Prime pappe non significa “basta latte”

Andiamo con ordine.

Dalla nascita al sesto mese compiuto, l’alimentazione dei bambini deve essere costituita esclusivamente da latte materno. Se il bambino non è allattato al seno, allora bisognerà ricorrere al latte artificiale.

Dal sesto mese compiuto è necessario completare l’alimentazione lattea con altri cibi: verdura, frutta, cereali, carne, pesce, legumi.

Come noterete ho usato il termine “completare” e non “sostituire”: è una differenza non da poco!

L’introduzione dei cibi diversi dal latte viene comunemente chiamata “svezzamento”: è un termine scorretto per due ragioni:

“svezzamento” significa testualmente “togliere il vizio [del seno]”. Poppare al seno non è un vizio, è uno strumento di sopravvivenza per il bambino. Sarebbe come dire che i polmoni, che ci servono per respirare, sono un vizio.

Poiché “svezzamento” significa “togliere il seno”, “smettere di poppare”, non è il termine corretto se riferito all’introduzione dei cibi solidi. Infatti per un bambino il latte (materno o artificiale, non vaccino!) deve rimanere l’alimento fondamentale per il primo anno di vita e oltre.

Il termine giusto è “alimentazione complementare”: alla normale alimentazione del bambino a base di solo latte, piano piano si affiancano, si aggiungono nuovi alimenti.

Nella realtà succede esattamente il contrario: chiunque abbia avuto sotto mano uno “schema di svezzamento” (che sia quello del pediatra, di un libro di puericultura o di una rivista per mamme) avrà trovato scritto “sostituire la poppata di mezzogiorno con…”.

Nulla di più scorretto, specialmente all’inizio dell’introduzione dei nuovi cibi. Perché?

La necessità di introdurre nuovi alimenti nasce – tra i vari motivi – dal fatto che il bambino, crescendo, ha bisogno di arricchire la sua dieta con alcuni nutrienti e con una quantità di energia che una dieta a base di solo latte non può fornire. Insomma, una “aggiunta” al latte preso abitualmente.

Questo non significa che il latte dall’oggi al domani diventi inutile. Per quanto riguarda il latte materno, è pura invenzione dire che “il tuo latte non nutre più” e simili. Anzi, il latte materno è un vero e proprio concentrato di nutrienti, a tutte le età.

Se sostituisco una poppata con del cibo, il cibo introdotto dovrà avere un contenuto di energia e nutrienti che non solo eguagli, ma addirittura superi quello del latte.

Esempio:

Ipotizziamo che un bambino, che fino ad ora si è alimentato solo con latte, abbia circa 6 mesi, mostri interesse per il cibo degli adulti, sia in grado di stare seduto eccetera. Insomma, è “pronto”, sente bisogno di mangiare altro.

Seguendo i più classici degli schemi preconfezionati, la mamma dovrebbe iniziare sostituendo una poppata verso metà pomeriggio con della frutta: la mela.

100 grammi di mela forniscono poco più di 50 kcal.

100 ml di latte materno forniscono poco più di 70 kcal (idem per l’artificiale).

Il bambino, per assumere una quantità di mela che sia equivalente (in termine di calorie) al latte, dovrebbe mangiare 140 grammi di mela. Considerando poi che lo scopo di introdurre nuovi alimenti è aggiungere qualcosa al latte, dovrebbe mangiare più di 140 grammi di mela, diciamo almeno 200 grammi (100 kcal circa). Forse dovrebbe mangiarne ancora di più se solitamente verso quell’ora prende molto latte.

E’ decisamente improbabile che un bambino alle prime esperienze si mangi una mela da due etti, che ne dite?

Ovviamente l’esempio è semplicistico perché si considera solo l’apporto calorico, ma penso che renda l’idea.

