I supporti per portare: la fascia

Piccola premessa

Premetto che mi tengo aggiornata continuamente, testando* spesso nuovi prodotti sul mercato e ho tutt’ora una buona conoscenza del mercato italiano e internazionale dei supporti disponibili.

Inoltre, per essere indipendente e privo di conflitto di interessi, nella primavera del 2005 ho fatto la scelta di non vendere né fasce né altri supporti, né di ricevere provvigioni o introiti pubblicitari da parte di aziende produttrici e commerciali.

Pertanto mi sento in diritto di esprimermi liberamente, sulla base delle mie conoscenze e della mia esperienza acquisita dal 2001 nell’accompagnare moltissimi (più di 1200) genitori a portare i loro bambini.

Per cominciare confrontiamo due supporti con cui spesso si fa confusione:

la fascia lunga e la fascia elastica

Di cosa parliamo…

Definizione della fascia lunga

Se “Tragetuch” in tedesco ormai è un termine acquisito culturalmente in ambiente nordeuropeo, “fascia lunga” invece è la traduzione non letterale in italiano che ho utilizzato per la prima volta all’apertura del sito portareipiccoli.it nel 2002.

Ho riflettuto molto prima di definire questo termine – sono passata da telo portabebè (troppo materiale), a fascia portabebè (troppo generica), fascia (ancora più generica)…infine a “fascia lunga” perché rimane facilmente nella memoria, richiama la lunghezza del tessuto (da 4 a 5 metri) e il termine “fasciare”, quindi avvolgere, contenere.

Oggi, la “fascia lunga” dovrebbe contraddistinguersi per definizione da altre tipologie di supporti per portare.

Che cos’è

supporto per portare in tessuto (prodotto con telaio!)

La caratteristica più importante è il tessuto, fatto con un telaio e una trama particolare che conferisce al tessuto un’ottima stabilità in tutte le direzioni ma una certa elasticità in diagonale.

Questa tessitura, a differenza per esempio di un tessuto “normale” tipo tovaglia, fa sì che il tessuto tenga,contenga ma non stringa o tagli.

Questo tessuto NON si trova nei negozi di tessuti e scampoli perché viene tessuto solo appositamente e in piccole quantità.

lunghezza da 4 a 5 m ca., larghezza ca. 70cm

per permettere di utilizzare delle tecniche razionalmente sicure, doppi e tripli giri di tessuto sul bambino, la fascia è lunga almeno 4 m. Poi dipende dalla “stazza” di chi porta.

non strutturato

né bottoni, né nodi né cuciture preconfezionati, ma solo un orlo doppio cucito attorno al telo.

pioniera occidentale della fascia lunga è Erika Hoffmann, che 38 anni fa cominciò a portare le sue figlie e fondò la prima azienda produttrice di fasce per portare.

Tecniche

ca. una ventina tra davanti fianco e schiena.

Unico! supporto occidentale con cui portare un bambino in piena sicurezza e fisiologia dal primo giorno di vita a 3 anni ca., davanti, sul fianco e sulla schiena, con uno, due o tre strati di tessuto sul bambino a secondo della situazione e tecnica preferita.

Limiti

Non ci sono limiti oggettivi della fascia lunga (supportano in laboratorio un peso fino a 700kg senza rompersi !), ma ci sono i limiti soggettivi, imposti dal bambino e da chi porta.

Infatti, ogni bambino “sa” quanto e per quanto tempo vuole essere portato e chi porta impara a conoscere il proprio limite “di portata”.

Inoltre si parte molto meglio con la fascia lunga se si ha la possibilità di imparare a fianco di una persona esperta e formata specificamente. Senza questa possibilità può essere consigliabile utilizzare altri supporti.

Definizione di fascia elastica

“La fascia elastica”, termine ideato sempre da me per distinguerla dalla fascia lunga e introdotto nel 2003, è sempre una fascia di lunghezza di ca 5 m (e qui nasce l’equivoco con la fascia lunga!), ma non è di tessuto ma di maglina di cotone, cioè jersey, o tricot.

Fascia di nuova generazione, proveniente dagli USA, da ca. 10 anni è la risposta alle difficoltà che si possono incontrare con la fascia lunga e che dovrebbe semplificare il portare con un supporto non strutturato.

