Il tiralatte: quando serve, come usarlo


Ne esistono di vari tipi: ognuno è indicato per particolari esigenze e non è indicato per altre.

Nella maggior parte delle “liste di nascita” (quegli elenchi di oggetti “indispensabili” per le future mamme) è indicato anche il tiralatte, come se non si potesse farne a meno. In realtà consigliare a tutte le mamme in maniera indiscriminata il tiralatte è più che altro un modo per farvi spendere soldi inutilmente (eh, già, l’allattamento ha il difetto che non vi obbliga a spendere soldi, e quindi bisogna trovare qualche altra maniera per farvi mettere mano al portafoglio!).

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Innanzitutto esiste la spremitura manuale del seno, per la quale vi bastano le vostre mani e nulla più. È molto importante che ogni donna sappia spremersi manualmente il latte, dato che situazioni di “emergenza” possono capitare in qualunque momento dell’allattamento (ad esempio, un seno troppo pieno che provoca fastidio o dolore, causato dal fatto che il vostro bambino sta facendo una pausa più lunga del solito tra le poppate).

In fondo all’articolo potete trovare i riferimenti per capire come si esegue la spremitura manuale.

Le ragioni per cui può servire un tiralatte sono essenzialmente tre:

  1. somministrare latte materno a un bambino quando non può farlo direttamente la madre dal seno (separazione madre – bambino, ad esempio per motivi di salute di uno dei due o per il rientro a lavoro della madre).
  2. aumento e/o mantenimento della produzione di latte (bambino prematuro, ricoverato, con difficoltà ad attaccarsi al seno, stimolazione supplementare del seno se la produzione di latte è inadeguata, rilattazione o allattamento di bambino adottivo, mantenimento della produzione se la madre non può allattare per un periodo a causa di farmaci controindicati).
  3. drenaggio del seno (nel caso in cui, come dall’esempio della spremitura manuale, il seno è troppo pieno e oltre a far male può rendere difficoltoso l’attacco per il bambino, quindi anche nel caso di ingorgo o mastite).

Si tratta di utilizzi del tiralatte molto diversi che, come vedete dagli esempi, possono essere occasionali o che durano per più tempo.

Modelli di tiralatte

  • Tiralatte manuale: è economico ed è l’ideale per un uso saltuario, ad esempio per crearsi una piccola scorta di latte se la mamma si deve assentare o per alleviare un seno troppo pieno.
  • Tiralatte mini-elettrico: si può noleggiare in una farmacia o acquistare, è di dimensioni contenute e spesso funziona a batterie. E’ ideale per un uso più intenso rispetto al tiralatte manuale, ad esempio quando è necessario tirarsi il latte più volte al giorno.
  • Tiralatte elettrico: si trova solo a noleggio ed è grande come una valigetta (è un modello professionale) e i migliori hanno un doppio attacco, cioè si può estrarre contemporaneamente il latte dai due seni. Questo, oltre a ridurre i tempi, porta a un’efficacia maggiore. E’ particolarmente indicato nei casi in cui bisogna usare molto spesso e per periodi più lunghi il tiralatte, ad esempio per aumentare la produzione di latte o per mantenerla in caso di separazione madre – bambino.

Come detto in altri articoli, il tiralatte non è il vostro bambino quindi non sarà efficace quanto lui nell’estrarre il latte. Alcune madri infatti, pur avendo una produzione di latte adeguata, non riescono a estrarne un grammo con il tiralatte.

Con il tiralatte inoltre, per il fatto che possiamo osservare direttamente il latte che esce, ci sentiamo “sotto esame” e aumenta il livello di stress: questo inibisce l’ossitocina, l’ormone che permette al latte di uscire. Questa è la ragione per cui alcune madri pensano di non avere latte a sufficienza, proprio perché facendo la “prova del tiralatte” non ne vedono uscire.

Come usare il tiralatte

Alcuni accorgimenti possono favorire l’estrazione del latte, sia con il tiralatte sia con la spremitura manuale.

  • Rilassarsi nella maniera preferita (musica, tisana, doccia o bagno caldo eccetera).
  • Tenere vicino a sé il bambino o, se non è possibile, una sua fotografia.
  • Massaggiare delicatamente il seno prima e durante la spremitura.
  • Rigirare il capezzolo tra le dita per favorire il rilascio di ossitocina prima della spremitura.

Se dovete tirarvi il latte perché non potete stare con il vostro bambino, dovreste cercare di riprodurre il più possibile il ritmo delle poppate, quindi almeno ogni 2-3 ore e possibilmente qualche volta anche di notte (la stimolazione del seno durante le ore notturne è molto efficace per la produzione di latte).