Lo stesso avviene con il “mitico” brodo di verdure, oramai tappa obbligata degli schemi di svezzamento tradizionali. Il brodo di verdure, per quanto sia buono e saporito, dal punto di vista nutrizionale è “acqua sporca”, cioè è praticamente senza calorie e nutrienti (le eventuali vitamine della verdura vengono distrutte dalla cottura). I due – tre cucchiai di cereale che vi dicono di aggiungere (riso, mais e tapioca eccetera) in circa 200 ml di brodo fanno sì che questa pappa contenga un po’ meno di 60 kcal per 100 ml. Cioè meno del latte materno o artificiale. Quindi un bambino per aumentare l’apporto calorico rispetto a quando prendeva solo latte, dovrebbe mangiare un piattone enorme di “pappa”. Cosa che accade di molto di rado.

Questo può creare incomprensioni tra il bambino e la mamma durante prime pappe: il bambino magari è incuriosito dal cibo e lo accetta, però ha ancora fame dopo la pappa! Allora magari dopo un po’ di tempo rifiuta la pappa perché capisce che quello che lo sfama è il latte, e non quella brodaglia. La mamma si arrovella per capire cosa sta succedendo, nega il latte al bambino per “prenderlo per fame”… ed è l’inizio della guerra!

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Dopo poche settimane la situazione si rovescia completamente.

Appena il bambino arricchisce la gamma di alimenti, l’apporto calorico derivante dall’alimentazione complementare diventa enorme!

Un bambino tra i 6 e gli 8 mesi dovrebbe ricevere poco meno di 200 kcal dall’alimentazione complementare. Tutto il resto deve arrivare dal latte.

Un bambino di questa età che nella giornata mangia uno yogurt bianco (80 kcal), un succo di frutta alla pesca (75 kcal ) e tre biscotti per bambini (60 kcal ), solo con merende e spuntini ha già superato la quantità di calorie necessaria per quanto riguarda gli alimenti complementari. A questo si dovrà aggiungere il pranzo e l’eventuale cena.

Sono stata buona, ho considerato uno yogurt normale, bianco e senza zucchero, e un succo di frutta normale. Gli stessi prodotti “per bambini” delle varie marche di alimenti per l’infanzia hanno un contenuto calorico spropositato. Alcune “merende” consigliate dal sesto mese hanno quasi 150 kcal a porzione.

Risultato? Con tutto questo cibo è ovvio che il bambino, per non scoppiare, popperà pochissimo, due o tre volte al giorno. Magari per qualcuna questa sarà un’ottima notizia, ma sappiate che il fisico dei bambini non è fatto per ricevere tutte quelle calorie a questa età. Molti studi mettono in relazione l’eccessivo apporto di calorie (e in particolare di proteine) nella prima infanzia, con un aumentato rischio di obesità a medio-lungo termine. E’ una cosa molto subdola perché l’effetto negativo non si vede subito, ma a distanza di diversi anni. Come detto sopra, fino all’anno il latte materno (o artificiale) rimane l’alimento fondamentale della dieta del bambino, e questo non può essere fatto con un paio di poppate al giorno.

Anche leggendo le tabelle OMS che esprimono i fabbisogni teorici di latte nel primo anno di vita, si osserva facilmente che la quantità di latte necessaria a un bambino effettivamente diminuisce nel tempo, ma di poco. E’ la quantità di alimenti complementari che aumenta.

Esempio di fabbisogno (considerando che il latte materno o artificiale ha circa 70 kcal per 100 ml):

dalla nascita a due mesi: 490 kcal di latte (circa 700 ml)

tra i 3 e i 5 mesi: 548 kcal di latte (circa 780 ml)

tra i 6 e gli 8 mesi: 485 kcal di latte (circa 700 ml) e 200 Kcal di alimenti complementari

tra i 9 e gli 11 mesi: 375 Kcal di latte (circa 535 ml) e 455 Kcal di alimenti complementari

tra i 12 e i 23 mesi: 313 Kcal di latte (circa 450 ml) e 779 Kcal di alimenti complementari

Vedete che anche a 10 mesi un bambino necessita di più di mezzo litro di latte materno (o artificiale) al giorno, traguardo difficilmente raggiungibile con due poppate (spesso già a 7 mesi i bambini vengono limitati a due poppate al giorno).

