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Pannolini gratis alle famiglie del Piemonte: quando economia non è sinonimo di ecologia


E ha aggiunto: “Voglio fare una politica che tenga conto davvero del ruolo della famiglia, introducendo subito misure concrete. Qualcuno potrà considerarla una piccola cosa, ma credo che i piemontesi apprezzeranno appieno questa iniziativa. Per noi la famiglia è una priorità”.

Cota, che utilizzerà il Servizio sanitario regionale per sostenere le famiglie piemontesi con nuovi figli attraverso il pagamento dei pannolini, ha spiegato che l’idea nasce anche dalla sua esperienza personale come padre di una bambina piccola.

“Dai primi conti fatti dalla Regione, si stima un impegno che va dai 10 ai 15 milioni di euro l’anno a fronte di circa 35.000 nuovi nati. Anche se noi speriamo che con questa misura ne nasceranno di più”.

L’annuncio del presidente della Regione Piemonte lascia un po’ perplessi: a Cota nessuno ha spiegato che esistono anche i pannolini lavabili? E che questi sono un’alternativa ecologica, economica, moderna e possibile ai costosi ed inquinanti pannolini usa e getta?

Fonte: Carobebè.it

Per difendersi dal caro bebè consigliamo a tutti di leggere l’utilissimo libro di Giorgia Cozza Bebè a costo zero.


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  • Elena

    il 16 settembre scorso, sentendo questa notizia ho subito scritto alla rubrica Specchio dei Tempi de La Stampa: non mi hanno pubblicata…
    La cosa più grave è che la Provincia di Torino, invece, passa dei buoni sconto per i lavabili!

  • Elena

    Ecco la mia lettera a La Stampa:
    Mi sono innanzitutto chiesta cosa c”entri con la sanità e poi, avendo due bimbe, di due anni una e cinque mesi l”altra, mi sono fatta due rapidi conti. Ipotizzando mediamente 5 cambi al giorno e moltiplicandoli per il costo medio di un pann…olino usa e getta, viene fuori una cifra di circa 200€. Con tale somma si possono comprare, ad esempio, guardando tra i prodotti che fanno parte dell”offerta promozionale della Provincia di Torino, quasi due kit di pannolini lavabili, di una delle marche più conosciute, per un totale di 20 pannolini taglia unica (cioè regolabili in modo da vestire il bimbo dalla nascita al vasino) con 4 mutandine impermeabili, 20 inserti per aumentarne l”assorbenza e 200 fogli di carta raccogli pupù. Quindi l”offerta di Cota, oltre a non andare d”accordo con le politiche ecologiche della Provincia, risulta essere un populista spreco di denaro per numerose ragioni: con la stessa cifra si coprirebbe il fabbisogno di pannolini dello stesso bambino non solo per sei mesi, ma fino all”uso del vasino (mentre con gli usa e getta occorerebbe comprare ancora quasi 3000 pannolini); non si produrrebbero rifiuti non degradabili, che vanno a far crescere la montagna della discarica e i costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti; si educherebbero le famiglie a consumi più consapevoli; ed, infine, nel caso di una seconda nascita, i costi sarebbero pari a zero, inquanto il nuovo nato utilizzerebbe i pannolini del fratello (come stanno facendo le miei figlie), diventando un bebè a costo zero e a impatto ambietale quasi zero (escludendo i lavaggi in lavatrice).
    Essendo un”eco mamma che da due anni e mezzo si impegna a non riempire il mondo con la cacca delle sue figlie e pagando io un sacco di tasse, non sono molto contenta di questa iniziativa e mi chiedo quali interessi ci siano sotto.

  • Barbara

    C”e” un bellissimo editoriale su questa assurda proposta sul periodico Un Pediatra Per Amico di questo mese.

    Che follia!