Allattamento al seno. Aiuto, ho poco latte! Il più delle volte si tratta di un falso allarme


Il “poco latte” è il motivo dell’abbandono dell’allattamento per la metà delle madri. Questa epidemia di mancanza di latte però è un fenomeno recente, diciamo dell’ultimo secolo. Se così tante madri nei secoli precedenti avessero avuto poco latte, oltre al fatto che una volta si moriva facilmente per malattie che ora sono facilmente curabili, forse ci saremmo già estinti.

E’ importante chiarire un punto: per allattare non serve avere “tanto latte”, ma serve avere il “giusto latte”, quello che serve al nostro bambino (o ai nostri bambini). Avere una produzione di latte che supera il necessario diventa addirittura un problema!

Vi comunico due buone notizie:

Notizia numero 1: nella maggior parte dei casi si tratta di un “falso poco latte”. Il latte c’è ma la madre pensa di non averne a sufficienza.

Notizia numero 2: anche i casi di “vero poco latte” il più delle volte sono risolvibili, spesso con semplici accorgimenti. Il “poco latte” irrisolvibile (ipogalattia) o l’assenza totale di latte (agalattia) sono casi medici rarissimi, di cui comunque parleremo.

Affinché la produzione di latte sia adeguata alle esigenze del bambino, è sufficiente tenere a mente alcuni punti.

  • L’allattamento deve essere a richiesta, cioè il bambino deve poter poppare tutte le volte che vuole e per tutto il tempo che vuole. Più il bambino si attacca al seno più latte si produce. E’ bene sapere che i bambini non poppano a intervalli regolari. In un certo momento della giornata potrebbero fare brevi poppate ravvicinate, per poi fare poppate più lunghe e distanziate. Di conseguenza è normale che un neonato mangi 12 volte o anche più nell’arco di 24 ore, con poppate distribuite irregolarmente.
  • L’allattamento deve essere esclusivo per i primi sei mesi, in seguito i cibi diversi dal latte affiancheranno (e non sostituiranno) il latte materno, tenendo presente che il latte materno resta l’alimento fondamentale fino all’anno di vita del bambino e che si raccomanda di proseguire l’allattamento fino ai due anni e oltre. “Allattamento esclusivo” significa che il bambino assume solo latte materno (e, se necessario, medicine), quindi niente acqua, tisane, camomilla, succhi, e nemmeno il ciuccio.
  • L’attacco al seno del bambino deve essere corretto, in modo da garantire un’adeguata stimolazione del seno, un’adeguata assunzione di latte da parte del bambino e per evitare la formazione di spiacevolissime ragadi.

Per approfondire cosa si intenda con attacco corretto, vi consiglio i testi che trovate in fondo all’articolo.

Oppure visita la pagina Libri sull’allattamento

Detto questo, è chiaro che non hanno senso le indicazioni “allattate a richiesta ma aspettate almeno tre ore tra una poppata e l’altra” oppure “non più di 15 minuti per seno”. Questo semplicemente non è allattamento a richiesta.

Fatte queste premesse però, come faccio a sapere se un bambino sta assumendo latte a sufficienza? Come faccio a sapere se “c’è abbastanza latte”?

Le maggiori associazioni pediatriche indicano questi aspetti da valutare:

  • L’aumento del peso: dopo i primi giorni di vita in cui si assiste a una perdita di peso fisiologica, il bambino dovrebbe aumentare almeno 125 grammi a settimana per i primi tre mesi. In seguito l’aumento di peso rallenta, e sarà di almeno 80 grammi a settimana.
  • I pannolini: un neonato dovrebbe sporcare (di feci o urina) almeno 6 pannolini al giorno.
  • Lo stato generale del bambino: in pratica se vi sembra che stia bene. È consolabile quando piange? È vivace e tonico come sempre?

Quanto detto è tutto quello che c’è da sapere per essere sicure di avere abbastanza latte.

Di conseguenza tutto il resto che viene considerato come “sintomo di poco latte”, non ha niente a che vedere con il “poco latte”.