Come fare allora?

Ho citato questi numeri solo per darvi un’idea: non serve mettetevi con la bilancia a pesare i cibi per calcolare le calorie, e nemmeno a misurare quanto latte prende il vostro bambino con la doppia pesata (per l’allattamento al seno), ci mancherebbe! Non ha senso nemmeno contare quanto dura la poppata o altre considerazioni del genere: il bambino, crescendo, succhia più vigorosamente quindi nello stesso tempo prende più latte. Queste sono cifre teoriche per bambini teorici, buone solo per fare discorsi generali, non valgono per il vostro bambino, che è unico.

La realtà è molto più semplice di quel che sembra. Cestinate i numeri e fate come avete fatto fino al sesto mese: fidatevi del vostro bambino.

Se fino al sesto mese avete allattato a richiesta, sapendo che i bambini si autoregolano e non servono né la bilancia né l’orologio, perché improvvisamente dovrebbero perdere questa capacità?

Qualcuno di voi forse avrà già notato che negli “schemi standard” di svezzamento si parla di “poppata della mattina”, “poppata di mezzogiorno” eccetera, e di là dei pasti “comandati” non sono previste poppate… ma come, se fino al giorno prima si allattava a richiesta vuol dire che dal sesto mese bisogna allattare a orari? Vuol dire che se continuo ad allattare a richiesta, il mio bambino rifiuterà le pappe o non avrà mai dei ritmi per i pasti? Se di solito nella mattinata faceva tre poppate devo lasciare solo la prima poppata al risveglio e poi niente latte fino alla merenda del pomeriggio, dato che sul foglio del pediatra non è previsto?

Nulla di tutto ciò: torniamo alla definizione di alimentazione complementare.

Il cibo completa il latte, cioè si continua ad allattare come si è sempre fatto (a richiesta), e in più a questo si offrirà del cibo. Il bambino si saprà regolare su quanto latte e quanto cibo prendere, e gradualmente (MOLTO gradualmente) mangerà sempre più alimenti complementari e sempre meno latte e, mangiando assieme al resto della famiglia, si abituerà agli orari dei pasti familiari.

Il cibo non deve essere offerto al posto della poppata, ma dopo la poppata o lontano dalla poppata, di modo che il bambino non lo vedrà come minaccia alla sua certezza (costituita dal seno o dal biberon), ma come una novità e basta, e inoltre si eviterà di rimpinzare i bimbi con troppi alimenti complementari, a scapito del latte.

Pensate che mamma gatta si ponga il problema se deve eliminare una poppata per far mangiare ai gattini la lucertola che ha appena catturato? So che faccio sempre il solito esempio con gli animali, ma noi “Sapiens” purtroppo ci complichiamo la vita per delle cose terribilmente semplici.

Sara Cosano

Per saperne di più:

Un dono per tutta la vita di Carlos Gonzales – Il leone verde Edizioni

Un mondo di pappe di Sara Honegger – Il Leone verde Edizioni

– Il mio bambino non mi mangia di Carlos Gonzales – Bonomi Editore

– Io mi svezzo da solo di Lucio Piermarini – Bonomi Editore

– Allattare, un gesto d’amore di Tiziana Catanzani e Paola Negri – Bonomi Editore

– Allattare.net di Maria Ersilia Armeni – Castelvecchi Editore

Su Bambino Naturale: rubrica Tutta un’altra pappa di Luisa Mondo

Bibliografia

– Feeding and nutrition of infants and young children – Guidelines for the WHO European Region, with emphasis on the former Soviet countries” WHO Regional Publications, European Series, No. 87

www.who.int

Chi può aiutarti:

Le tre figure principali nel sostegno alle mamme che allattano sono:

Consulenti professionali in Allattamento Materno (IBCLC): professionisti sanitari specializzati nella gestione clinica dell’allattamento al seno.

