Niente “rigetto” del feto grazie ai geni di papà

Un’ipotesi affascinante svelerebbe il segreto dell’assenza di reazione immunitaria dell’organismo materno al momento dell’insediamento del feto in utero.

Da uno studio pubblicato di recente da PNAS risulterebbe che i geni paterni giochino un ruolo fondamentale nell’indirizzare la risposta immunitaria della madre nei confronti del “corpo estraneo” (costituito da feto e placenta), evitandone il rigetto.

Ciò avverrebbe perché un tipo particolare di cellule “killer” – dette uNKs – leggerebbero i segnali inviati da molecole di origine paterna – le molecole MHC – responsabili della regolazione delle risposte immunitarie. Queste ultime farebbero sì che l’ambiente materno, da potenzialmente ostile, si trasformi in culla ottimale per la nuova vita.

Lo studio avrebbe, inoltre, risvolti più ampi, poiché pare che il “dialogo” tra molecole paterne e cellule killer materne sia alla base di altre patologie della gravidanza, quali la preeclampsia, i difetti di crescita fetale e l’elevata abortività.

Infine non si esclude che gli stessi elementi determinino anche lo stato di salute a lungo termine del bambino: forse disturbi quali ipertensione e diabete avrebbero origine proprio durante la gestazione e il “dialogo” tra geni materni e paterni…

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