Gran Bretagna: no ai Simpson nel programma scolastico


I genitori degli allievi della comunità scolastica di Kingsmead, in Wiveliscombe, non hanno gradito la scelta di dirigenti e insegnanti che hanno pensato di far studiare i Simpson nell’ambito di un corso sui media.

La scuola ritiene utile inserire la serie cartoon tra le opere che gli alunni dovranno approfondire, ai fini – dicono – della piena comprensione dell’uso del linguaggio da parte media. Mamma e papà non sono convinti.

Joseph Reynolds, postosi a capo della “protesta” dei genitori, ha fatto sapere di non ritenere adatta alla figlia e ai suoi compagni la qualità del materiale didattico. Reynolds ha raccolto le firme per la petizione nella comunità locale, anche se i dirigenti della scuola fin da subito hanno confermato la decisione della scuola di continuare a insegnare il cartone animato: “Ci sono un gran numero di autori da poter studiare – ha denunciato – ma I Simpson non sono mai elencati nel curriculum nazionale“.

Dure le accuse: “La scuola ripiega su un programma più semplice solo perché ai ragazzi piacciono I Simpson. Se si desidera utilizzare i Simpsons una volta ogni tanto, come un uncino per far sì che i ragazzi si interessino ad un Midsummer Night’s Dream o ad alcuni altri contenuti più forti, penso che sia un’ottima idea. Ma nulla di più. C’è una grande differenza tra questo e l’insegnamento dei Simpson per sei settimane: penso che sia una perdita di tempo i bambini“.

Andy Dunnett, insegnante “assistente capo” della scuola, respinge al mittente le dichiarazioni. Evidenzia che il lavoro sul cartone animato avviene nel corso dell’anno numero otto, come parte di un più “ampio, equilibrato e diversificato” programma. Mette in luce i vantaggi: “Gli studenti sono incoraggiati a guardare il testo in modo critico. Inizialmente si tratta di costruire la loro abilità come pensatori critici.

Apprendono nozioni sui aspetti diversi della comunicazione dei media; pubblico, narrazione visiva, la presentazione e gli stereotipi, ed apprendono satira, ironia e parodia. Crediamo di dare agli studenti una parte davvero vitale e importante della loro formazione generale“.

Dunnett sottolinea la necessità di affiancare ai più classici dei contenuti anche nuove forme di comunicazione: “I nostri studenti ottengono una “dieta” che comprende tre commedie di Shakespeare dopo cinque anni al Kingsmead. Faremmo un cattivo servizio ai nostri studenti se non dessimo loro l’opportunità di conoscere i prodotti multimediali come sono fatti e il modo in cui influenzano il mondo che li circonda“.

Fonte: Giornalettismo.it


Potrebbero interessarti anche