Ecco i casi più tipici di “falso poco latte“:

  • Qualità del latte: non esistono il latte poco nutriente, il latte leggero, il latte poco sostanzioso, il latte troppo pesante, il latte cattivo, il latte che è acqua (o meglio, il latte è fatto da acqua quasi al 90% ma è normale che sia così).
  • Doppia pesata: la vecchia abitudine di pesare il bambino prima e dopo la poppata per capire quanto latte ha preso, non serve a nulla. Innanzitutto infastidisce il bambino, e soprattutto ricavereste un dato inutile. La composizione del latte materno varia all’interno della poppata, nell’arco della giornata e con il passare dei mesi. Inoltre ogni individuo ha un metabolismo diverso, quindi ognuno ha bisogno di diverse quantità di cibo. Quindi sapere che il vostro bambino ha preso 70 grammi di latte non vi dice nulla, non potete sapere se è “tanto” o è “poco”. L’unica cosa che conta è il risultato del latte ingerito, cioè vedere se il bambino cresce e sta bene.
  • Ereditarietà: Se vostra mamma, sorella, zia o cugina avevano poco latte, non significa che voi avrete poco latte.
  • Caratteristiche fisiche della mamma: La dimensione del seno non c’entra con la produzione di latte. La ghiandola che secerne il latte è molto piccola in tutti i seni, il seno grande tanto apprezzato… è solo un seno più grasso! Allo stesso modo non c’entrano la costituzione fisica, il colore degli occhi, dei capelli, il numero di scarpe ecc.
  • Caratteristiche fisiche del bambino: si sente dire in giro tutto e il contrario di tutto. Se il bambino è di costituzione piccola, si pensa che il latte della mamma non nutra abbastanza e che quindi serva “altro”. Se il bambino è di taglia grande, allora ti raccontano che il tuo latte non riesce a sfamarlo proprio per la sua costituzione. Indipendentemente dalla taglia del vostro bimbo, il latte di mamma va sempre bene. Se è un “grandone” che ha bisogno di mangiare molto, popperà di più. Se è uno “scricciolo” che ha bisogno di mangiare meno, popperà di meno.
  • Seno morbido: È normale che dopo i primi tempi in cui il seno è più pesante e duro, il vostro seno torni più soffice. Non vuol dire che c’è meno latte. Vuol dire che la vostra produzione di latte si è calibrata sulle esigenze del vostro bambino quindi non avete più dei picchi di produzione che vi indurivano il seno. Per lo stesso motivo, con il passare del tempo si dovrebbe smettere di sgocciolare latte o di avvertire delle specie di fitte o formicolii al seno. Tutto normale.
  • Montata lattea: alcune mamme dicono di non avere avuto la montata lattea. A volte però è travisato il significato di montata lattea. “Montata lattea” significa solo che dal colostro prodotto dal seno i primi giorni (si tratta di poche gocce dense e gialline) si passa a produrre il latte (un liquido più abbondante che i primi tempi è bianco-giallino e poi diventa bianco-acquoso). Invece alcuni pensano che “avere la montata lattea” significhi ritrovarsi con i seni “esplosivi”, dolenti, caldi: questo è un ingorgo mammario o quasi, che effettivamente spesso si verifica in concomitanza con la montata lattea, ma è un’altra cosa ed è una situazione che sarebbe meglio evitare!
  • Scatti di crescita: La maggior parte dei bambini poppa a intervalli irregolari durante la giornata, inoltre non è detto che con il tempo i bambini allunghino questi intervalli o può darsi che lo facciano e poi per un periodo poppino più spesso di prima (specialmente di notte!). E’ normale: i bambini crescono in maniera irregolare, per cui in alcuni periodi sono più affamati (capita anche a noi anche se non dobbiamo più crescere…). Quindi se il vostro bambino chiede il seno più spesso di prima non significa che il vostro latte sia poco o poco nutriente, significa solo che ha più fame dei giorni precedenti: dategli il seno, lui popperà di più e la produzione di latte aumenterà.
  • Durata: Può essere che con il tempo le poppate diventino più veloci, cioè durino meno tempo. Non significa che ci sia meno latte da tirare fuori, vuol dire solo che il bambino, crescendo, ha una forza maggiore quando succhia, quindi ci mette di meno a estrarre il latte.
  • Poco latte a orari: Molte mamme sentono di avere meno latte alla sera. Osservano che il bambino non vuole stare attaccato al seno oppure si attacca e si stacca. Di sera noi mamme siamo più nervose: siamo stanche, stare tutto il giorno con il bambino è pesante. Anche il bambino è più nervoso: anche se non ci sembra, magari per lui quella è stata una giornata molto stimolante ed è troppo “carico”. Questo diventa un circolo vizioso: il bambino magari ha fame ma è così stanco che non vuole mangiare, noi già siamo stanche e questo comportamento ci innervosisce ancora di più… Il poco latte qui non c’entra, servono tante coccole e pazienza (sia per il bambino che per la mamma).
  • Tiralatte: Se provate a usare il tiralatte o a spremervi il latte con le mani ed esce poco latte o forse non ne esce proprio, non vuol dire che abbiate poco latte. Tecnicamente, il tiralatte e la spremitura sono due sistemi meno efficaci per estrarre il latte rispetto alla bocca del bambino. Inoltre il fatto che con questo sistema possiate vedere la quantità di latte, fa sì che vi sentiate “sotto esame”, aumentando ansia e stress. Questo inibisce la produzione di ossitocina, un ormone che attraverso micro contrazioni al seno permette la fuoriuscita del latte, per cui il latte c’è ma non esce.
  • Latte che sparisce: Allo stesso modo, a volte si sente dire che a seguito di forti emozioni o situazioni stressanti “è sparito il latte”. La produzione di latte dipende solo dalla stimolazione del seno, quindi il latte c’è. Può essere invece che per lo stesso motivo di prima il latte non esca. Cercare per quanto possibile di rilassarsi è l’unico rimedio.

