Futuri genitori ad alto o basso consumo?

Quando si scopre di aspettare un bimbo, uno dei primi interrogativi che sorge spontaneo è: “Cosa dovremo comprare?”. D’altronde siamo immersi in una società consumistica che vede nel bambino che deve ancora venire al mondo un potenziale consumatore, anziché un piccolo di mammifero. Complice l’inesperienza, che accomuna la maggior parte delle donne in attesa del primo figlio, diventiamo facili bersagli della pubblicità che ci spinge all’acquisto di una vasta mole di gadget definiti indispensabili per il benessere del nostro bimbo. E chi farebbe mai mancare qualcosa al proprio bambino?

Attenzione, una premessa indispensabile che faccio sempre anche quando ho occasione di parlare di Bebè a costo zero. Quando si parla di consumo critico in gravidanza e nei primi mesi di vita, non si suggerisce di risparmiare sul bambino che nascerà! I genitori a basso consumo non sono genitori che hanno deciso di fare economia, nella maggior parte dei casi, sono genitori che hanno capito che la risposta ai veri bisogni del neonato non si acquista nei negozi di prodotti per l’infanzia e non ha il cartellino del prezzo!

Una consapevolezza che non è per niente immediata. Almeno non per tutti. Per me, ad esempio, non lo era stata. Quando aspettavo il mio primo bambino ero molto molto emozionata e, credo, anche un po’ spaventata. Non sapevo bene cosa fosse un neonato, non sapevo cosa potesse davvero servirgli. Ma a guardare gli accessori sul mercato, dovevano essere parecchie cose…

E così sono entrata in un negozio specializzato e ho chiesto alla commessa (ebbene sì, l’ho fatto!) cosa serviva per un bimbo appena nato. Sì, lo so, non ho dato prova di grande acume, ma quando non si ha esperienza non è proprio immediato mettere in dubbio il fatto che l’immensa mole di gadget ed accessori di uso comune non siano affatto indispensabili. O necessari. O utili.

E allora come prepararsi per accogliere al meglio il proprio bambino? Credo che la risposta non sia acquistare, ma informarsi.

Informiamoci. La gravidanza non è il tempo degli acquisti, è il tempo delle trasformazioni. È il tempo in cui una madre, un padre, e un bambino si preparano a nascere. L’informazione è fondamentale per vivere questa esperienza con maggior consapevolezza.

Informiamoci leggendo: in libreria (o in biblioteca) si possono trovare numerosi titoli dedicati all’argomento, manuali in cui si spiega che i bambini non dormono come gli adulti e si svegliano spesso durante la notte, che hanno bisogno di molto contatto, che nei primi tempi poppano spesso e volentieri, di giorno e di notte.

Informiamoci frequentando un corso di accompagnamento alla nascita e confrontandoci con le ostetriche (o le figure professionali che conducono gli incontri) a proposito dei primi tempi con il bebè.

Ultimo ma non meno importante, credo sia utilissimo partecipare agli incontri organizzati dalle consulenti de La Leche League e/o dalle associazioni e dai gruppi di auto-aiuto composti da madri: un’opportunità preziosa per farsi un’idea del ‘dopo’ e di quelle che sono le caratteristiche e le esigenze del bebè.

Perchè alle esigenze, quelle vere, di un neonato ha già pensato la natura (come d’altronde accade per tutti i cuccioli, perchè per il cucciolo d’uomo dovrebbe essere diverso?) Studi e ricerche evidenziano che un bimbo ha bisogno di contatto, contenimento, rassicurazione. Ovvero… ha bisogno dei suoi genitori.

E il corredino?

Con calma. C’è tutto il tempo. A volte ci lasciamo prendere dall’impeto degli acquisti, ci lasciamo travolgere dalla fretta nel timore di arrivare alla fine della gravidanza senza tutto l’occorrente. In realtà, una volta preparati i primi vestitini e i primi pannolini (usa e getta o lavabili? anche su questo converrà riflettere nell’attesa) e prevista una sistemazione per la nanna, cos’altro occorre? Al seno della mamma ogni bambino trova nutrimento, calore, affetto.

Ecco, un buon modo di impiegare il periodo dell’attesa può essere quello di riflettere su questo: le donne hanno in sé le competenze e le potenzialità necessarie per dare alla luce, nutrire e accudire al meglio il proprio piccino!

Giorgia Cozza


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  • Cristina

    Sono d”accordo su tutto: quello di cui ha veramente bisogno il bambino è solo tanto amore, e che la mamma segua sempre e solo il suo istinto…a me hanno regalato due biberon e due ciucci…..il mio piccolino non li ha mai usati!! Adesso ha 18 mesi e dorme ancora con me e il suo papà, e quando ne ha bisogno prende il suo latte preferito: il mio!! Purtroppo tanti approfittano dell”ingenuità delle mamme in attesa, e rifilano loro un”infinità di oggetti inutili (e dannosi?)

  • daniela

    Ho proposto l”acquisto del tuo libro alla biblio della mia città e l”ho divorato! Interessante ed illuminante.
    Peccato che son alla 2 bimba e per la 1 anch”io mi son fatta travolgere dal consumismo! ma mai idre mai per intraprendere una uova strada!