Piccole frustrazioni quotidiane

Avevo in mente di iniziare a parlarvi delle realtà virtuose.

Ho intervistato uno splendido sindaco donna e mamma e dovevo solo rimettere in bella copia gli appunti.

Ma poi, come spesso mi accade, la mente naviga verso altri orizzonti e l’argomento che nasce spontaneamente dalle mie dita, impegnate a digitare freneticamente, è invece un altro.

Oggi l’istino mi spinge a parlare delle piccole frustrazioni quotidiane di una mamma che lavora in casa.

Anche un po’ per sfatare l’immagine idilliaca di donna molto forte ed organizzata, vi dirò che ci sono alcune mattine in cui l’unica cosa che desidererei è fare speleologia sotto il piumone…infilarmi negli anfratti più nascosti del letto e dormire, dormire, dormire.

Perchè so che al risveglio mi attende una giornata lunga, una giornata che vale per due.

Perchè quando lavori in casa sei contemporaneamente mamma, casalinga e lavoratrice.

E inevitabilmente ti trovi a spingere l’accelleratore per ottimizzare tutti gli istanti.

In ufficio esistevano le belle, gratificanti, pause caffé… adesso la pausa dal lavoro è la partita a biliardino con il bimbo piccolo (quando va bene) o una velocissima stiratina di abiti e abitini (quando va male).

Così le giornate diventano frenetiche… una corsa continua all’inseguimento di quella perfezione che noi donne, spesso, riteniamo di dover raggiungere a tutti i costi…

Spesso, in quelle giornate difficili, quelle in cui mi sento schiacciata dall’elenco degli impegni, mi ricordo che ho lasciato il lavoro da dipendente proprio per tenermi stretta i miei tempi, per vivere con serenità.

E allora rallento, prendo mio figlio piccolo e andiamo a piedi a prendere il grande  a scuola.

Entrambi sono felici… e considerando che i miei veri, nuovi, datori di lavoro sono Antonio e Andrea mi sento una lavoratrice perfettamente appagata.

Luisa Maria Orsi


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  • Bosina

    Capisco perfettamente. Sono anch’io mamma e mi barcameno fra casa e scrittura quando i bambini sono a scuola o all’asilo. La perfezione non esiste: sono un’organizzazione tendente al bionico :). Un caro saluto e solidarietà! Comunque rifarei mille volte la stessa scelta.

  • Bosina

    “sono” sta per “solo”… altrimenti potreste pensare che sia un’esaltata 🙂

  • vanessa

    ciao anche io sono libera professionista da casa quando i bimbi sono al’asilo,da una parte sono contenta dall’altra si aggiunge un’ulteriore stress, oltre a far fronte alle spese di casa ad avere pazienza con i bimbi, pulire e cucinare cose sane ma buone si aggiunge il pensiero che se nel lavoro non hai risultati non “mangi”…. non so..per ora è abbastanza frustrante; sopratutto quando sei completamente sola.

    • redazione

      Ti sono molto vicina… so che vuoi dire, so che vuol dire… I bambini cresceranno e piano piano avrai più tempo da dedicare al tuo lavoro, e di conseguenza maggiori guadagni… Ti guarderai indietro e sarai contenta di non aver sacrificato anche i tuoi bambini. 🙂

      • luisa.maria.orsi

        In effetti il punto di svolta sarà l’asilo 😉

    • luisa.maria.orsi

      Le frustrazioni sono “un patrimonio comune”… a questo serve il confronto 🙂

  • yuga

    Ciao LMO, sai che esistono anche babbi così?
    Si, sono certo di si…
    Uno almeno c’è; ed è un babbo che, dopo una giornata che dura da 16 ore ma ancora non terminata, ricevendo un commento: “babbo, stasera sei andato alla grande!” da una Papera per uno spaghetto alla pomarola ed una omelette groviera e salame o un abbraccio pieno di gratitudine ed orgoglio da un Pescatore per la nuova avventura da scrittore del babbo, si sente appagato e completo anche se propriamente non lo è…

    • luisa.maria.orsi

      In effetti conosco anche io almeno un babbo così…
      peccato che alle volte non si renda conto di quanto sia speciale 🙂