Come diventare affidatari

Nella sostanza la misura dell’affidamento si concreta in un progetto di aiuto al minore e ai suoi genitori, temporaneamente impediti nell’assolvimento delle funzioni genitoriali, con lo scopo di garantire al bambino un contesto ambientale adeguato finchè non saranno risolti i problemi della sua famiglia di origine.

La legge si fonda sul principio di tutela del minore “temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo”, con l’obiettivo di assicurargli il diritto ad una normale crescita in una famiglia affettuosa e accogliente e con l’aspettativa di rientrare nella famiglia di origine una volta che i genitori avranno recuperato appieno le loro risorse.

La misura dell’affidamento può essere residenziale, quando cioè il minore trascorre con gli affidatari giorno e notte oppure diurno, quando trascorre con la famiglia affidataria solo una parte della giornata, di durata tale da garantirgli un riferimento educativo e affettivo utile al suo processo di crescita.

La legge abilita all’affidamento non solo le coppie unite da vincolo matrimoniale ma anche i conviventi di fatto e i single, prevedendo poi apposite comunità alloggio che ospitano minori in attesa di rientrare in famiglia o in attesa di una famiglia affidataria compatibile.

Sono previsti per legge due tipi di affidamento: consensuale e giudiziale.

Nel primo caso viene disposto dal Servizio Sociale locale, previo consenso dei genitori e sentito il parere del minore che abbia compiuto i dodici anni di età, con provvedimento reso esecutivo dal giudice tutelare; nel secondo caso invece, quando vi sia opposizione dei genitori che non riconoscono la necessità dell’intervento, sarà il Tribunale per i Minorenni a provvedere, con le forme di cui agli articoli 330 e seguenti del codice civile.

La misura dell’affidamento è sempre prevista a tempo e può avere durata variabile a seconda della situazione famigliare che va a sostenere; se la crisi della famiglia di origine è transeunte (ad ex una improvvisa malattia del genitore) l’affidamento potrebbe risolversi in qualche mese ma nella maggioranza dei casi tende a prolungarsi, con il limite dei ventiquattro mesi previsto per legge, prorogabile dal Tribunale per i Minorenni qualora la sospensione rechi pregiudizio al minore.

Gli affidatari devono accogliere presso di sé il minore e provvedere al suo mantenimento, alla sua cura, all’educazione, all’istruzione e più in generale ad ogni altra incombenza tipica del ruolo genitoriale, con il limite di tenere conto delle indicazioni dei genitori, sempre che nei loro confronti non siano stati assunti provvedimenti ablativi o limitativi della potestà genitoriale.

La legislazione speciale ha istituito una serie di benefici e di misure di sostegno per le famiglie affidatarie fra le quali ricordiamo che è previsto un contributo mensile svincolato dal reddito, un rimborso spese per gli interventi di cura e di particolare rilevanza per il progetto di affido, una assicurazione a carico dell’ente locale, gli assegni familiari, le detrazioni d’imposta per carichi familiari e i diritti in materia di congedo di maternità o di paternità e di flessibilità di orario di lavoro.

Avv. Paola Carrera

avvocato in Torino, membro del Direttivo A.I.A.F. Piemonte e Valle d’Aosta – Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i Minori


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  • Laura

    Grazie a voi della redazione per aver parlato di un tema così importante e delicato come quello dell”affido fammiliare. Sono un”operatrice di un servizio pubblico della Provincia di Milano e difficilmente mi capita di trovare articoli su quest”argomento, sembra che la stampa, i media in generale non siano interessati. Vorrei anche mettermi a vostra disposizione qualora siate interessati ad ampliare l”argomento oltre agli aspetti giuridici già affrontati dall”avvocato.