Aids: 400mila i bambini contagiati ogni anno


Azzerare il numero di bambini che vengono alla luce già infettati è una delle priorità globali dell’Unicef, ribadite durante la Conferenza mondiale sull’Hiv/Aids che ha riunito a Vienna esperti dell’agenzia provenienti da 35 Stati.

Oltre all’urgenza di aumentare la prevenzione del contagio madre-figlio, l’Unicef sottolinea anche la necessità di eliminare la discriminazione sociale che impedisce a donne e giovani pazienti di accedere ai servizi di cura e prevenzione.

Intervenendo ai lavori, riporta una nota, il direttore dell’Unicef Anthony Lake ha ricordato che la lotta alla trasmissione verticale (mamma-bambino) dell’Hiv/Aids e più in generale all’Aids pediatrico è un obiettivo centrale dell’organizzazione.

“Abbiamo le conoscenze e lo slancio necessari per raggiungere questo obiettivo”, ha confermato Jimmy Kolker, responsabile Unicef per la lotta all’Hiv/Aids. “La prossima fase deve prevedere la copertura più ampia possibile dei farmaci inibitori del contagio, così che gli effetti possano essere universali. La salute di mamme e bambini dipende da questo”, ha aggiunto.

Ma il successo della prevenzione del contagio madre-figlio, osserva l’Unicef, è influenzato anche da altri fattori quali l’uso di droghe durante la gravidanza, soprattutto tra le donne già sieropositive. “Le donne tossicodipendenti sono vittime in ogni parte del mondo di un alto livello di discriminazione sociale, perchè sono sieropositive e perchè fanno uso di droghe”, ha evidenziato Nina Ferencic, consulente dell’Unicef in materia di Hiv/Aids e autrice del rapporto ‘Blame and Banishment’ sull’epidemia di Hiv tra i minori in Europa orientale e Asia centrale.

Secondo la specialista, “l’esclusione sociale può spingere una madre a fare a meno delle misure di prevenzione durante la gravidanza, e cosi la possibilità di prevenire il contagio del virus al neonato si perde per sempre”. Ecco perché “la discriminazione verso le persone sieropositive alimenta la spirale della malattia”.

L’Unicef avverte che “il problema è di dimensioni enormi, e la risposta è ancora inadeguata per portata ed efficienza”.

Alla Conferenza mondiale di Vienna si è discusso anche di come proteggere i bambini malati di Aids, come vincere la sfida della prevenzione fra gli adolescenti e come attivare servizi utili per i giovani sieropositivi.

Fonte: Blitzquotidiano.it


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