Nuove linee guida per una gravidanza più naturale

Nuove disposizioni del Ministero della Salute in tema di gravidanza e screening prenatali: limitazione del numero di esami diagnostici durante la gestazione e, soprattutto, amniocentesi e villocentesi a carico del sistema sanitario nazionale solo per le donne a rischio.

Le nuove linee guida, che guardano in particolare alla riduzione della spesa sanitaria, si muovono tuttavia in direzione di una gravidanza più naturale: se ad oggi la gestante è sottoposta a un numero elevato di visite e screening prenatali (ecografie ed esami diagnostici a cadenza mensile) con amniocentesi e villocentesi consigliata a tutte le ultratrentacinquenni, da ora in poi si tornerà su regimi più “naturali”.

Anche in seguito alla denuncia di alcuni esperti dell’eccessiva medicalizzazione della gravidanza, e in ragione degli elevati costi per il sistema sanitario che essa comporta, le nuove linee guida prevedono che solo le donne a rischio (provato dall’esame combinato della 11-13a settimna di gestazione) verranno sottoposte ad amniocentesi o villocentesi (esami invasivi che comportano essi stessi un rischio dell’1-2 per cento di abortività, oltre a un tasso elevato di falsi positivi e negativi).

Inoltre l’attesa graviterà intorno alla figura dell’ostetrica, affiancata da altri operatori e professionisti solo nei casi a rischio. Infine, così come avviene – ad esempio – in Danimarca, il test combinato sarà a carico del Ssn ache per le donne sotto i trentacinque anni.

Fonte: Repubblica.it


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