Se conoscete altri “miti” sul poco latte sarò ben lieta di venirne a conoscenza!

La prossima volta parleremo del vero poco latte, una situazione che con un aiuto competente è molto spesso risolvibile.

Sara Cosano

Per saperne di più:

Un dono per tutta la vita di Carlos Gonzales – Il leone verde Edizioni

Tutte le mamme hanno il latte di Paola Negri – Il leone verde Edizioni

Allattare, un gesto d’amore di Tiziana Catanzani e Paola Negri – Bonomi Editore

Allattamento materno, una goccia di saggezza, una grande opportunità – Ministero della Salute

Allattare.net di Maria Ersilia Armeni – Castelvecchi Editore

Chi può aiutarti:

Le tre figure principali nel sostegno alle mamme che allattano sono:

Consulenti professionali in Allattamento Materno (IBCLC): professionisti sanitari specializzati nella gestione clinica dell’allattamento al seno.

La Leche League: associazione a livello mondiale con più di 50 anni di storia che aiuta le donne tramite consulenti che sono mamme con esperienza di allattamento al seno.

Peer counsellors (consulenti alla pari): mamme che aiutano altre mamme nei gruppi di auto-aiuto.

Bibliografia:

– European Network for Public Health Nutrition: Networking, Monitoring, Intervention and Training (EUNUTNET).

– Alimentazione dei lattanti e dei bambini fino a tre anni: raccomandazioni standard per l’Unione Europea. European Commission, Directorate Public Health and Risk Assessment, Luxembourg, 2006.

– Rapisardi G, et al. Raccomandazioni per l’assistenza alla madre in puerperio e al neonato.Riv Ital Pediatr 2000;26:232-43.

