Trentatre “culle per la vita” pronte ad accogliere i neonati abbandonati


Si trovano all’ingresso degli istituti religiosi, degli oratori, delle parrocchie, nei centri aiuto alla vita e in alcuni ospedali.

Non lo sa (quasi) nessuno, eppure questa è una notizia che potrebbe salvare molte vite umane. Almeno 300 ogni anno, tante quante sono le piccole vite prese in carico dalle strutture pubbliche ospedaliere dopo i parti anonimi.

Il fenomeno in questione è quello delle “culle per la vita”, cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni. Erano solo 6 nel 2005, oggi sono cinque volte tanto.

Da Casale Monferrato, nell’Alessandrino, primo caso in assoluto a partire nel 1995, a Cremona, l’ultimo spazio inaugurato meno di un mese fa, si sono aperte porte insperate in tutta Italia, da Nord a Sud, da Aosta a Palermo, passando per Brescia, Genova e Ancona, fino a Napoli.

«Una volta c’erano i figli delle ruote, oggi ci sono culle nascoste nelle piazze e nelle vie di paese. L’obiettivo è consentire a chi non vuole tenere un bimbo appena nato di affidarlo, nel completo anonimato, a volontari che se ne prenderanno cura come se fosse loro figlio» spiega Rosa Rao, responsabile del progetto per il Movimento per la vita, vero motore di questa mobilitazione.

La mamma partorisce a casa, da sola, spesso al termine di una gravidanza indesiderata e nascosta. «Riuscire a condurre in porto nove mesi difficili è già un risultato importante» spiega un’operatrice che tutti i giorni risponde all’800813000, il numero verde Sos Vita istituito per ascoltare angosce e dubbi delle mamme in attesa.

L’importante però è saper reggere “dopo”, quando subentra a volte la solitudine e la depressione. Ricordate la stagione infausta dei bimbi lasciati nei cassonetti da donne schiacciate da un peso insostenibile? Ecco, “le culle per la vita” sono una risposta a quell’emergenza. «Sono un segnale che sul territorio c’è qualcuno disposto a farsi carico di una vita appena nata – osserva Rao –. Ora il problema è far conoscere che esiste questa possibilità di accoglienza, soprattutto per chi è in difficoltà».

Anche il Parlamento si è accorto di questo fenomeno, visto che proprio alcuni giorni fa una delegazione del Movimento per la vita ha partecipato a un’audizione in Senato alle Commissioni affari costituzionali e Igiene e Sanità. In discussione c’è il ddl numero 1012, che si propone di estendere in tutta Italia questo modello, completando così gli effetti già previsti dalla legge sul parto anonimo.

Fonte: Avvenire.it


Potrebbero interessarti anche


  • Spazio Neomamma

    Il Centro Aiuto alla vita di Bergamo è una della associazioni che hanno contribuito per realizzare il progetto:
    UNA CULLA PER LA VITA, non abbandonare il tuo bambino, lascialo in mani sicure.
    Ecco in che cosa consiste:
    “C’è la possibilità di lasciare il bambino in una Culla accessibile 24 ore su 24, nel completo anonimato. La trovi a Bergamo in via Locatelli, 61 (Monastero Matris Domini).
    Puoi partorire gratuitamente in Ospedale, in anonimato, senza essere nominata nel certificato di nascita. Nessuno lo saprà. Il bambino, se vorrai, troverà una famiglia.
    Il bambino sarà amorevolmente soccorso ed affidato a mani sicure”.

    Per maggiori info su “Una Culla per la Vita” e le attività del CAV di Bergamo, clicca su: http://spazioneomamma.blogspot.com/2009/12/sostegno-di-mamme-e-bimbi-in-difficolta.html

  • Spazio Neomamma

    Vi segnalo anche questa iniziativa, Fondo Nasko della Regione Lombardia:
    http://spazioneomamma.blogspot.com/2010/07/fondo-nasko-della-regione-lombardia-un.html