Quando il bambino è allergico, ma il test dice di no! – le indagini diagnostiche

In articoli precedenti a questo abbiamo discusso dell’ampliamento del moderno concetto di allergia, del fatto che le allergie, nei loro effetti patologici, non sono clinicamente distinguibili dalle cosiddette intolleranze almentari, e che per questo tutte le allergie o quasi possono comprendere o addirittura partire da una disfunzione che origina dall’intestino, come del resto viene da sempre sostenuto dalle medicine orientali.

Al di là delle chiacchiere, la fisioterapia popolare cinese, meglio nota come agopuntura, tratta da sempre con successo le allergie e l’asma coinvolgendo nella terapia il meridiano dell’Intestino Crasso.

Abbiamo anche accennato al fatto che da certa pratica clinica e dall’epidemiologia stessa dei fenomeni allergici (ossia lo studio di dove e quando sono comparse e sono aumentate di frequenza le allergie all’interno di una data popolazione) appare oggi chiaro che le più comuni malattie infantili, quali otiti, raffreddori, adenoiditi, tonsilliti, rinosinusiti, eczemi, dermatiti, asma, ma anche malocclusioni, e problemi neurologici come autismo, ADD, ADHD, iperattività, appaiono sempre più collegati con i fenomeni allergici.

I fenomeni allergici, insomma, sono diventati sempre più famosi, o famigerati. Non si tratta di una maledizione, ma di un precoce campanello d’allarme sulla condizione disfunzionale dell’uomo civilizzato.

Nel presente articolo vorrei porre l’accento su un evento molto comune: quello per cui un bambino con sintomi allergici, con segni allergici ben distinguibili semeioticamente (cioè agli occhi di un dottore sufficientemente esperto), va a fare i test allergici e risulta negativo, ossia non allergico.

Abbiamo accennato al fatto che i comuni test allergici, che si basano sulle reazioni del sangue o della pelle, sono sensibili solo alle allergie che coinvolgono gli anticorpi IgE.  Sfortunatamente sono oggi diffusissime allergie non sostenute dalle IgE, ma dalle IgG ad esempio (come quelle delle intolleranze alimentari). È possibile che, statisticamente, le allergie non IgE siano più diffuse delle Allergie IgE. Se così fosse, con i test a disposizione oggi presso i medici convenzionali, è più facile che un’allergia venga misconosciuta piuttosto che riconosciuta.

In questo modo moltissimi bambini crescono con una o più allergie addosso. È meglio che questo non succeda, perché le allergie sono molto più pericolose di un naso che cola. Allergia significa malattia cronica degenerativa, che continua in età adulta trasformandosi o coadiuvando lo sviluppo delle malattie croniche degenerative che segnano il destino degli individui ignari della nostra società civilizzata.

Per porre diagnosi di allergia e di molte altre malattie i medici di oggi non si basano solo sulla semeiotica, ossia sulla capacità di riconoscere qualcosa grazie all’esperienza acquisita a forza di osservarla ripetutamente; oggi ci sono i test. Fino a 60 – 70 anni fa i medici, dopo trenta anni di esperienza sul campo, diventavano sufficientemente padroni dell’arte semeiotica. I nostri nonni raccontano storie incredibili di medici condotti che riconoscevano le malattie della gente guardandola in faccia, vedendola camminare o guardandone la lingua.

In realtà questo non deve risultare incredibile, laddove si sa che la mancanza di mezzi acutizza lo spirito di osservazione e soprattutto il buon senso comune che oggi, a causa dell’estrema diffusione delle macchine per fare qualsiasi cosa, è diventato il meno comune dei sensi.

Analizziamo qui i sistemi di indagine strumentale (test) a disposizione per individuare le allergie. Se vostro figlio si ammala spesso delle malattie precedentemente indicate, se avete fatto i test allergici e risulta negativo, dovete sapere che i test dell’allergologo, del pediatra o del laboratorio di analisi non sono gli unici esistenti e che, in determinate circostanze, non sono sufficientemente sensibili.

  • Il test principale per la diagnosi di allergia è il test cutaneo prick-test: si mette in contatto una minima quantità di allergene con la cute lievemente scarificata del paziente. Se il paziente ha anticorpi IgE attivi contro un determinato allergene si osserverà una reazione di gonfiore localizzato con prurito (pomfo) causato dalla sostanza per cui è allergico il paziente.
  • Il test RAST (Radio Allergo Sorbent Test) cerca la IgE direttamente nel sangue (è una indagine sierologica che richiede un prelievo di sangue). Consiste nel provocare sperimentalmente l’allergia esponendo il paziente al sospetto allergene. Abitualmente è utilizzato per la diagnosi di rinite e congiuntiviti allergiche.
  • Il test di provocazione nasale specifico consiste nel riprodurre il quadro sintomatologico di una rinite allergica (starnuti, ostruzione nasale e rinorrea acquosa) e nel quantificarne l’entità. La metodica prevede una stimolazione della mucosa nasale con concentrazioni crescenti (almeno tre) di un allergene erogato mediante dosimetri in spray o polveri inalatorie o con dischi di carta imbibita dell’allergene. Dopo 15 minuti da ciascuna stimolazione viene studiata la reazione, dando un valore a ciascuno dei tre sintomi principali.

