Prepararsi alla gravidanza con un occhio di riguardo alla salute.


Ogni donna, ogni uomo, è pronto ad avere un figlio da quando, nel corso della sua adolescenza, è divenuto capace di generare, non solo con il suo apparato riproduttivo ma anche con i suoi pensieri, i suoi progetti, i suoi desideri, i suoi sogni.

Non a caso si parla, a proposito della gravidanza, non solo di corpo-contenitore ma anche di grembo psichico, senza il quale essere genitori diventa quanto meno difficile.

Da dove sono venuto? Dove mi hai preso?

Domandò il bambino alla mamma.

Mezzo piangendo, mezzo ridendo,

rispose stringendosi il bambino al seno:

“Tu eri nascosto nel mio cuore

come un desiderio, amore mio.

Tu eri nelle bambole dei miei giochi infantili

e quando io, tutte le mattine,

facevo con l’argilla l’immagine del mio dio,

plasmavo e riplasmavo anche la tua.

………………………………..

In tutte le mie speranze,

in tutto il mio amore,

nella mia vita ed in quella di mia madre

eri tu che vivevi.

R. Tagore

La gravidanza dunque è preceduta da un lungo lavoro di preparazione che si svolge nel corpo, nella mente e nello spirito.

Ma le donne – e gli uomini – ne sono consapevoli? E qual è l’atteggiamento giusto quando si pensa con determinazione ad un figlio? Abbandonarsi completamente all’opera della natura o documentarsi, informarsi, fare accertamenti sulla salute individuale e di coppia?

Sarà scontato, o forse no, ma anche in questa, come nelle altre cose della vita, la soluzione sta nell’equilibrio. Siamo figli della natura ma anche del nostro tempo. Certo, spesso proprio i figli del nostro tempo vivono la maternità e la paternità in condizioni difficili e soprattutto le donne si trovano sole di fronte ad un evento tanto grande. Di questa solitudine, che troppe volte porta persino alla rinuncia alla maternità, siamo tutti in qualche misura responsabili.

Prepararsi ad una gravidanza vuol dire anche sapere che attorno alla nuova famiglia c’è una rete di sostegno le cui maglie sono costituite sì dall’affetto e dalla condivisione di chi sta intorno e da iniziative private ma anche da provvedimenti sociali e politici.

Il figlio di una coppia è anche il figlio di tutti noi e come tale dovrebbe essere trattato.

La genitorialità nasce nel privato ma ha inevitabilmente una risonanza sociale ed una ricaduta nella sanità pubblica.

Evitare l’eccessiva medicalizzazione non significa non tener conto delle conoscenze che gli studi corretti, documentati, accreditati sull’argomento ci portano.

Mi sovvengono esempi estremi. Il primo è quello di una madre che mi consultò all’inizio della seconda maternità perché voleva evitare che si ripetesse la richiesta incessante e spropositata di esami clinici a cui lei ed il marito erano stati sottoposti durante la prima gravidanza, fino a spendere in una sola volta 470 euro di ticket!

Il secondo riguarda invece madri che arrivano all’inizio della gravidanza con scarsa attenzione alle propria salute.

Il Sistema Sanitario Nazionale garantisce l’assistenza preconcezionale e prenatale gratuita secondo linee guida redatte da esperti sulla base di evidenze scientifiche; pertanto sarebbe consigliabile che ogni coppia che desidera un figlio consultasse una figura sanitaria di riferimento, Medico di famiglia, Ostetrica o Ginecologo, non solo per la prescrizione di accertamenti clinici ma anche per un esame generale della salute.

La salute, infatti, deriva oltre che da un buon funzionamento biologico, dai valori della persona che determinano i comportamenti e le scelte, dal ruolo sociale, dalle condizioni di vita e di lavoro. Tutti questi elementi devono essere valutati e quando necessario corretti, per quanto non sempre risulti facile.

Allora, come si è fatto spazio per il figlio nella mente e nella domanda di senso così è doveroso fargli spazio in un corpo il più possibile sano. In che modo?

Esaminando il proprio stile di vita e rivedendo le abitudini rispetto al fumo, all’alimentazione, all’attività fisica, al peso corporeo, all’assunzione di farmaci, all’esposizione a sostanze dannose.

Un’anamnesi accurata, cioè una valutazione dettagliata e approfondita delle condizioni di salute personale e familiare, da parte del medico o dell’Ostetrica, può aiutare ad individuare preventivamente fattori di rischio.

Vi sono esami ematologici che possono fornire informazioni utili riguardo all’immunità o recettività verso alcune infezioni.

La letteratura, infine, è concorde nel riferire una riduzione di malformazioni soprattutto a carico del sistema nervoso centrale, come la spina bifida, l’anencefalia e l’encefalocele, se si attua una supplementazione di acido folico almeno un mese prima del concepimento.

Di ognuno di questi aspetti parleremo più ampiamente nelle prossime settimane.