Che cos’è

Caratteristica saliente: estremamente elastica e morbida

Fatta di maglia (unico filo che viene intrecciato appunto a maglia), è estremamente morbida, aderente, piacevole al tatto (come indossare una t-shirt!) ma anche estremamente elastica. Il neonato viene sostenuto a sufficienza, mentre “sotto” un bambino di alcuni mesi e che pesa piu’ di 7 kg cede troppo.

Qualità della maglia

Ci sono fasce elastiche in diverse qualità di maglina; in tessuto singolo (single jersey) dove si vede il dritto e il rovescio della maglia, in tessuto doppio (double jersey) (dove entrambi i lati sono dritti).

Purtroppo al momento devo notare una crescente presenza di fasce a maglia singola sul mercato italiano, che però ritengo siano di qualità insufficiente per portare bene un bambino in quanto la maglia si usura molto facilmente, cede molto e i bordi si arrotolano e quindi restringono la larghezza effettiva della fascia.

Normalmente sono di 100% cotone, ma c’è chi utilizza una percentuale di elasticizzato; componente sconsigliata perché oltre ad aumentare l’elasticità della maglia ad un certo punto il tessuto si indurisce molto e rischia di diventare scomodo per bambino e chi porta.

Lunghezza ca. 5 m , larghezza ca. 50-70cm

Supporto non strutturato

la maglia viene tagliata e cucita con interlock semplice o doppio.

Attenzione sia agli esemplari con gli orli duri (cordicelle), che possono risultare scomodi e sia a quelli con gli orli lenti (interlock semplice) che si disfano presto.

Tecniche

La fascia elastica, per sostenere adeguatamente anche un bambino neonato deve SEMPRE essere legata in 3 strati sopra il bambino. Non sono sufficienti tecniche di 1 o 2 strati soltanto.

Quindi bisogna utilizzare la tecnica preannodata del triplo sostegno davanti.

Limiti

ca 7 kg. Solo posizione davanti.

FASCE “ITALIANE” ?

Anche se c’è molta confusione e le aziende non sono chiare nella loro comunicazione di prodotto, posso affermare che attualmente tutte le fasce dichiaratamente prodotte e confezionate in Italia sono fasce elastiche di maggiore o minore qualità. A queste si aggiungono le fasce elastiche che vengono cucite e confezionate in Italia da parte di piccole realtà imprenditoriali con una maglina “made in China” (anche se non viene dichiarato da nessuna parte).

Attualmente non c’è alcun produttore italiano di tessuto per fascia lunga.

Cotone convenzionale o cotone organico?

Ogni azienda produttrice fa la propria scelta della materia prima (cotone, lino, seta, etc.) per la produzione del tessuto fascia lunga o della maglia. Al 95 % comunque viene utilizzato il cotone; se il cotone è organico si possono chiedere le certificazioni del cotone e della sua lavorazione oltre a test di laboratori indipendenti.

FASCIA LUNGA O FASCIA ELASTICA?

Basandomi sull’osservazione dell’offerta di nuovi supporti per portare sul mercato occidentale, sembra che “il supporto del presente” sia la fascia elastica. La sua presenza sul mercato è in aumento esponenziale e si possono ormai acquistare anche nei negozi dell’infanzia convenzionali.

Anche aziende storiche che producono la fascia lunga da molto tempo si stanno adeguando a questo “trend” e sembra che l’investimento sulla fascia lunga – nuove collezioni per esempio – stia cedendo il passo allo sviluppo di fasce elastiche; che sicuramente risultano più commerciali e facilmente vendibili, meno impegnative per i costi di produzione e maggiori profitti connessi.

Ma a parte queste considerazioni commerciali, credo che il trend verso la fascia elastica sia fisiologico e positivo perché la fascia elastica è una validissima alternativa al marsupio classico, che invece presenta molte carenze e limitazioni essendo un supporto strutturato e spesso concepito male.

Inoltre la fascia elastica è di approccio apparentemente più semplice della fascia lunga, di (quasi) facile utilizzo perché si impegna una tecnica sola e la sensazione che si riceve in cambio è di indossare il neonato e non di averlo appeso al proprio corpo come succede con il marsupio tradizionale.