– Società Italiana di Neonatologia, Raccomandazioni sull’allattamento materno per i nati a termine , di peso appropriato, sani in Medico e Bambino 2/2002, pp. 41-48

Strategia globale per l’alimentazione dei neonati e dei bambini OMS/UNICEF

– La cultura dell’allattamento al seno tra le mamme in Italia – Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione, ricerca realizzata per la Società Italiana di Pediatria, Luglio 2008


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  • stefania

    Apriti cielo ! Finalmente delle informazioni utili,complete esaurienti ma soprattutto rassicuranti. La mia piccola ha 15 giorni e nonostante fin dalla gravidanza mi fossi informata e abbia studiato su come darle ilmeglio fin dai primi giorni i dubbi ti assalgono sempre,,soprattutto grazie a nonne e suocere che approfittano dei tuoi ormoni impazziti per cercare di metterti in crisi.Bene ora questo articolo potrà aiutarci….e… ci dispiace per loro che ai loro tempi erano lasciate a se stesse e alle credenze popolari. Non sanno cosa si sono perse. Brava Sara!!

  • Laura

    Io non voglio fare la voce fuori dal coro.. anche se in realtà credo che di casi come il mio ce ne siano parecchi (altro che rari!!). Io ho partorito a termine con taglio cesareo (causa mancata dilatazione). Ero a digiuno da 1 giorno (causa induzione) e nei seguenti 3 giorni di ricovero ospedaliero ho mangiato come un pulcino (causa intervento e conseguenti dolori e malesseri) e così quasi per un intera settimana. Non ho potuto riposare, non ho dormito la notte prima dell”induzione per l”agitazione, non ho dormito la notte seguente perchè ero in travaglio (24 ore!!) e non ho dormito per i seguenti 3 giorni (facendo solo pisolini qua e là) perchè lì c”era il rooming in ma nessuno che mi aiutava con la bambina, non hanno nemmeno lasciato che mio marito restasse con me di notte per aiutarmi e con un cesareo non si riesce ad alzarsi dal letto.. quindi non ho dormito per 5 notti (e non parliamo delle notti seguenti dato che con poco latte la piccola voleva sempre mangiare..). Inoltre mi sono fatta 5 giorni di punture (rocefin) per via di una pesante infiammazione alle vie urinarie e l”antibiotico credo che abbia contribuito al mio malessere generale..
    Il secondo giorno dalla sua nascita mi sono uscite delle ragadi profondissime e dicevano che naturalmente era colpa mia che non la attaccavo bene.. venivano a vedere come la attaccavo e dicevano che si attaccava bene (poche idee ma confuse allora!!). Fatto sta che so benissimo come si deve attaccare al seno un bambino e mia figlia si attaccava benissimo. Stava attaccata mezz”ora per seno e dopo 1 ora aveva di nuovo fame!! Andai in ospedale 4 giorni dopo le dimissioni dicendo che IO LATTE NE AVEVO POCHISSIMO!! mi hanno tirato il latte con il tiralatte elettrico e in 20 minuti sono usciti 20 gr di latte.. secondo lei non sono un pò pochini????

    Ciò che mi fa arrabbiare è che ora c”è tutta questa mania dell”allattamento al seno e molte donne come me si sentono dire che è IMPOSSIBILE NON AVERE LATTE.. TUTTE LE DONNNE HANNO IL LATTE.. invece non è vero!! ci sono moltissime donne che si sono trovate nella mia situazione e tutte con grandi sensi di colpa che medici e ostetriche fanno venire perchè “se il latte non c”è hai sbagliato qualcosa tu”..
    Io adoravo enormemente allattare la mia bambina.. era una sensazione fantastica, un gesto d”amore che mi riempiva il cuore di gioia e soddisfazione.. è già difficile dover accettare il fatto che il latte non c”è o non è sufficiente, perchè mi chiedo, dobbiamo anche sentirci in colpa perchè il motivo di questa assenza/insufficienza è per forza nostro?? Perchè invece non aiutare le donne che si trovano in questa situazione?

  • Sara

    Cara Laura,

    sono Sara, l”autrice dell”articolo.
    Ti ringrazio anche per questa tua testimonianza, molto preziosa.
    Mi dispiace molto per l”esperienza che hai vissuto, deve essere terribile sentirsi accusare di essere i responsabili del fallimento di un allattamento. E” come sentirsi dire “non sei capace di fare la mamma”. Agghiacciante.

    Nel tuo messaggio hai già scritto a chiare lettere dov”è la responsibilità di quanto è successo, e non è certo tua.

