Massaggio infantile e svezzamento


Massaggio infantile e svezzamento: strana associazione, penserà qualcuno…

Invece è questa l’occasione per riportare l’attenzione sul famosissimo esperimento condotto da Harry Harlow nel 1958 sulle scimmie Rhesus e da qui far seguire alcune considerazioni.

Harlow era uno psicologo americano che diventò famoso per alcuni esperimenti, condotti peraltro con procedure etiche oggi del tutto discutibili, volti a studiare gli effetti dell’isolamento sociale sulle scimmie.

Il suo più famoso esperimento riguarda la separazione di alcune scimmiette Reshus dalla madre: le scimmiette, chiuse in una gabbia con due sostituti materni, uno di peluche caldo e morbido che però non forniva latte e l’altro freddo e duro, fatto con fil di ferro ma in grado di erogare latte, dimostrarono di preferire il surrogato di madre di peluche quando si sentivano minacciate e avevano bisogno di conforto mentre ricorrevano alla madre di fil di ferro solo per andare a soddisfare i propri bisogni alimentari per poi ritornare subito alla madre morbida.

Venne così dimostrato che la necessità di contatto fisico è un bisogno primario e indipendente da quello relativo al soddisfacimento dei bisogni fisiologici, e che il legame di attaccamento madre-figlio è qualcosa di più che l’esito di un rapporto strumentale finalizzato all’ottenimento di cibo.

Allo stesso modo i neonati degli orfanotrofi si ammalavano e morivano se, pur puliti e nutriti a dovere, venivano lasciati nei loro lettini senza sufficiente contatto e coccole.

In una celebre affermazione Frédrik Leboyer afferma che essere cullati, accarezzati, massaggiati, toccati sono tutti nutrimenti importanti e indispensabili ai bambini come le vitamine, i sali minerali, le proteine,… se non di più.

Sulla base di questi spunti si torna ancora una volta a considerare quanto il gesto dell’offrire cibo e quello dell’offrire protezione, calore e relazione siano intimamente interconnessi e imprescindibili per la crescita del cucciolo d’uomo.

Ogni mamma sa bene che allattare il proprio bambino rappresenta la sintesi sublime di quei gesti di cura e di amore indispensabili alla vita.

E allora vorrei portare la riflessione su un momento critico e importante che caratterizza la relazione madre-figlio nel primo anno di vita: lo svezzamento.

Come noto, si tratta di un passaggio evolutivo di enorme importanza nella crescita del cucciolo che, per quanto condotto in maniera graduale e per alcuni mesi sempre “fiancheggiato” dall’allattamento al seno (nei casi in cui non sia necessario l’ allattamento artificiale che implica considerazioni un po’ diverse), di fatto avvia un primo processo di separazione o meglio, ridefinizione dell’unità simbiotica madre-figlio.

Nella fase dello svezzamento l’attenzione delle mamme moderne tende a polarizzarsi in maniera evidente sull’aspetto funzionale dell’alimentazione: con quali alimenti comincio, cosa posso introdurre, gli piace/non gli piace, quali quantità, quale cucchiaino…Tantissimi quesiti occupano non solo la mente ma anche il tempo delle mamme.

Accade così che se prima il cucciolo riceveva allattamento al seno e massaggio quotidiano, intorno ai 6-7 mesi, spesso proprio a causa di questi cambiamenti di ordine “operativo” nella relazione madre-figlio, la pratica quotidiana del massaggio tende a cadere un po’ in disuso. E invece è proprio in questa fase e soprattutto (ma non solo) con quei piccoli che non manifestano clamorosi entusiasmi di fronte alla prospettiva di sostituire/integrare il seno con il cibo solido, che la pratica quotidiana del massaggio al bambino rappresenta una leva di grandissima efficacia per il sostegno della unità madre-figlio in evoluzione.

Il massaggio infatti, ricreando nello spazio ad esso dedicato quel concentrato di sguardi, contatto, calore, vocalizzi, stimolazione neurosensoriale e soprattutto comunicazione ad altissima intensità, rappresenta una bellissima modalità per modulare i vissuti del bambino e quindi per rilassarlo, contenerlo, rassicurarlo e continuare a nutrirlo sul piano affettivo PROPRIO NEL MOMENTO IN CUI su quello strettamente funzionale della nutrizione fisica si affrontano i necessari cambiamenti evolutivi.

Pertanto quelle mamme che hanno inziato già nei primissimi mesi a massaggiare il piccolo non abbandonino ma intensifichino e/o mantengano viva la pratica nel periodo dello svezzamento e quelle mamme che per tante ragioni non l’hanno fatto prima trovino in questo periodo una motivazione importante per sostenere la crescita.

Daniela Iurilli


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  • andrea di chiara

    per chi vuole approfondire seriamente l”argomento, soprattutto capire più in profondità perchè i bambini si ammalano più frequentemente DOPO lo svezzamento e SEMPRE dopo essere stati introdotti al NIDO, consiglio la lettura della sezione “Il contatto epidermico tra la mamma e il neonato” nel contenitore Approfondimenti del sito http://www.aipro.info