Biberon al bisfenolo: ancora molta strada da fare

Ricordiamo che il BpA e’ il maggiore componente delle plastiche di policarbonato usate nei biberon ma anche in altri contenitori per alimenti (bottiglie per bibite con il sistema del vuoto a rendere, piatti e tazze, pellicole e rivestimenti protettivi per lattine e tini, ecc.).

Il BpA puo’ migrare nei cibi e nelle bevande conservati in materiali che lo contengono; inoltre puo’ causare l’endometriosi nelle donne, con effetti sulla capacita’ riproduttiva, una modificazione dello sviluppo fetale e danni ai neonati perche’ altera l’attivita’ del sistema endocrino.

Gli esperti dell’Efsa, dopo ‘una dettagliata ed esaustiva’ disamina delle recenti pubblicazioni scientifiche e degli studi sulla tossicità del BpA a basse dosi, concludono di ‘non essere riusciti a individuare alcuna nuova prova che li induca a rivedere l’attuale dose giornaliera tollerabile (Tdi) e “perchè i dati non sono ancora sufficienti per stabilire una corretta valutazione del rischio”.

La dose e’ fissata in 0,05 milligrammi per kilogrammo di peso corporeo. I biberon al BpA non si usano negli Stati Uniti dove la FdA ne ha elencato i rischi di assunzione chiedendone una diminuzione dell’esposizione, tesi confermata da uno studio dell’Universita’ del Missouri (Usa) che ritiene eccessiva l’assunzione di BpA e sono proibiti in Canada, Danimarca e Francia.

In Italia si vendono biberon senza BpA e cio’ e’ ben evidenziato nelle confezioni. Dunque perche’ rischiare quando si puo’ fare a meno del Bpa nei biberon?

Fonte: Info@Consumatori


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