Questi test sono quelli più spesso impiegati, ma non infrequentemente vengono presentate in commercio nuove varianti. Non è nostro compito in questa sede esaminarle tutte.

Sottolineiamo che i suddetti test sono sensibili solo alle reazioni basate sugli anticorpi IgE, ma i fenomeni allergici non si limitano a queste reazioni. Sono inoltre test che si basano una concezione unicamente chimica del fenomeno malattia. Questa concezione, oggi come oggi, è utile e funzionale solo a chi vende test o medicine chimiche, e a coloro che difendono questa visione per interesse personale o perché non conoscono altra visione al di fuori di questa.

I test che seguiranno sono sensibili ad allergie di origine alimentare, tra cui le cosiddette intolleranze, sempre con metodiche chimiche.

  • Metodo ELISA. Il metodo misura quali/quantitativamente le concentrazioni ematiche degli anticorpi IgG rivolti contro specifici estratti alimentari. Il siero del paziente viene messo a contatto con le proteine degli alimenti. Se nel siero sono presenti anticorpi (IgG) rivolti contro le proteine di un particolare alimento, questi vi si legheranno formando un complesso che sarà rivelato dall’aggiunta di un colorante specifico. L’intensità della colorazione sarà proporzionale alle quantità di IgG specifiche presenti nel siero. Quindi il test non solo rivela la presenza di un’intolleranza alimentare, ma la quantifica.Il sangue del paziente viene messo a contatto, su un vetrino, con gli alimenti. Se l’alimento è mal tollerato, i globuli bianchi subiscono modificazioni. Queste modificazioni vengono visualizzate al microscopio e classificate con 4 diversi gradi di intolleranza.
  • Test citotossico.

I test che seguono considerano il fenomeno malattia tra cui le allergie in modo non solamente chimico. Si basano sulla scoperta, suffragata anche dalla fisica moderna, per cui un organismo vivente è molto più di un insieme di pezzi anatomici e possiede un funzionamento ben più complesso di un insieme di reazioni chimiche. Di solito non sono né conosciuti né riconosciuti dai medici convenzionali, che non conoscono i presupposti teorici su cui si basano (perché all’università non ce li insegnano).

  • Test Kinesiologico. Si basa sul fenomeno per cui un muscolo qualsiasi, scelto come “test”, perde per alcuni istanti la capacità di mostrare il suo tono normale quando l’individuo viene posto a confronto o in vicinanza con una qualsiasi cosa o evento che altera il suo bioplasma o campo energetico individuale. Pertanto, se un individuo allergico viene avvicinato ad una sostanza cui è allergico, il suo muscolo test perde tono e questo può essere valutato in tempo reale.
  • Test DRIA. Test kinesiologico che misura la forza contrattile del muscolo quadricipite non “a mano”, come nel test kinesiologico classico, ma tramite un apposito apparecchio di misura.
  • Test elettrodermici come l’elettroagopuntura di Voll (EAV), il Bioscreening, il Biostrength test, il Sarm test, il Moratest e il Vega Test, misurano lungo i meridiani classici dell’agopuntura cinese una microcorrente elettrica ricavata da elettrodi cutanei. Si basano sul presupposto secondo cui i potenziali elettrici cellulari subiscono una variazione, dopo stimolo allergico.
  • Test del capello.
  • Pulse test: si basa sul fatto che un’intolleranza può modificare la frequenza cardiaca. Un test affine è il test cardio-auricolare, secondo cui l’alimento posto ad 1 cm dalla cute, se mal tollerato, dovrebbe provocare alterazioni del battito cardiaco.
  • Test di permeabilità intestinale. Come abbiamo già sottolineato in un precedente articolo, le intolleranze alimentari e, secondo la Medicina Tradizionale Cinese, le allergie in genere, trovano la loro origine in una disfunzione intestinale che aumenta la permeabilità selettiva della mucosa intestinale stessa. Per questo motivo molecole più grandi di quanto sia opportuno per il nostro organismo passano dall’intestino al sangue, e qui danno origine ad una risposta immunitaria di difesa mediata dagli anticorpi IgG. Tramite questo test è possibile verificare l’effettivo aumento di permeabilità della mucosa intestinale.

