Bambini soldato: ancora cifre da capogiro


La coalizione chiede che l’Italia scenda in campo per abolire “le zone d’ombra nell’effettiva applicazione del Protocollo”.

‘Italia, insieme ad altri 132 Paesi, ha ratificato il protocollo che vieta la partecipazione diretta di minori di 18 anni nei conflitti armati, anche da parte dei gruppi armati irregolari, oltre che per l’arruolamento obbligatorio da parte delle forze armate governative.

Molti Paesi, pur avendo ratificato il protocollo, fanno registrare ancora oggi un alto numero di bambini soldato: “Sono ancora più di 250mila i minori che prendono parte ai combattimenti in 35 Paesi, utilizzati sia dagli eserciti governativi, sia dai gruppi armati irregolari – ha detto Viviana Valastro, portavoce della coalizione italiana- ben 120mila solo nel continente africano”.

“Proprio in occasione di questo decennale – continua la portavoce – la coalizione italiana auspica una ratifica quanto più ampia possibile del Protocollo Opzionale nel Mondo, così come promosso dalle Nazioni Unite, ma sollecita anche i Paesi che già l’hanno ratificato, compresa l’Italia, ad una sua effettiva e piena applicazione”.

La coalizione Italiana della campagna “Stop all’uso dei bambini soldato!” è nata ufficialmente a Roma, il 19 aprile 1999. Alisei, Amnesty International-Sezione italiana, Cocis, Coopi, Focsiv, Intersos, Save the Children Italia, Telefono Azzurro, Terre des Hommes Italia e UNICEF Italia sono le 10 associazioni che attualmente ne fanno parte.

Fonte: Peace Reporter.net


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