Realtà virtuose

Eccoci qui a parlare di realtà virtuose.

Oggi vi parlo di Avigliana,  la mia città. Ma non per campanilismo, bensì perchè il mio Comune è una realtà amica delle mamme.

In particolare, la nostra amministrazione comunale ha avviato un interessante progetto di telelavoro.

Ho ritenuto utile intervistare Carla Mattioli (mamma, insegnante e Sindaco) per capire con lei meglio questo progetto, e ho colto l’occasione per farle alcune domande “personali” dalle cui risposte emerge chiaramente come una mamma abbia una sensibilità anche quando amministra la cosa pubblica.

1) Che mamme sei stata? Quando la tua professione ti ha condizionato nel tuo essere mamma?

Sono diventata mamma a 23 anni e ho imparato da subito a “lavorare” in casa con due bimbi piccoli. Mi sono laureata e ho preparato tre concorsi facendo, come molte donne, “due cose insieme”: studiare e accudirli.

Non li ho affidati paticamente mai ai nonni, se non per il poco tempo di una passeggiata o un giro ai giardinetti.

La mia camera da letto ( studio e campo giochi)  era il luogo in cui loro leggevano, disegnavano, ritagliavano, ascoltavano storie con il mangiacassette mentre io studiavo.

E’ stato un periodo bellissimo, di cui ho fatto tesoro per il tempo in cui ho cominciato a lavorare fuori casa. Devo però anche dire che alla fine di questi tre anni desideravo fortemente uscire da una situazione domestica e genitoriale troppo totalizzante, sentivo il bisogno di confrontarmi con altri sul tema del lavoro.

2) Come insegnante hai provato sia l’esperienza di lavorare fuori casa che quella di lavorare in casa, ti andrebbe di parlarcene?

Il privilegio dell’insegnante è la possibiltà di lavorare a casa nel lungo tempo di preparazione delle lezioni e di correzione dei compiti. Questo concilia le esigenze di genitorialità con quelle del fecondo inserimento nelle problematiche del lavoro, che aprono a problematiche “politiche” di grande respiro.

3) Da Sindaco, oggi, quanto credi che sia importante favorire le mamme che desiderano lavorare in casa?

Credo sia la sfida del nostro tempo e della nostra società, che si sta dimenticando dei bambini e dei giovani, e riguarda non solo le mamme ma anche i papà.

E’ casuale che Angela Merkell, mentre noi accettiamo supinamente la visione di Marchionne, abbia chiesto una riduzione dei tempi di lavoro per concliarla con le esigenze della famiglia e delle funzioni genitoriali, che sono non solo un problema di “qualità” del tempo dedicato, ma di quantità.

I problemi che riscontriamo nella debolezza dei giovani oggi, del loro spaesamento, del poco tempo che passano a stuidiare, della loro fragilità, con conseguenze sociali fortissime, dipendono anche da una famiglia poco presente fisicamente, perché si chede ormai a donne e uomini di stare fuori casa 10, 12 ore, trasporti inclusi.

Questo fa sì anche che molti in coscienza non facciano più figli. Se si vuole crescita demografica, giovani istruiti, meno bullismo e meno droga bisogna intervenire con politiche di conciliazione lavoro famiglia, che non sono solo più tempo pieno e più doposcuola.

Il telelavoro, il part-time, la flessibilità degli orari sono le nuove modalità, legate anche allo sviluppo delle nuove tecnologie informatiche.

4) Hai in mente di attuare politiche che favoriscano il telelavoro?

Mi piacerebbe sperimentarle in Comune, così come stiamo avviando la sperimentazione della spesa on line per gli impiegati del Comune.

5) In ultimo, quanto è importante per te che il comune che amministri sia vicino alle mamme?

E’ fondamentale , non per niente proprio sotto la mia amministrazione abbiamo risposto alle esigenze dei genitori offrendo sempre servizi adeguati e favorito realtà associative che, dal basso, hanno creato servizi e luoghi di aggregazione.

Luisa Maria Orsi


Potrebbero interessarti anche


  • yuga

    Complimenti LMO…

  • Cee

    Ho voglia di trasferirmi ad Avigliana.