Se dovete aumentare la produzione di latte (in questo link trovate un libro molto utile) perché è realmente scarsa, il metodo più efficace è attaccare più spesso il vostro bambino (almeno 8-10 volte nelle 24 ore) ma se questo non fosse possibile allora potrete utilizzare anche il tiralatte negli intervalli tra le poppate e in particolare quando presumete che il vostro bambino farà una pausa relativamente lunga tra le poppate.

Ovviamente nel caso in cui abbiate la necessità di drenare il seno, lo farete quando ne sentirete la necessità, molto probabilmente prima della poppata per ammorbidire il seno e rendere più agevole l’attacco, e subito dopo nel caso in cui sentiate il seno ancora troppo pieno.

Un equivoco che spesso si crea sull’uso del tiralatte è la durata dell’applicazione. Specialmente quando si desidera aumentare la produzione di latte molte volte le madri utilizzano il tiralatte per tempi lunghissimi nella speranza di far uscire più latte. Il risultato più comune invece è quello di provocare dolore al seno e di non vedere uscire una goccia di latte, aumentando la sfiducia nella propria capacità di produrre latte.

È sufficiente utilizzare il tiralatte circa 15 minuti per seno alla volta, tempi più lunghi non favoriranno la produzione. Sono infinitamente più efficaci quattro sessioni distanziate da 15 minuti l’una (per parte) che non un’unica sessione da un’ora (per parte).

Ovviamente con un tiralatte doppio i tempi si dimezzano perché utilizzerete il tiralatte per 15 minuti alla volta in totale, visto che si attacca in contemporanea ai due seni, e non quindi per mezz’ora in totale (15 minuti per parte).

L’indicazione sulla durata della sessione di tiraggio andrà adattata alla situazione: se la madre ha il seno troppo pieno e desidera “alleggerirlo” e dopo 15 minuti il seno è ancora molto pieno e continua a uscire abbondante latte, potrà prolungare un po’ la sessione. Se invece dopo pochi minuti il seno è già più soffice potrà interrompersi (anche perché una stimolazione maggiore darebbe al cervello il messaggio di produrre ancor più latte).

In particolare per aumentare la produzione di latte, è utile cambiare spesso seno se non si usa il tiralatte doppio (si tira il latte fino a quando non ne esce più o quasi, si passa all’altro seno, quando anche da questo non esce più si ripassa al primo e così via fino ad arrivare a circa 30 minuti in totale tra i due seni).

Anche se non si vede uscire il latte, la stimolazione c’è comunque e, per i motivi esposti prima, il vostro bambino beneficerà comunque di questa maggior stimolazione dato che lui riuscirà a estrarre il latte che non avete visto uscire con il tiralatte. È anche molto efficace tirarsi il latte da un seno mentre il bambino poppa dall’altro.

Se dovete usare il tiralatte in modo continuativo, vi conviene rivolgervi a una persona esperta per creare un vero e proprio piano basato sul motivo per cui dovete tirarvi il latte e in base alle vostre esigenze.

In tutti gli altri casi è un oggetto che si può tranquillamente evitare di acquistare o che eventualmente potete noleggiare a prezzi molto contenuti.

Un’ultima nota: in molti cataloghi di prodotti per la puericultura il tiralatte viene proposto come simbolo di “libertà” per la madre che allatta al seno, per cui trovate frasi come “allattare può essere difficoltoso e costringe a restare in casa, la soluzione è il tiralatte” oppure “tiratevi il latte per condividere con il papà la meravigliosa esperienza dell’allattamento”.

Trovo queste affermazioni alquanto discutibili e come sempre sono un pretesto per farvi comprare oggetti il più delle volte inutili. A parte che allattare al seno non significa assolutamente doversi barricare in casa, non è così vero che tirare i latte “allevia” il lavoro della mamma che allatta, anzi, semmai ne crea di più: dovete trovare il tempo per tirarvi il latte, conservarlo correttamente (ne parleremo la prossima volta), sterilizzare tutto quello che viene a contatto con il latte (parti del tiralatte, contenitori ecc…). Insomma, se la mamma non deve per forza assentarsi per qualche motivo e quindi non ha alternative, personalmente non la trovo una gran “libertà”… così come mi sembra assurdo voler per forza “condividere” l’allattamento con il papà. Un conto è se per cause di forza maggiore il papà debba somministrare il latte al bambino, ma farlo di proposito trovo sia una gran complicazione (vedi l’articolo Vuoi allattare? Preparati a combattere).