    E” vero, alcune mamme hanno poco latte o non ne hanno proprio (vedi il mio prossimo articolo). Si tratta di mamme con problemi ormonali, per cui oltre al problema del latte hanno anche altri problemi, perché vuol dire che la loro ipofisi funziona male.
    Molto più numerosi – purtroppo – sono i casi come il tuo, in cui la mamma ha l”ipofisi che funziona alla perfezione, ma a causa dell”ignoranza e dell”incompetenza di certo personale sanitario, l”allattamento nemmeno inizia o naufraga dopo poco.
    Posso dire questo senza il timore di essere denunciata per diffamazione, dato che numerosissimi documenti ufficiali (OMS, Unione Europea, Ministero della Sanità) indicano proprio nella mancanza di formazione del personale sanitario e nelle pratiche ospedaliere scorrette una delle prime cause di mancato allattamento.

    Oramai tutti sanno che “allattare fa bene”, ma non basta, almeno per chi lavora a contatto con mamme e bambini.
    E” necessaria una formazione specifica che, salvo iniziative isolate o la buona volontà del singolo, a oggi non esiste.
    Ci sono molte “linee guida”, “linee di indirizzo”, “raccomandazioni” che a quanto pare restano nel cassetto di chi dovrebbe osservarle. Sicuramente si sta facendo molto su questo fronte e ti assicuro che ci sono persone che stanno mettendo l”anima perché le cose migliorino.

    Di recente sono stata in un reparto maternità pieno di poster carini e di informazioni corrette sull”allattamento al seno. Sembrava promettere bene, sembrava quasi il paradiso dell”allattamento. Invece, per voce di chi l”ha vissuto sulla sua pelle, dietro a tanti bei pezzi di carta appesi al muro non restava molto. Poca assistenza, poche spiegazioni, incapacità di affrontare le difficoltà, e forse una glucosata data di nascosto. Sono tutti bravi ad andare in internet, copiare qua e là delle informazioni (magari pure giuste) e appendere il tutto in giro. Ma da questo a essere preparati ad accogliere le neomamme e i loro bambini c”è un abisso!
    Oppure molti dicono “ Ma si, facciamo anche noi il rooming in che va di moda” e semplicemente cacciano le cullette in camera con la mamma, senza capire che per attuare il rooming in serve proprio una diversa organizzazione del reparto, serve un”assistenza ancora maggiore alle mamme! Rooming in non significa “parcheggiare le cullette in camera così noi non ci rompiamo più le scatole perché tanto c”è la mamma”.

