Pannolini lavabili: anacronismo o civiltà?

Mi ha chiesto “ Ma secondo lei, dopo che il progresso ci ha portato i pannolini usa e getta, non le sembra anacronistico proporre i pannolini lavabili?”

Devo dire che questa domanda mi ha messo in crisi per diversi giorni, me lo sono chiesto e richiesto anche io e ho pensato che forse è un po’ come combattere “contro i mulini a vento”, il voler proporre alle mamme i pannolini lavabili. Per fortuna la crisi mi è durata solo pochi giorni!

Ma questo benedetto progresso, non è che porti anche un certo appiattimento della persona? Non è detto che il progresso sia sempre accettabile “in toto” o che comunque apporti solo benefici.

Io credo che sarebbe bello se tutti noi (a cominciare dai genitori e futuri genitori), tirassimo fuori la nostra “consapevolezza”, la “consapevolezza negli acquisti”, che non corrisponde sempre a quello che ci viene propinato dai media.

Cosa vuol dire acquistare pannolini usa e getta per mio figlio? Vuol dire produrre, in soli tre anni, una mole di rifiuti non smaltibili prima di 500 anni, pari a un campo di calcio; vuol dire spendere una barca di soldi, quando si potrebbe avere un prodotto più economico; vuol dire far indossare a mio figlio un pezzo di plastica non traspirante, intriso di gel chimici che aumentano l’assorbenza del pannolino e le irritazione della pelle del mio bambino; ma soprattutto, vuol dire (a mio parere), rinunciare all’opportunità di dare a mio figlio il primo esempio di civiltà e di rispetto verso il mondo che verrà.

Rossana Spampinato

(Foto Flickr: Pannolini lavabili stesi al sole di Gloria Rossi)


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  • Fulvia

    Penso che civiltà significhi sfruttare le conoscenze che il progresso ci ha dato per capire che a volte si stava meglio prima. Uso i pannolini lavabili, per scelta ecologica, per rispettare la naturalezza del corpo di mio figlio. Lo allatto ancora, ha 15 mesi, e mi fa male sentire quante mamme utilizzano il latte artificiale per comodità o scarsa informazione.
    Purtroppo il progreso ci ha portato a fare solo scelte individualistiche, che non pensano al futuro, alle conseguenze, per la salute dei nostri figli e dell”ambiente che gli lasciamo. Basterebbe veramente poco se ognuno facesse la propria piccola parte

  • laura

    Bellissimo articolo! sono della medesima opinione, penso che la salute dei nostri figli sia veramente importante. Partendo proprio dai lavabili si possono prevenire anche malattie per i nostri figli…

    Fortunatamente prima della nascita dei miei figli grazie ad internte sono riuscita ad informarmi bene sugli effetti degli U&G:

    In tre anni un bambino consuma circa 4.500 pannolini, ottenuti dalla cellulosa di 20 alberi di grandi
    dimensioni, che si trasformeranno in una tonnellata di rifiuti.
    Ogni giorno in Italia vengono utilizzati più di 6 milioni di pannolini per bambini usa e getta, che
    appartengono alla categoria dei rifiuti “indifferenziati” ed a fronte di questa produzione vengono
    abbattuti più di 12.000 alberi al giorno.
    Per la produzione della cellulosa dei pannolini usa e getta viene utilizzato il cloro che rilascia
    sostanze tossiche che contaminano l”acqua, l”aria e la terra.
    Sino all’età in cui non gli sono più necessari, in media un bambino produce due tonnellate di
    pannolini, non-riciclabili e non biodegradabili. Se smaltiti in discarica, vi resteranno a lungo perché
    è stato stimato che ci vorranno almeno 500 anni per la decomposizione.
    I pannolini usa e getta rappresentano la terza fonte di rifiuti solidi in discarica, dopo i giornali e i
    contenitori di alimenti e bevande; un fatto davvero significativo, considerando che sono un unico
    prodotto, utilizzato da una parte limitata della popolazione.
    I diversi studi affermano che i pannolini usa e getta costituiscono dal 2 al 6 % del totale dei rifiuti
    domestici.
    Risparmio per la famiglia
    Un bambino utilizza quasi 6000 pannolini.
    I pannolini lavabili offrono la possibilità di un risparmio reale di circa un terzo della spesa, anche
    perché possono essere regolati per adattarsi alla taglia del bambino e questo li rende utilizzabili
    dalle prime settimane di vita sino all’età in cui non saranno più necessari.
    Considerando che un neonato può essere cambiato fino a 10 volte il giorno, se viene fatta la
    lavatrice ogni tre giorni, si avrà bisogno di 30 pannolini, se invece viene fatta meno frequentemente
    o i cambi sono più frequenti, si avrà bisogno di più pannolini. In media si va comunque da un
    minimo di 25 ad un massimo di 50 pannolini circa per avere abbastanza cambi, a fronte dei 6000.
    Inoltre, quando non ce ne è più bisogno, possono essere conservati per passarli al successivo
    fratellino o sorellina.
    La salute del bambino
    I pannolini usa e getta sono resi assorbenti grazie all’impiego di sostanze chimiche come il
    poliacrilato di sodio, che assorbe fino a 100 volte il peso di acqua. Su questa sostanza non sono stati
    effettuati studi approfonditi circa eventuali effetti collaterali nel bambino, ma la sostanza è stata
    eliminata per legge dalla produzione dei tamponi femminili perché sospetta di provocare pericolosi
    shock tossici.
    L’alto potere assorbente dei pannolini usa e getta consente di cambiare il pannolino meno
    frequentemente, con un aumento di irritazioni a causata dal prolungato contatto della pelle con
    l”umidità, nonché dalla presenza e permanenza di batteri e ammoniaca. È quindi dimostrato che per
    ridurre le irritazioni da pannolino è consigliabile utilizzare quelli lavabili.
    Da non trascurare la diossina, che in varie forme ha dimostrato di provocare il cancro, difetti di
    nascita, danni al fegato, malattie della pelle e danni genetici. La diossina è un sottoprodotto del
    processo di sbiancamento della carta utilizzata nella produzione di pannolini usa e getta e le tracce
    possono ritrovarsi negli stessi pannolini.
    Inoltre i pannolini usa e getta contengono tributil-stagno o tributale di stagno (TBT), un composto
    tossico ad azione permanente che si concentra negli organismi viventi alterandone l”equilibrio
    ormonale e il sistema immunitario e proprio per l”elevato potere biocida, questa sostanza trova
    impiego nella verniciatura degli scafi delle barche allo scopo di evitare il deposito di alghe e
    conchiglie. Nell”uomo può provocare l”insorgere di tumori e gravi disturbi al sistema nervoso.
    Per il rispetto dell’infanzia

  • anna

    Perchè? Perchè? Perche è FATICA!
    Cerco di rispondere alla sua domanda sul progresso, sul perchè il “progresso” sia o sembri di per sè un valore, accettato senza giudicarlo e senza considerarne gli “effetti collaterali”. La premessa è che io ho usato sempre i lavabili per entrambi i bambini, li ho portati nella fascia, li ho allattati a lungo (il più piccolo ha 15 mesi e succhia ancora parecchio dal seno, al punto che quando sto via due giorni devo tirarmi fuori il latte per non stare male!). Mi sono chiesta anche io perchè molti rifiutano questo approccio senza nemmeno prenderlo seriamente il considerazione. Mi son chiesta perchè per molti il pannolino lavabile è sinonimo di regresso, fatica, tempo sprecato a lavare ecc.
    Ebbene, la mia risposta è stata questa: si può (e molti lo fanno) dedicare tempo ai figli, ma è faticoso. I pannolini lavabili richiedono una (piccola?) fatica supplementare, sono una cosa in più a cui pensare. Per noi (noi italiani al giorno d’oggi) far fatica NON è un valore, non ha senso ed è energia sprecata. Quando entrambi i bambini portavano il pannolino (infatti hanno un anno di differenza, e visto che la maggiore ha tolto il pannolino a due anni, questo periodo è durato un anno) per noi era certamente una fatica lavare e stendere 10 o 12 pannolini al giorno. Io ho la fortuna di un lavoro che mi consente di poter dedicare parecchio tempo ai bambini, e ho anche molto aiuto da parte dei miei genitori e suoceri. Immagino che per altre mamme la fatica sia troppa… soprattutto in un mondo che esalta altri valori. Grazie a lei e a tutti coloro che vanno contro corrente!
    Anna