I bambini tenuti più in braccio piangono meno

Al contrario di quanto vogliono farci credere le correnti di pensiero più diffuse in merito all’educazione dei bambini, tenere i piccoli in braccio e accogliere ogni loro richiesta non li vizierebbe, ma anzi, contribuirebbe persino a ridurne il pianto.

Questo è il risultato di una ricerca svolta su un campione di 261 donne, divise in tre gruppi distinti in base alle modalità di accudimento. Un gruppo dedito a un tipo di educazione “comportamentista“, secondo cui sarebbe necessario “regolare” il comportamento dei più piccoli in base a orari e abitudini precisi e il prenderlo troppo in braccio lo vizierebbe e incrementerebbe la tendenza al pianto.

Un altro gruppo invece adottava un’educazione di tipo “prossimale“, ossia ad alto contatto, secondo la quale era previsto l’allattamento a richiesta, il sonno con la madre e lo stare in braccio come consolazione del pianto. L’ultimo gruppo, infine, adottava modalità di mezzo.

Dalla ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Pediatrics, è emerso che i bambini accuditi dal gruppo “prossimale” piangevano la metà rispetto a quelli facenti parte del gruppo delle mamme “comportamentiste”. Inoltre risultavano più tranquilli e meno irritabili.

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  • monica

    purtroppo ancora troppe neomamme si lasciano influenzare dalle proprie mamme che reputano i metodi da loro adottati qualche decennio fa assolutamente giusti e infallibili. Io, purtroppo o per fortuna, non ho nessuno intorno che possa interferire con le decisioni mie e di mio marito; abbiamo una bimba di 7 mesi che non ha ancora superato le due ore di pianto da quando è nata, l’ho allattata (e sto continuando a farlo) a richiesta, ho sempre usato la fascia da subito, non conosce passeggino e carrozzina, non ha mai avuto una colica, dorme con noi da sempre e abbiamo finora perso (se così vogliamo definirla) una sola notte di sonno al suo quinto giorno di vita. Parlo di una bimba normale, sì, sana e robusta, che ha iniziato da subto la costruzione di un rapporto di estrema fiducia con i suoi genitori, che come tutti gli animali della natura, intervengono quando il loro cucciolo chiama e non pensano a delle modalità “viziate” da parte del piccolo per richiamare la loro attenzione. D’altronde, solo noi umani dimentichiamo troppo spesso di appartenere a quella magnifica e perfetta specie “animale”.