Sono convinta che per portare il bambino i primi mesi come “una pancia esterna” e quindi per facilitare al proprio bambino dopo la nascita l’arrivo graduale in questo mondo, il morbido involucro della fascia elastica, che non stringe e non dà sensazioni di “stretto” ma cede piacevolmente, faciliti molto i neogenitori.

Senza dubbio la fascia elastica è meno impegnativa della fascia lunga, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche sensoriale (non dà la sensazione di strettezza a chi porta!) e quindi di accesso semplificato per chi si avvicina al tema del portare per la prima volta.

Tuttavia va detto che non bisogna sottovalutare la tecnica da imparare e sarebbe sempre opportuno confrontarsi con qualcuno di esperto con cui poter affrontare e risolvere eventuali dubbi.

Facilmente succede, senza un aiuto esterno, che la fascia elastica venga indossata e tenuta troppo larga e che quindi venga meno il sostegno, già morbido, del bambino che così non si sente sicuro e dà segni di non volerci stare.

Purtroppo spesso anche le istruzioni allegate sono carenti nelle immagini e nelle descrizioni su come legare la fascia elastica prima di inserire il bambino!

Personalmente credo che la fascia elastica possa essere un inizio, ma è solo una piccolissima fetta dell’esperienza portata. Il rischio connesso è che la fisiologia del portare venga relegata ai primissimi mesi di vita e che non trovi uno sviluppo delle posizioni sul fianco e dietro nel rispetto dell’età evolutiva del bambino.

Siamo all’inizio dell’era portata in Occidente e staremo a vedere se si svilupperà una vera cultura e se, gradualmente, si arriverà ad apprezzare la sostanza più ampia della fisiologia del portare, con i suoi stati evolutivi rispetto ai primi anni di vita, come ho cercato di delineare nel mio libro; oppure se rimarrà un movimento, che rischia di arenarsi una volta saturato il mercato, riducendosi ad un approccio semplicistico e di massa (moda) e limitando il portare ai primissimi mesi soltanto.

Da parte mia spero che questo movimento “elastico” possa comunque spalancare le porte ad una cultura del portare come modalità di cura adatta ai bambini nei primi anni di vita e che poi i genitori continuino a portare in un modo o nell’altro e continuino a sostenere i loro bambini finché ne avranno bisogno.

RIASSUNTO PRATICO:

La FASCIA ELASTICA è per i primissimi mesi. Se il percorso procede dopo i 6 mesi è indispensabile passare ad un altro supporto: fascia lunga o mei tai o/e amaca.

Qualità: consigliabile maglia doppia -double jersey (entrambi i lati a maglia dritta), bordi interlocked, meglio se di cotone organico o almeno certificato Oeko Tex Standard – fiducia nel tessile.

Reperibilità: su Internet, nei negozi di prima infanzia.

Occhio al prezzo! Una fascia elastica in single jersey non dovrebbe MAI costare più di 50.- EUR, mentre una in double jersey può costare fino a 70.- EUR; la maglia comunque ha un costo di produzione molto molto più basso di un tessuto !

La FASCIA LUNGA è per l’intero periodo, davanti, sul fianco e dietro ma non va sottovalutato il tempo di apprendimento, consigliato a fianco di una persona esperta.

Qualità: Tessuto particolarmente resistente ma diagonalmente cedevole. Orli doppi cuciti, meglio se di cotone organico o almeno certificato Oeko Tex Standard -fiducia nel tessile.

Reperibilità: su Internet, in alcuni negozi del biologico.

Occhio al prezzo! Una fascia lunga costa da EUR 60.- a 120.-; normalmente la stessa azienda produce fasce di prezzi diversi. Importante sapere che la differenza del prezzo viene dettato da scelte più commerciali e non cambia, a tutti gli effetti, la qualità del tessuto stesso.

Per conoscere dei marchi validi: www.portareipiccoli.org

Esther Weber

autrice d i Portare i piccoli

Segue articolo su supporto MEI TAI e AMACA

* Per le aziende che vogliono testare il proprio supporto secondo i

criteri di qualità portare i piccoli:

Sono invitati ad inviare il supporto all’associazione portare i piccoli

dove saranno valutati in dettaglio diversi aspetti tra cui:

le caratteristiche del prodotto, tessuto, luogo di produzione, presenza

di test indipendenti di laboratorio, evtl. marchi di garanzia;

utilizzo del supporto, limitazione nell’uso, qualità della

documentazione allegata.