Nel frattempo chi si trova come Chiara di Novara a pensare un figlio non butti dalla finestra tutte le ricette, ma solo quelle inutili! Proprio perché la gravidanza non è una malattia…

Dott.ssa Mariangela Porta


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  • Silvia

    Segnalo cosa mi e” successo quando nel 2008 abbiamo deciso di avere un figlio e abbiamo tentato di sapere come “prepararsi” dal punto di vista della salute: innanzitutto pensavamo di fare degli approfondimenti per conoscere il rischio di trasmettere malattie ereditarie, e poi volevamo sapere in genere come prepararsi, soprattutto per me. Non sapevamo nemmeno noi esattamente cosa chiedere al medico, ci siamo rivolti a lui apposta per questo, per sapere che indagini fanno di solito i futuri genitori.
    Ne ho ottenuto, dall”allora medico del Consultorio di Monselice (Padova), una predica sul fatto che la gente adesso “pianifica” i figli, e i figli non si pianificano e comunque se non avevamo casi di malattie ereditarie note in famiglia non c”era assolutamente nessuna indagine preconcezionale da fare, mi ha solo prescritto un esame del sangue di cui non ricordo il nome ma era per verificare la mia possibilita” di concepimento, se tutto andava bene ma dopo un po” di tentativi non riuscivamo a concepire allora anche mio marito avrebbe dovuto fare un esame. Ma a noi non interessava indagare la sterilita”, non avevamo mai provato ad avere figli!
    Ovviamente sull”acido folico neanche una parola. La dottoressa che poi mi ha seguito in gravidanza (sono passata al Consultorio di Este) mi ha detto che era troppo tardi per prenderlo ma comunque me l”ha prescritto ed era pure un po” stupita che non ne sapessi nulla.
    Durante la gravidanza ho fatto degli esami di approfondimento sull”anemia mediterranea perche” i miei valori erano borderline, non sarebbe stata questa una cosa che si poteva verificare prima del concepimento?
    Inoltre, ho avuto una forma sempre border line di diabete gravidico, cosa costava al medico di Monselice, visto che gli ho fatto presente del diabete di mia nonna paterna e della glicemia alta di mio padre, parlarmi del diabete gravidico e magari darmi consigli alimentari e spiegarmi come funziona il controllo del diabete in gravidanza, nonche” magari farmi controllare i valori PRIMA della gravidanza?
    Grazie invece alla dottoressa di Este, ho iniziato la gravidanza a 79 kg (la mia media negli ultimi anni era 75 ma evidentemente avevo preso peso nel periodo precedente il concepimento) e pochi giorni dopo il parto pesavo 73 kg, senza aver fatto diete inopportune per una donna in gravidanza e senza restrizioni, solo mangiando sano e facendo sport spesso ma in modo morbido (nuoto, danza del ventre, camminate).
    Potevo iniziare questo percorso verso un migliore stile di vita prima del concepimento, ma chi mi seguiva era piu” interessato a polemizzare contro la pianificazione della famiglia.
    E” vero, e” colpa nostra (mia sicuramente) che aspettiamo il consiglio del medico anche per mangiare meglio e fare un po” di sport, cosa a cui si arriverebbe col buon senso, ma viviamo immersi nella disinformazione e nel disinteresse (SAPPIAMO che bisogna bere tanta acqua ma beviamo succhi e bevande zuccherate, SAPPIAMO che non e” bene abbondare con gli zuccheri ma ne assumiamo lo stesso in gran quantita”, ecc.). Un figlio e” la molla con cui rivedere tante brutte abitudini ma sono appunto abitudini e senza supporto e informazione qualificata spesso non si riesce a fare cambiamenti.
    Sappiamo genericamente che fumo e alcol fanno male al feto ma se approfondissimo un po” imparando QUANTO male e quanto irreversibile prenderemmo decisioni migliori.
    Allora, se i nostri appoggi professionali in questo precorso non sono interessati a questo, ci resta informarci da soli e autoresponsabilizzarci.
    Internet per esempio e” un”arma a doppio taglio ma per me e” stato sempre un mezzo abbastanza dignitoso per percorrere le lunga strada della consapevolezza!

  • Nicoletta

    Straquoto il messaggio di Silvia. Col dire che la gravidanza non e´una malattia, dove si vuole arrivare? Che Bambino Naturale (su cui spesso leggo cose interessanti) si posizioni sulla stessa linea dell´attuale governo e di Tremonti, mi sembra alquanto bizzarro. Sappiamo che molte regione, consequentemente ai tagli governativi, stanno abolendo le esenzione per le analisi, prima possibili, per le gravide. Molte mie amiche in gravidanza si sono viste costrette a pagare cifre superiori ai 100 euro per effettuare le normali analisi di routine. A cosa miriamo? si vuol togliere l´assistenza sanitaria a noi donne, in quanto, una volta gravide (e devo dire non spesso, vista la bassa natalita´italiana), costituiamo un peso per le casse dello stato. E meno male che lavorariamo, dentro e fuori casa, paghiamo le tasse, e spesso ci sostituiamo allo Stato nello svolgere funzioni di accudimento che in altro nazioni e´esso stesso a fornire. Ma trascurare la salute di noi donne, significa trascurare anche quella dei nostri figli.
    Se per un paio di volte nella nostra vita facciamo delle visite, delle analisi del sangue in piu´,non credo ci sia da gridare alla scandalo.Per la salute nostra e dei nostri figli, va bene questo e altro.