Parto in casa: proposta di legge dell’Idv in Umbria


“Non istituisce in Umbria – dicono i proponenti – il parto a domicilio, che già prevedono le leggi nazionali, obbligando le partorienti a pagarselo per intero, ma vuole solo consentire alle donne ed alle coppie, come raccomanda l’Organizzazione mondiale della sanità, di potersi avvalere di questa libera scelta”.

Presupposti della proposta di legge sono la sicurezza della partoriente che presuppone l’esclusione in partenza dei casi difficili che possano comportare complicazioni e come tali da indirizzare all’ospedale fin dall’inizio, la sostenibilità economica della scelta, da garantire con il diritto della partoriente a vedersi rimborsare i costi di assistenza sostenuti (ma solo nella misura dell’80 per cento della tariffa regionale, proprio per dimostrare che il parto a domicilio farebbe risparmiare la struttura pubblica).

Fonte: Blitzquotidiano.it


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  • pilar

    speriamo passi!