Si riceve la valutazione scritta via mail, mentre il supporto sarà

restituito dopo ca. 1 mese al mittente.

Il voto finale ottimale prevede il timbro “*approvato portare i

piccoli*” e l’inserimento del supporto/marchio/link nella lista dei link

indipendenti di portareipiccoli.it e portareipiccoli.org.

In ogni caso la valutazione rimane confidenziale e non viene pubblicato

sul sito portareipiccoli.it o portareipiccoli.org senza l’esplicito

consenso da parte del produttore del supporto valutato.

Per aderire all’iniziativa mandare un email a

feedback@portareipiccoli.it

e saranno trasmessi l’indirizzo postale e le modalità di spedizione.


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  • Annalisa

    Grazie, Esther 🙂
    Molte cose ora mi sono più chiare!
    Annalisa

  • Annalisa

    Grazie, Esther 🙂
    Molte cose ora mi sono più chiare!
    Annalisa

  • Martina

    Complimenti e grazie per le preziose informazioni.

  • Alessandra

    Ringrazio l”autrice per avermi fatto chiarezza in un momento in cui stavo per abbandonare questo supporto…
    Infatti con soddisfazione e comodità ho portato la mia bambina da piccolissima, poi…crescendo eravamo tutte e due scomode e stavo per abbandonare!
    Fortunatamente da poco ho avuto la possibilità di incontrare un”istruttrice PIP, che mi ha subito detto che la mia è una fascia elastica (cosa che non era messa in evidenza dai produttori, italiani, che anzi la dichiarano valida per tutte le posizioni e fino ai 3 anni del bambino) e mi ha consigliato la fascia lunga per riprendere e proseguire questa bella esperienza.

  • Alessandra

    Trovo che questo articolo sia molto ben fatto e puntuale su molti aspetti che faccia chiarezza sui vari supporti esistenti, non condivido però il punto di vista sulle fasce italiane. ho portato il mio secondo bambino fino a tre anni, sulla schiena, con una fascia prodotta in Italia (per la precisione Mammarsupio) e non ho avuto problemi di sorta. oltretutto io credo molto nella filiera corta e nella filiera etica e per me sono di fondamentale importanza. oltretutto rispetto ad altre fasce che vedo utilizzare da amiche trovo che in estate sia molto meglio perché è molto leggera e dà meno la sensazione di calore opprimente.
    Anche il fatto che ci voglia per forza un esperto per portare il proprio figlio mi lascia perplessa, io non conoscevo nessuno che mi potesse insegnare e ho imparato guardando su youtube e mettendomi allo specchio… con un po” di pazienza e dopo qualche tentativo è venuto tutto molto naturale.

  • Federica

    Personalmente credo che un buon consulente del portare non dovrebbe avere preferenze sui tipi di supporto e sui luoghi di produzione, perchè sappiamo che per ogni coppia mamma-bambino può essere opportuna una soluzione diversa. Facendo un nome in particolare (Erika Hoffmann), il richiamo al marchio associato suona un po” come un consiglio per gli acquisti! Come pedagogista condivido la riflessione sulla fascia elastica: sta avvicinando al portare tantissime famiglie, sta entrando nei consultori, nei centri per le famiglie, sta convincendo i neonatologi sull”importanza della terapia del contatto per i prematuri… quindi viva la fascia elastica! Se poi una mamma, come è successo a me, si appassionerà al portare, il passaggio alla fascia lunga o al mei tai (anche italiani, perchè no?) verrà naturale. Altrimenti, la fascia elastica avrà garantito comunque qualche mese di preziosa vicinanza tra un genitore e il suo bambino.

