Troppi aromi negli alimenti per bambini: ecco a cosa prestare attenzione

Le mamme vogliono offrire ai propri figli alimenti sani e nutrienti, e per questo fanno particolare attenzione alla presenza o meno di coloranti, conservanti e additivi,  indice di cattiva qualità.

In verità esiste un ulteriore elemento su cui soffermarsi, spesso sottovalutato ma non meno importante e determinante: la presenza dei cosiddetti “aromi”.

Il tema degli aromi nei prodotti alimentari è affrontato dal Progetto di studio Facet, che vede la partecipazione di 14 Pesi europei e che mira all’approfondimento della conoscenza di questi elementi presenti nei prodotti alimentari che consumiamo quotidianamente.

La questione degli aromi è spinosa perché anch’essi sono potenzialmente dannosi per la salute dei consumatori, specie se si tratta di bambini. Sostanze tossiche che con il fattore accumulo (specie nelle merendine o nei succhi di frutta che vengono consumati frequentemente) rischiano di provocare danni alla salute dei più piccoli.

Gli aromi si distinguono in “aromi naturali“, “aromi artificiali” e “aromi“.

Per quanto siano gli aromi artificiali a destare la maggior diffidenza nel consumatore, e gli aromi naturali a esser ritenuti più sicuri, e nonostante che la categoria definita “aromi” sia quella prediletta dai produttori per i minori costi e la minor deperibilità, l’attenzione deve rimanere alta per tutte e tre le tipologie di sostanze.

Purtroppo gli aromi sono presenti in buona parte dei prodotti destinati allo svezzamento e alla prima infanzia, e non ne sono privi neppure i latti di crescita.

Quindi oltre ad “avvistare” additivi, coloranti e conservanti, facciamo tutti attenzione anche alla dicitura “aromi”.

Per approfondire leggi l’articolo de Il fatto alimentare.it.


Potrebbero interessarti anche