Non è mia intenzione fare qui l’elenco di tutte le metodiche strumentali convenzionali e non per identificare allergie e altri meccanismi immunitari abnormi. Vorrei invece sottolineare che 1) le allergie nei loro effetti sono spesso sottovalutate, 2) i test a disposizione della medicina convenzionale non permettono di identificare tutti i fenomeni allergici, 3) quasi tutte le patologie più diffuse tra i bambini di oggi sono direttamente collegate o aggravate da stati allergici non identificati o sottovalutati.

Vorrei anche porre l’accento sui seguenti punti: 1) la Medicina Occidentale Moderna, o medicina convenzionale, non riconosce la validità degli strumenti diagnostici derivati dalla Medicina Tradizionale, per esempio dei test elettrodermici, derivati dallo studio delle caratteristiche fisiche dei punti di agopuntura; 2) il motivo per cui questi test non vengono riconosciuti è dovuto alla non ripetitività dei risultati di questi test. Ciò significa che se io oggi misuro un campo di disturbo causato ad esempio da un pomodoro, e ripeto il test tra un mese, potrei non misurare più questo campo di disturbo da pomodoro. Per la Medicina Occidentale Moderna è vero solo quello che è ripetibile, perché il modello su cui si basa tale medicina è il meccanicismo, cioè il voler considerare un organismo vivente alla stregua di una macchina, così come voler considerare un individuo uguale ad un altro nei meccanismi di risposta metabolica.

Come districarsi in questa diatriba tra dottori? La mia personale risposta è: mamme, fregatevene! Recuperate il buon senso ed utilizzatelo per scegliere cosa è meglio per voi e per i vostri bambini. Se vostro figlio è sempre raffreddato e non sanno consigliarvi altro che medicine chimiche come spray al cortisone, antibiotici e vaccini, che non solo non risolvono la causa, ma in casi gravi nemmeno i sintomi, cercate le risposte al di fuori della medicina convenzionale.

E se vostro figlio guarisce in un modo che né voi né il vostro medico capisce beh, il mondo è pieno di cose che non sappiamo… pensate a quando non sapevamo nemmeno che la terra era rotonda…! In realtà oggi abbiamo la possibilità, molto più che un tempo, di risolvere un po’ tutti i nostri problemi. In genere però riesce più facile a chi è di vedute più ampie, più elastiche. Non sempre i cosiddetti esperti lo sono fino in fondo, oggi ancor di più perché esistono troppi conflitti d’interesse, e troppe incongruenze.

Pensate che ormai da diversi anni l’agopuntura è stata riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come efficace nel trattare con successo molte patologie, tra cui le allergie. Allora perché disconoscere metodiche che si basano su questo razionale?

Personalmente penso che faremmo tutti bene ad adottare la massima evangelica “l’albero si riconosce dai frutti”: se la medicina autodefinitasi scientifica non riesce ad identificare tutte le allergie e a curare nelle cause i piccoli acciacchi dei nostri bambini, allora dobbiamo tutti cominciare a pensare che o la scienza non sa tutto, o che la nostra definizione di scienza è parziale o addirittura sbagliata.

Dott. Andrea Di Chiara, odontoiatra
Presidente di AIPRO – Associazione Italiana per la Prevenzione della Respirazione Orale
www.aipro.info


Potrebbero interessarti anche


  • avrei una domanda da porgere, se la mamma soffre di allergie durante la gravidanza può assumere antistaminici?

  • andrea di chiara

    OTTIMA DOMANDA. anzitutto oggi e’ tecnologicamente possibile desensibilizzarsi dalle allergie senza l’uso di farmaci. ne parleremo prossimamente. per motivi medico legali però, l’unica cosa che un medico può consigliare durante una gravidanza senza incorrere in rischi per se stesso sono le medicine chimiche. quindi se i sintomi di allergia sono importanti, si possono usare antistaminici o meglio ancora cocktail omeopatici per le allergie che si trovano tarnquillamente in farmacia. se non funziona un tipo se ne faccia dare un altro che contenga componenti un pò divesi. immediatamente dopo la gravidanza è fondamentale è fondamentale che il bambino venga allattato al seno il più a lungo possibile; per far questo dovrai alimentarti in maniera opportuna e contemporaneamente desensibilizzarti dalle allergie dopo averle individuate. in questo modo eviterai a tuo figlio, nato da una mamma allergica, di diventare perecocemente allergico e sviluppare tutti i problemi di salute per cui di solito si finisce dalla pediatra.
    ciao andrea di chiara