La Leche League: associazione a livello mondiale con più di 50 anni di storia che aiuta le donne tramite consulenti che sono mamme con esperienza di allattamento al seno.

Peer counsellors (consulenti alla pari): mamme che aiutano altre mamme nei gruppi di auto-aiuto.

Potete trovare I contatti nell’articolo Vuoi allattare? Ecco chi ti aiuta…


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  • Erika

    Fantastico! Grazie mille, Eri

  • Francesca

    Bellissimo questo articolo….il sogno di ogni mamma che vuole il meglio per il suo cucciolo!
    Ma non dimentichiamo che ci sono mamme che devono rientrare al lavoro ben prima che i loro bimbi siano davvero ” svezzati” è come fare?Mia figlia di 6 mesi e mezzo rifiuta qualsiasi biberon ed inoltre vorrei evitarle di assumere latte artificiale. Sarebbe proprio scorretto togliere almeno la poppata della merenda da sostituire con frutta e/o biscotti lasciando tutte le altre poppate?almeno per riuscire a lavorare qualche ora senza interruzioni?

  • rita

    Filippo, che ha quasi 6 mesi, si nutre esclusivamente di latte materno: io sto per rientrare al lavoro e integrerò le poppate (un paio con il biberon, ma sempre latte materno!) con altri cibi, come consigliato dal pediatra.
    Queste sono le parole che volevo sentirmi dire, grazie!!!

  • Marta

    Avete dimenticato forse la principale figura di sostegno alle mamme che allattano: l’OSTETRICA.

  • Irene

    Tutto giusto ma nel mio esempio, io non ho allatato al seno ma con LA e putroppo quello mi ha obbligato a fare delle poppate regolate da un minimo di 3 ore l’una dall’altra, pertanto, adesso che lamia bimba ha 7 mesi si mangia regolare le pappe fatte nella maniera classica, ma anche il latte (anche se poco) alla mattina, il problema di fondo che leggendo su internet e chiedendo ai pediatri, non si capisce quanto calcio deve assumere un bimbo indifferentemente assunto dal latte, oppure anche dal formaggio delle pappine (derivato del latte), o nello yogurt e altri?

  • Nicole

    Ciao,
    Sono una mamma Olandese che ha 2 figli Italo-Olandese che sono nati in Italia. Non ho mai capito perche i pediatri spingono cosi tanto per le pappe classiche. Secondo me per rendergli piu independente. Ma sono piccoli e hanno bisogno di noi anche quando rientriamo al lavoro. Mio primo figlio ho allattato fino a 10mesi e sono reintrato al lavoro a 6mesi. Tiravo il latte e al nido / dai nonni davono latte per merenda e poi le 2 pappe piano piano. Mio secondo fa fatica digerire e preferisce latte. Ha 8 mesi e gli do la pappa completa a mezzo giorno (con carne perche ha bisogno di ferro!) ma non a cena. A volte faccio 100ml pappa e 100-150 latte o a volte solo latte. Dipende da lui. E cosi è molto piu contento; sopratutto perche sta mettendo denti in continuazione e il latte gli va meglio / da sollievo. Ce una vita per mangiare altro e comcordo pienamente che l’aggiunto di cibo va fatto in modo dolce. Poi ci sono anche tante alternative x le pappe classiche. A mio figlio piace molto quando gli diamo pezzi di cibo. Fate quello che vi sentite e non seguite in modo troppo rigido gli schemi!!

    • Ciao. Anche tu davi prima la poppata e poi la pappa? Cosa significa che davi pappa completa? Quando hai inserito la cena continuavi ad anticiparla con una poppata? Scusa le tante domande, ma mi piacerebbe saperne di più della tua esperienza. Grazie