    Diciamo che ora nella maggior parte dei casi le informazioni corrette sono passate solo a metà. E” pur vero che la stragrande maggioranza delle mamme può allattare, ma se non ci riesce (esclusi i morivi medici di cui ti accennavo), non è colpa della mamma!
    E anche se una non può per motivi medici, mica è colpa sua se ha quella malattia.
    Mi dispiace parlar mare di persone che non conosco, ma se qualcuno ha osato insinuare che è “stata colpa tua” ecco… quel “qualcuno” dovrebbe solo guardarsi allo specchio per vedere di chi è la “colpa”!
    Lo hai detto tu: parto lungo e difficile, poi stavi male, mancato riposo (in ospedale è dura riposare!), mancata possibilità di avere un”assistenza, incompetenza del personale (decidetevi signori: l”attacco va bene o no?).
    Dove pensi che fosse la tua ossitocina in quel momento? Penso molto lontano da lì.
    E dicono che sia colpa tua? O piuttosto è colpa di chi ha fatto si che tu vivessi questa situazione, di chi non ti ha messo a tuo agio, di chi non ti ha sostenuta, incoraggiata, informata? Sono tutti capaci a dire “signora deve insistere”, ma è un consiglio totalmente inutile perché semplicemente non vuol dire nulla.
    Poi forse (ma è un ipotesi) non ti hanno informata adeguatamente: è più che probabile che un neonato (se l”attacco è corretto) si attacchi così spesso e così a lungo.
    E come hai letto, la prova del tiralatte non serve a dimostrare che c”è poco latte. Non funziona a casa propria, figuriamoci in ospedale con qualcuno che ti fissa per giudicarti e per vedere se sei “brava”.
    Il “poco latte” si prova solo con la perdita del peso che non si arresta nei primi giorni, o con una ripresa eccessivamente lenta (oltre che alla emissione di feci/urina e lo stato generale del bambino).
    Questo già la dice lunga sulla competenza delle persone che hai avuto la sfortuna di incontrare.
    E” forse colpa tua se hai trovato persone incompetenti? Sicuramente in quell”ospedale ci sarà qualcuno di “bravo”, ma se la formazione non riguarda tutta la struttura, allora devi solo incrociare le dita e sperare di capitare nel turno giusto in cui lavorano le persone giuste.
    Non bisognerebbe dimettere una mamma con il suo bambino se l”allattamento non è avviato, se il peso non sta già risalendo, se c”è un qualunque grande o piccolo problema con l”allattamento. In ogni caso, bisogna dare la possibilità alle madri di rivolgersi a persone preparate anche una volta tornate a casa, come consulenti o gruppi di auto aiuto.
    Gli ospedali così esistono, ma sono ancora pochi. Sono gli ospedali certificati “Amici del bambino” dall”OMS/UNICEF. In Italia sono solo 21. In Svezia tutti gli ospedali hanno questa certificazione e “casualmente” i tassi di allattamento in Svezia sono molto alti.

    Chi ha detto che è stata colpa tua, o che ti ha fatto sentire in colpa, è una persona ignorante. Ignorante proprio nel senso che “non sa” come funziona l”allattamento, non sa cosa bisognerebbe fare per risolvere delle complicazioni nell”allattamento. E oltre a non saperlo (può essere, nessuno è tuttologo) non ha nemmeno l”umiltà di riconoscere questa ignoranza, indirizzandoti verso persone più qualificate. Non credo che in ospedale, dopo averti tirato il latte, ti abbiano detto: “Noi non sappiamo cos”altro fare, tenga, questo è il numero di una consulente, la contatti e vedrà che la aiuterà”. Ti avranno detto di dare il latte artificiale, magari consigliandoti pure una marca.

    Hai ragione ad arrabbiarti, ti hanno fregata, non ti hanno aiutata prima, ti hanno fatto credere che fosse colpa tua e non ti hanno aiutata poi.
    E” una soluzione comoda dire “non hai latte, dai il latte artificiale”: grazie e arrivederci, non serve sprecare molto tempo. Invece le madri che non allattano al seno hanno bisogno di un sostegno addirittura superiore alle madri che allattano. A quasi nessuna viene spiegato come preparare correttamente il latte in polvere, pochissime sanno che anche dopo un avvio difficoltoso si può recuperare l”allattamento, anche dopo mesi. E viene spesso fatto scartare subito l”allattamento misto: c”è poco latte, va bene, ma anche quel poco che c”è può essere sfruttato. E anche se proprio non se ne viene fuori e si abbandona del tutto il seno, bisogna sostenere le madri per prendere questa scelta serenamente.
    Hai ragione, tutto questo in giro è raro.

    Penso che proprio chi ha vissuto un”esperienza come la sua dovrebbe far sentire la sua voce, per far capire ad altre mamme che stanno vivendo la stessa situazione che forse le stanno fregando e che in ogni caso, è tutto tranne che colpa loro.

    Scusa per la lunghezza della risposta, alcuni degli argomenti che qui ho toccato saranno oggetto di prossimi articoli se ti può interessare.

    Faccio i migliori auguri a te e alla tua bambina.

