai a lavorare con persone fragili perche’ insinueresti in loro perfino il “dubbio” di non essere tanto normali, di chiedre alla propria madre se le ha allattate al seno, perche’ in caso contrario, su tuo consiglio, si dovrebbero rivolgere al piu’ presto a uno psicologo!!!!!!le loro relazioni sono compromese a vita!!!
    Dio ce ne scampi e liberi di persone come te!
    Mamme fate come vi sentite, se allattate bene per il bambino e per voi se lo volete, se non allattate ma siete felici bene lo stesso per voi e per il vostro bambino!
    Al massimo, mamme che non allattate avete una seduta gratuita dalla dott.ssa alessandra bortolotti 😉

  • Buonasera, Elisa. Non mi permetto di darLe del tu perchè non La conosco. Nè mi permetto di usare i Suoi toni così aggressivi, in quanto la mia professionalità ma soprattutto la mia educazione e il rispetto privo di giudizio circa qualsiasi essere umano, me lo impediscono.
    Non mi permetto neanche di tirare in ballo altre mamme, fragili o meno, per cui Lei dovrebbe solo avere rispetto, anche nel caso decidano liberamente e con fiducia di rivolgersi a me; mi limiterò a risponderLe in merito al contenuto del mio breve commento a questo articolo. Innanzi tutto risulta evidente che quello che Lei crede di conoscere e ostentare molto bene riguardo la mia persona, il mio lavoro, il mio pensiero e la mia professionalità è una Sua rispettabile opinione ma priva di riscontro reale. Risulta oltresì chiaro che Lei non ha letto il mio libro e che il mio commento è stato da Lei interpretato in maniera legittima ma del tutto personale. Rileggendo a distanza di molto tempo quello che ho scritto Le do ragione dicendoLe che poteva certamente essere frainteso in quanto non sono stata precisa, ma trattandosi di un semplice commento il mio tono è stato colloquiale e non scientifico. Per le mamme che potessero fraintendere come Lei, chiarisco meglio ciò che (MEA CULPA!!!) ho scritto troppo sommariamente. Anzi, La ringrazio di avermelo fatto notare così ho la possibilità di approfondire.
    L’allattamento al seno rientra fra le cosiddette “cure prossimali” e cioè quelle modalità di accudimento ad alto contatto dei bambini che prevedono la prossimità, cioè la vicinanza fisica, tra mamme e bambino. Studi etnoantropologici hanno dimostrato che nelle società ad alto contatto dove le cure prossimali sono la norma, i bambini e gli adulti sono molto più equilibrati affettivamente di quelli appartenenti alle società a basso contatto. Se Lei avesse letto almeno la pag. 189 del mio libro (visto che mi conosce così bene penso sia inutile dirle titolo ed editore) forse avrebbe le idee più chiare. Ecco cosa scrivo: “Credo che i bambini imparino praticamente tutto dall’esempio che gli viene dato dai genitori e da chi si prende cura di loro. Se è un esempio di assenza e di carenza di contatto, di surrogati materni di ogni genere, di mancanza di disponibilità e di ascolto, di tempi prestabiliti da altri e non in armonia con la crescita del singolo bambino, avremo adulti con tracciate nella loro memoria, fratture relazionali difficili da scardinare.
    È un aspetto spesso trascurato da parte degli psicologi, che dovrebbe stimolare studi a lungo termine, per esempio, sulle implicazioni relazionali delle modalità di allattamento e degli schemi educativi rigidi imposti ancora da un certo tipo di condizionamenti culturali e da molti prodotti presenti sul mercato, soprattutto quello editoriale. Ovviamente ciò non significa che i bambini non debbano avere regole e che i genitori siano al servizio di piccoli tiranni, significa soltanto che i tempi sono cambiati e dobbiamo allargare la nostra indagine. Da un punto di vista psicologico dobbiamo considerare l’allattamento anche come un’esperienza relazionale di base, da cui i bambini imparano e verosimilmente baseranno i loro rapporti futuri, i loro pensieri e i loro pregiudizi a partire da ciò che hanno vissuto.”
    Se consideriamo l’allattamento come esperienza relazionale mediata da ormoni che facilitano il legame madre-bambino e ci rifacciamo alla Teoria dell’Attaccamento in cui si afferma che nel primo anno di vita si determinano i cosiddetti Modelli Operativi Interni che moduleranno le relazioni di quel bambino, a lungo termine, lungo l’arco della sua intera vita, è possibile includere l’allattamento al seno come UNO (non l’unico ovviamente, né si può pensare all’allattamento come metro di giudizio!) degli aspetti che determina un modello di riferimento relazionale. Se Lei conoscesse davvero il mio lavoro e se avesse partecipato anche solo ad UNO dei miei gruppi (poiché mi dispiace contraddirLa ma io non concedo sedute psicoterapeutiche né gratuite né a pagamento in quanto lavoro principalmente con i gruppi) saprebbe che non mi permetterei MAI di giudicare una persona né per le sue scelte sull’allattamento né per nessuna altra sua scelta di accudimento dei bambini o personale. In questo articolo si parlava di “aggressività” legata alle reazioni con cui certe persone (non tutte, né soltanto coloro che non sono stati allattati) si esprimono riguardo all’allattamento al seno e alla sua durata, che rientra a mio parere nell’equilibrio affettivo di cui sopra. Inoltre, ci sono fior e fior di autori che parlano dell’allattamento al seno come esperienza relazionale di base. Detto questo e per concludere, La deluderò ancora dicendoLe che in buona parte dell’intero capitolo del mio libro dedicato all’allattamento c’è un ampio spazio dedicato alle mamme che non allattano alle quali mi sento e sono, nello svolgere quotidianamente il mio lavoro, molto più vicina di quello che Lei ostenta col Suo saccente sapere nei miei confronti. La nostra è una cultura basata sulle parole e sui metodi, il mio lavoro è invece basato sui sentimenti, sull’empatia, sul rispetto del prossimo e sull’ascolto incondizionato da pregiudizi e dai giudizi di qualsiasi genere. Il modo in cui si comunicano le proprie opinioni è importante forse più dei contenuti, perciò mi scuso se ho scritto il suddetto commento in maniera poco precisa dandoLe adito al Suo legittimo fraintendimento e La invito a riflettere sulla Sua aggressività verso una sconosciuta quale sono io per Lei e quale desidero rimanere almeno finchè questa sarà la realtà dei fatti.
    In ultimo, da madre quale sono, Le ricordo che i talebani uccidono in nome di un ideale religioso mentre le mamme, che allattino o meno (questo riguarda solo loro), donano la vita. Perciò, siccome sono prima di tutto una mamma, non mi riconosco in questo termine e mi dissocio del tutto dalle Sue offese, minacce, verità effimere e gradirei rispetto in quanto sono un essere umano tanto quanto Lei.