Tributilina pannolini: Greenpeace denuncia componenti altamente tossici

Allarmante denuncia di Greenpeace Germania: diverse marche di pannolini usa e getta in commercio conterrebbero tributilina, un agente altamente tossico.

Questo il risultato di una ricerca condotta nel maggio scorso, secondo cui nei pannolini presenti sul mercato tedesco è stato rilevato tributale di stagno (Tbt): si tratta di un composto dal forte potere biocida, utilizzato soprattutto per la verniciatura dello scavo delle imbarcazioni perché preverrebbe l’annidamento di alghe e conchiglie.

Il tributale di stagno, infatti, già in percentuale di 0,001 mgr/l risulterebbe letale per gli organismi acquatici. Nell’uomo tale composto sarebbe responsabile di tumori e di gravi disturbi del sistema nervoso.

Rilevanti tracce di tributilina sono state individuate in diverse marche di pannolini (Benetton, Fixies, Pampers Baby-Dry), alcune di esse presenti anche sul mercato Italiano, mentre hanno superato la prova Tbt marche che non troviamo qui in Italia.

Alla luce di queste allarmanti notizie, e considerando il rischio di mettere in contatto con questi veleni le parti intime dei nostri bimbi sotto i tre anni, si rende ancora una volta consigliare l’utilizzo dei pannolini lavabili: economici, ecocompatibili e sicuri per la salute dei nostri bambini.

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10 risposte a “Tributilina pannolini: Greenpeace denuncia componenti altamente tossici”

  1. Federico Sartor ha detto:

    Notizia molto strana, infatti Benetton Group da anni non ha i pannolini per bambini tra i propri prodotti!
    Federico Sartor
    Benetton Group

  2. Cristiana Guerranti ha detto:

    Si può avere la fonte della notizia, cioè il lavoro di Greenpeace?
    Il nome del composto non è corretto: al limite è tributiltina. Anche per capirne i livelli e da dove viene: il TBT è un antivegetativo, cosa ci fa nei pannolini? Poi dubito che ci sia un limite alla presenza di questa sostanza in questi prodotti….
    Cristiana Guerranti
    Ecotossicologa Dip. Sc. Ambientali Università di siena

  3. carlo santulli ha detto:

    In realtà il nome della sostanza è tributilina, non tribulitina.

  4. nicoletta ha detto:

    Infatti bisognerebbe verificare sempre le fonti. Io l´ho fatto, poiche´vivo in Germania e sono stata allarmata dall´articolo, e volevo vedere se i pannoli che utilizzo sono inquinati da tbt o no. Conoscendo il tedesco sono andata alla fonte originale, greenpeace.de., ed ho trovato articoli risalenti al max al 2003.

    A parte questo, nonto che BN che scrive spesso cose interessanti e condivisibili, si lasci spesso prendere la mano dal suo impianto ideologico (pro-naturale, pro-parto in caso, anti-vaccini,etc), pensando di essere nel giusto sempre e cmq, e facendo anche allarmismi. Occorrerebbero + apertura mentale e meso fanatismo.

    Spero di non essere stata troppo dura e di non aver offeso nessuno, voglio solo offrire spunti di discussione;)
    Con affetto,
    Nicoletta

    • redazione ha detto:

      Gli spunti di riflessione sono sempre ben accetti, Nicoletta, fatto sta che la denuncia di Greenpeace De è reale e circostanziata. Non è tanto un mistero che i pannolini usa e getta, prodotti con componenti sintetiche, presentino – in buona parte – sostanze che mal si sposano con la salute della delicata pelle dei bebè.
      Lungi da noi fare dell’allarmismo, cerchiamo sempre, al contrario di fare aprire gli occhi ai lettori su questioni spessissimo tacitate dall’informazione standard e generalizzata, tenendo sempre ben presente quella che è la nostra filosofia, tutt’altro che fanatica, di certo schierata: dalla parte dei reali bisogni dei bambini, della naturalità della gravidanza, del parto, della maternità, e rispettosa altresì dell’ambiente. I pannolini usa e getta sono poco salubri, poco amici del pianeta e del portafoglio. Il lettore è libero, tuttavia, di decidere serenamente in base alle proprie convinzioni, alle proprie esigenze e alla propria sensibilità.
      Grazie dell’intervento!

  5. Alessandra ha detto:

    salve,
    comunque volevo segnalare che a seguito della denuncia di greenpeace i componenti dei pannolini erano stati modificati. Quindi direi anche di controllare l’epoca della notizia. E lo dico da utilizzatrice di lavabili dal 2004….

  6. nicoletta ha detto:

    Cio´che volevo dire, e´proprio quello che ha detto Alessandra!Cioe´controllare appunto le date delle notizie, e non fare la raccolta a strascico di tutto cio´che si pone in accordo con la propria ottica.
    PS perche´non parlate dell´esistenza degli usa e getta biodegradabili, che, qui in Germania, costano di meno degli U&G tradizionali?
    Non tutte le mamme hanno infatti la possibilta´e la capacita´, vuoi x ragioni di tempo, o altro, di star dietro ai lavabili.
    Nella speranza che possano diffondersi anche in Italia sempre di piu´( e aprezzi + modici)
    Cordiali saluti.

    • redazione ha detto:

      Cara Nicoletta,
      noi non raccogliamo “a strascico”, semplicemente siamo una collana fortemente connotata e coerente. Vi invitiamo a controllare la fonte dell’articolo dal quale abbiamo preso spunto, che è recentissimo. Dopo di che, il lettore è libero di utilizzare pannolini usa e getta, biodegradabili o lavabili. Non spingiamo nessuno in tal senso, facciamo informazione. I produttori di pannolini usa e getta, tuttavia, andando incontro alle esigenze delle famiglie che hanno poco tempo per dedicarsi ad alternative più salutari e a minor impatto ambientale, non informeranno mai il cliente del potenziale nocivo del proprio prodotto. Questa è scorretta informazione, a nostro avviso.

  7. Valentina ha detto:

    Vorrei contraddire Federico Sartor. Il 14 marzo 2011, nella farmacia del mio paese (Torre de’ Busi, provincia di Lecco) ho notato pannolini usa e getta, marca Benetton, in vendita. Un pacco viola con una foto di un bimbo africano e uno europeo seduti. Me li ricordo perchè avevo pensato che ora anche Benetton fa i pannolini usa e getta e mi era sembrato buffo.

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