  • Michela

    Sono una “mamma canguro”, o meglio lo sono diventata, con tanta pazienza e tanto ascolto, grazie ai miei due piccoli, che sono cresciuti anche grazie alla fascia e nella fascia.
    Quattro anni fa cercando una fascia per portare la mia piccola ho incontrato solo le fasce prodotte nel nord Europa, in Italia era difficile trovare altri prodotti. Ne abbiamo comprata una (Didymos) e l’abbiamo usata da subito con la nostra piccola: ce la siamo cavata bene anche da soli, con le istruzioni, i cd e navigando in internet. Il portare è davvero un’esperienza naturale e fisiologica sia per i piccoli, sia per i grandi.
    Nel tempo con piacere abbiamo assistito al diffondersi di questa pratica tra diversi genitori e abbiamo incontrato e potuto sperimentare di persona i supporti italiani Mammarsupio. Inoltre, come pedagogista impegnata nel sostegno della genitorialità ho avuto la fortuna di sperimentare diversi supporti e di studiarci un po’ su. Certo, forse alcuni supporti italiani non sono di ottima qualità, forse altri sono perfettibili, ma mi piace l’idea che delle realtà serie provino a proporre una cultura anche italiana del portare, iniziando a produrre in proprio anche i supporti.
    Trovo che in particolare il Mammarsupio in lino sia una buona alternativa alle tradizionali fasce lunghe: è più leggero, ma non meno resistente, supportando bene il peso anche dei più grandicelli. E’ meno ingombrante anche se meno colorato (magari nel tempo …). Davvero funziona dalla nascita a i tre anni di vita, in tutte le posizioni. Poi mi piace l’idea che la fascia, che è un oggetto di cura per i nostri piccoli, possa essere un oggetto che esprime una cura più ampia, quella garantita dalla filiera etica, dal Km 0, dall’attenzione al modo in cui è prodotta.

  • eweber

    Care tutte !
    Sono molto felice quante reazioni abbia suscitato il mio articolo “pratico”.
    Personalmente credo, e l”ho scritto io per prima già molti anni fa e poi pubblicato anche chiarissimamente nel mio libro, che il portare sia un percorso personale e individuale e ognuno deve trovare la sua modalità, i suoi tempi e i suoi supporti. Non c”è il migliore supporto, ma solo quello migliore per una coppia genitore-bambino.
    Quindi, appunto in qualità di consulente e non di mamma appassionata alla fascia lunga, rispetto tutte le scelte e le ho sempre sostenute appieno.
    Non avendo poi alcun interesse a guadagnare con la vendita delle fasce ne a ricevere sponsorizzazioni etc. da parte delle aziende mi sento davvero libera a dire la mia. Conosco tutte le marche storiche- e Erika Hoffmann deve essere citata perchè è lei che ha fatto nascere la fascia occidentale,che vi piaccia o meno, e quindi è un”annotazione storica e non commerciale, e conosco tutte le marche italiane che sono sul mercato da più di 2 anni, mammarsupio incluso.
    Non so quindi perchè mi viene rimproverata di essere di parte e la venditrice del “mmarchiotalitali” invece è oggettiva ??
    Ho voluto fare chiarezza e dare delle informazioni precise a chi le cerca e di modo che possa fare una vera scelta libera e non condizionata da interessi commerciali! in un momento in cui c”è molta confusione attorno alle fasce e si vede un po” di tutto in giro.
    Buon percorso a tutte!

  • valeria

    cara esther, davvero prezioso il tuo commento sulle fasce che presuppone uno studio accurato dell”argomento e una passione grande…Ho quattro figli , tutti portati alla grande da me mamma e da papà, provando diversi supporti nel tempo….cambiati sia per miglior comodità, sia per maggior conoscenza…Davvero l”esperienza del portare si modifica e si affina sia tra madri diverse ma anche tra la stessa madre e figli diversi…Ora porto ancora matilde, 26 mesi nella fascia lunga, il mammarsupio, di origine e produzione italiana, a filiera etica….davvero prezioso per noi…..per stare insieme in un certo modo…lo condiviamo!
    Ogni mamma sceglie per sè e il suo bambino…possono esserci suggerimenti esterni, ma una mamma sà il bene per sè e il suo bambino anche in termini di fasce….dunque fidiamoci di noi e portia sempre di più…….

  • daniela

    Ciao Esther….sn una mamma-canguro fai da te di un bimbo di 7 mesi…volevo saper cosa ne pensi del MEi-Tai e volevo chiederti s epossibile una cosa.Ultimamente il mio piccolo non vuole stare più pancia pancia…è irrequieto e vuole girarsi…forse devo cambiare posizione??Nella mia città (Siracusa) non organizzano mai niente…mi piacerebbe partecipare ad un corso sul portare.Grazie in anticipo,Daniela