Libri sull’allattamento da leggere

Un dono per tutta la vita di Carlos Gonzales – Il leone verde Edizioni

Latte di mamma, tutte tranne me! di Giorgia Cozza – Il leone verde Edizioni

“Allattare, un gesto d’amore” di Tiziana Catanzani e Paola Negri – Bonomi Editore

Allattare.net di Maria Ersilia Armeni – Castelvecchi Editore

Documenti sulla spremitura manuale e sull’uso del tiralatte

– R. Cosentino, S. Conti Nibali Come usare il tiralatte – Quaderni acp 2001; 8 (2)

– Video sulla spremitura manuale

Chi può aiutarti

Le tre figure principali nel sostegno alle mamme che allattano sono:

– Consulenti professionali in Allattamento Materno (IBCLC): professionisti sanitari specializzati nella gestione clinica dell’allattamento al seno.

– La Leche League: associazione a livello mondiale con più di 50 anni di storia che aiuta le donne tramite consulenti che sono mamme con esperienza di allattamento al seno.

– Peer counsellors (consulenti alla pari): mamme che aiutano altre mamme nei gruppi di auto-aiuto.

Potete trovare I contatti nell’articolo Vuoi allattare? Ecco chi ti aiuta…

Sara Cosano

Se cerchi altri consigli e approfondimenti, ecco tutti i nostri libri sull’allattamento.


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Libri sull'argomento


  • Stefania

    quello di Lorenzo é stato un allattamento un pó strano, misto oserei dire. Ma non misto in quanto artificiale+latte materno bensí biberon+tetta, ma solo ed esclusivamente latte materno. Io, fin da quando é nato e nonostante che l”allattamento si fosse subito avviato benissimo, ho iniziato a tirarmelo e alternavo le poppate col biberon a quelle con al tetta. Lui ha sempre preso entrambi indifferentemente, é cresciuto benissimo fino a quasi 7 mesi solo con latte materno, a 7 mesi abbiamo cominciato lo svezzamento e ancora oggi lo allatto. Perché cosí direte voi? A me allattare é sempre piaciuto tantissimo, il contatto tra me e il mio bambino, quel legame che si crea unico e magico…bello bellissimo, l”allattamento é qualcosa di magico…Peró a volte era molto piú comodo il bibe, la notte ad esempio in cui spesso si alzava anche mio marito e glielo dava, oppure quando eravamo in giro…Poi da quando ha messo i denti, l”ho attaccato sempre meno e direi che ora é un bel pezzo che si é definitivamente staccato (circa 6 mesi, lui ora ha un anno), non cerca piú…il tutto é avvenuto naturalmente e senza alcun trauma forse proprio perché fin dalla nascita era abituato. Attualmente lui prende ancora il mio latte dal biberon, mi fa piacere che quel poco che prende durante il giorno sia ancora il mio…

    …non condivido le cose scritte in quest”articolo, x per il tiralatte é fondamentale e condivider l”allattamento col proprio compagno in questo modo é meraviglioso

  • Sara

    Cara Stefania,
    grazie della tua testimonianza.
    Il commento in fondo sul tiralatte, come scritto, è una mia opinione e pertanto discutibile. Personalmente io avrei preferito dedicare il tempo speso a tirare il latte per fare altre cose, e non vedo il motivo per cui dovrei condividere l”allattamento con il partner (mica si fa un parto artificiale per far vivere l”esperienza del parto al papà…), o meglio, certo che l”allattamento è un”esperienza che coinvolge mamma e papà, ma coinvolge entrambi in relazione al loro ruolo (una di nutrice e l”altro di protezione della coppia madre-bambino), così come il padre assiste al parto, aiuta e sostiene la compagna durante il parto ma di certo non partorisce. Ma questa è la mia personalissima opinione, non certo scienza, se tu ti trovi comoda a fare così, ben venga per te!
    Sul piano più tecnico, direi che il tuo è un caso fortunato, innanzitutto perché non c”è stata confusione all”inizio tra seno e biberon e in seguito perché l”uso del tiralatte al posto della poppata del tuo bimbo avrebbe potuto portarti a un calo della produzione. Lo preciso solamente perché non vorrei che altre mamme dessero per scontato che le cose funzionino sempre così, cioè che il tiralatte dia gli stessi risultati della poppata del bambino. In alcuni casi, come il tuo, può succedere, ma è molto più frequente che accada il contrario, e cioè che la produzione di latte ne risenta.
    Questo a dimostrazione del fatto che i bambini e le loro mamme non sono tutti uguali!
    Auguri a te e alla tua famiglia

  • Pingback: Ibfan Italia » latte artificiale | come-aumentare()

  • Martina

    Salve, i tiralatte elettrici non sono da sfavorire? Ho molte amiche che la pensano cosi.

  • Pingback: Il tiralatte: necessario o frutto di un esigenza "truccata"?()

  • Io personalmente ho usato per quasi 10 mesi il tiralatte elettrico Symphony di Medela preso a noleggio in farmacia, estrarre il latte non è stato piacevole come con il mio primo bambino ma è stato necessario.
    Ciao
    Anna