    Sara

  • Gaia

    Ciao sono una mamma di un bambino di quasi 4 mesi, e vorrei raccontare la mia storia. Ho partorito ad Agosto un bimbo di 4190g. già a partire dalla 32^ settimana avevo il gocciolamento del colostro, e quindi ero tutta contenta convinta di non avere problemi poi per l’allattamento.
    Nei giorni di degenza il mio piccino si è attaccato a richiesta con una poppata molto vigorosa, faceva un sacco di pipì e anche meconio. Alla dimissione il calo era stato dell’8-9% (ed io tutta contenta), con una leggera sfumatura di ittero. Al controllo dopo 3 giorni non era cresciuto di un grammo. Allora ho continuato con l’allattamento a richiesta, non dava segni di irritabilità, dormiva e sembrava molto tranquillo (delle volte si addormentava al seno), almeno 6/7 pannolini di pipì, ma la cacca dopo 5 giorni e con stimolazione col termometro.
    Lo vedevano un po’ smuntino, ma io imperterrita ho continuato perché non dava segnali di stare male, anche la cacca sebbene ogni 5 giorni era di colore e consistenza non allarmanti. Risultato?! portato al controllo dalla pediatra dopo 16gg dalla nascita, ulteriormente calato rispetto al peso del controllo dopo 3 giorni in ospedale.
    Non credevo di poter avere problemi a riguardo, ma ho provato di tutto, tisane galattofore, tiralatte, e nonostante mi mangiava ogni 2h30’/3h tanto non cresceva….. Iniziata integrazione con LA (con biberon con tettarella con buco piccolo), e tanto anche se lo attaccavo sempre prima il massimo che mi ha preso da entrambe i seni in una poppata è stato 100g, e poi durante la giornata scemava, 80g, 40, 30, 10……. e Poi un seno gonfio, pieno, che buttava, lo attaccavo e quanto prendeva?! 30g…. mah!
    Adesso prendiamo prevalentemente l’artificiale con mia grande amarezza, perché ero veramente motivata nell’allattarlo al seno, tant’è che continuo ad attaccarlo anche adesso! Però adesso cresce e questo è l’importante, io ci ho messo tanto impegno, ma non è andata!!!!!

  • Simona

    Sarebbe interessante che qualcuno sostenesse e aiutasse quelle mamme che sono decise ad allattare ma che si trovano alle prese con un bambino che non dà gli stessi segnali degli altri bambini… perché in qualche modo…”diverso”.
    Lo dico da mamma di una bambina con ritardo psicomotorio,che alla nascita non aveva suzione,che non ha mai pianto per fame….tiralatte ogni tre ore e orari fissi sono stati l’unico mezzo per non perdere il latte e dare alla mia bambina il tempo necessario (ben 8 mesi) per imparare ad attaccarsi.
    È stato difficile,difficilissimo,ma poi l’ho allattata per quasi tre anni. Ma nemmeno le consulenti sono state in grado di aiutarmi, perché tutte le informazioni si riferiscono a bambini sani,e credo che questo non sia accettabile…

  • Simona

    Dimenticavo….i primi giorni di tiralatte estraevo 10 g in 1 ora…nonostante il pochissimo latte ho perseverato fino ad arrivare a più di 1 l in 15 minuti…la tentazione di arrendersi è enorme,ma ho sempre creduto alla frase “tutte le donne hanno latte”,ed ho avuto ragione.

  • Silvia

    Non sono per niente d’accordo e continuerò a dire che non è giusto giudicare una mamma che non ha latte! Ma come si può dire che non è vero che una mamma non ha latte o che non ha fatto abbastanza! Una volta, comunque , tanto tempo fa esistevano le nutrici… E chi aveva poco latte portavi i propri figli da chi era più fortunato! Quindi il problema e’ sempre esistito , la razza umana e’ intelligente e non ci estinguiamo per così poco. Ognuno giudica per la propria esperienza con il proprio bambino , ma tutte abbiamo 1 massimo 2 figli e trovo scorretto fare giudizi . Anzi creata un’ansia a una neo mamma pazzesco… E l’ho provato sulla mia pelle! In un momento così delicato come come il dopo parto certe parole pesano tanto.Sicuramente il latte materno fa bene è più comodo e costa meno, ma se una persona ha altri problemi e’ giusto fare come ci si sente ! Invece una persona che non allatta deve quasi giustificarsi del perché non lo faccia… Mi spiace ma non ci sto !

