Torna la “ruota” della vita


Un tempo dietro l’infanticidio si profilava l’ombra delle gravidanze impossibili, dei perbenismi inveterati, degli aborti (clandestini) rischiosissimi, delle madri snaturate, situazioni che l’evoluzione sociale e i progressi dello stato sociale hanno in larga parte superato, ma oggi il neonato a rischio ricompare sotto il diverso profilo dei tanti casi di emarginazioni estreme, che concrescono soprattutto nel quadro delle migrazioni tumultuose.

Le tragedie di donne sole, senza mezzi, con scarse conoscenze della lingua dei paesi ospitanti, esposte a violenze di ogni sorta, sedotte da partner, non di rado loro connazionali (ma non sempre) che si eclissano se compare una gravidanza, rimaste senza lavoro per lo stesso motivo, ma che trovando una mano tesa sarebbero ben felici di crescere un bimbo, unica ancora di salvezza in una vita che è una tragedia priva di orizzonti, di affetti, di speranza. Questa è la realtà da tenere presente.

L’Associazione “Salvabebè Salvamamme” da quasi vent’anni opera attivamente per affrontare la piaga sociale dell’infanticidio, e ha progressivamente maturato, attraverso il rapporto diretto con migliaia di mamme, la consapevolezza della complessità delle situazioni e delle condizioni psichiche delle mamme che dopo percorsi di dolore, di paura, di necessità estreme possono giungere a mettere in atto gesti irreparabili.

E’ l’esperienza quotidiana del “Salvamamme”, che comprende le ragioni dell’ordine pubblico, ma concretamente opera in collaborazione con le istituzioni, sia al livello delle strutture, per dare, per esempio, effettiva operatività al “parto in anonimato” (tale soltanto sulla carta, ma inoperante di fatto, perché essere riconosciute è facile in particolare nei piccoli centri e negli stessi nosocomi trova, di fatto, incomprensioni).

Ma, soprattutto, è attiva fino ai limiti del possibile per creare le condizioni minime indispensabili a una mamma per tenere il suo bambino. Attenzione, non solo materiali, ma anche psicologiche, perché un gesto di amore in certe condizioni vale più di un omogeneizzato, di una scatola di latte o di un passeggino. Salvare i bimbi da morte, e da morte orrenda, significa prima di tutto salvare le mamme.

Fonte: Agenzia Radicale.com


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