  • silvia

    Anch’io vorrei raccontare la mia esperienza. Sono mamma di marta da 10 giorni, al parto tutto liscio tranne i due giorni di prodromi che mi hanno spossata, fisicamente e un po’ emotivamente, prima coppia mamma-bambino a fare il pelle a pelle nel punto nascita, bellissimo, marta subito si ciuccia le mani e la attacco. meraviglia pura, convintissima all’allattamento materno esclusivo, l’addetta al nido presente alla nascita carina, esaustiva mi spiega un sacco di cose. poi inizia il caos della degenza, del roming in, reparto strapieno, nessuna mamma che ha la possibilità di riposare, bambini che piangono e quasi nessuno che viene a controllare, tranne un paio di figure angeliche e disponibili il resto mah, mi esprimo poco. Faccio un lavoro sanitario anch’io e capisco quando c’è tanto traffico e poco tempo. Comunque la mia piccola si attacca, il calo fisiologico é normale e la bilirubina, alta in prima giornata scende. In terza giornata dimissione. I primi giorni non mi sembrava vero, allatto a richiesta, fa lunghe poppate e sembra soddisfatta tanto che di notte fa anche quattro ore filate di sonno precedute però da innumerevoli poppate serali. Quattro giorni dopo il controllo peso (-10 grammi) e bilirubina raddoppiata. L’infermiera mi fa il terzo grado e poi mi “cazzia” perché “ma non lo sa mamma che non si lascia un neonato quattro ore senza mangiare?? É ovvio poi che l’ittero non si risolve se il bambino si disidrata” allora un po’ mi altero e prendono il sopravvento ormoni e privazione di sonno e chiedo che si mettano d’accordo sulle informazioni, già scarsissime che danno, io faccio quello che mi dite ma sul concetto di richiesta ci sono un po’ di discrepanze mi pare!! Arriva la pediatra dopo un’oretta, nel frattempo la attacco e l’infermiera mi sta facendo fare la doppia pesata, 30 grammi, poco mi dice. La pediatra mi rincuora mi dice di proseguire. Ma la preoccupazione di assale. Seguono 48 ore nervose, mie e sue, del mio compagno e di tutto il parentado. Capezzoli in fiamme, stralunata, attaccate 24 ore su 24 senza sapere quando staccarla se dorme, tiratine di piedi e solletico, alla mattina del controllo crollo. La vedo più itterica, vuota e poco vitale. Infatti ha perso 50 grammi e la bilirubina é ancora più alta, di poco ma é salita. Mi integrano l’artificiale, la stessa infermiera di due giorni prima fa tutta la premurosa, fanno vari esami alla piccola, stiamo tutto il giorno in reparto. Il giorno dopo con l’integrazione recupera 170 grammi e la bilirubina scende. La attacco lo stesso, non voglio mollare ma anche qui le informazioni sono poche e discordanti: Attaccala dieci minuti per parte ad ogni pasto poi subito biberon, sento il consultorio dove ho fatto il corso preparto trovandomi benissimo e mi si dice attaccala 40 minuti poi biberon. In ospedale dicono 10 non di più e agli orari precisi se no si stanca e non mangia dal biberon. In consultorio 40 se no non stimoli il seno, tiralatte si tiralatte no, ciuccio si se piange tra una poppata e l’altra ciuccio giammai se no non si attacca, fai la doppia pesata no anzi no non farla… Ma possibile???? Tutto ciò con la delusione e l’amarezza di non riuscire a produrre abbastanza latte dopo aver brillantemente risolto ragadi ecc… Assurdo.

    • Sara

      Cara Silvia,
      sono Sara, l’autrice dell’articolo. Mi dispiace per la tua esperienza, è chiaro che le perosone che hai incontrato non sono state in grado aiutarti a dovere… La cosa positiva è che la tua bimba ha 10 giorni, quindi c’è ampio margine di recupero intervenendo rapidamente. Ti consiglio di contattare una consulente professionale in allattamento IBCLC, puoi trovare i riferimenti nel sito http://www.aicpam.org.
      Un abbraccio!