Bambini “poveri” secondo il rapporto Unicef

 “La reale misura della situazione di una nazione è il modo in cui questa si prende cura dei suoi bambini e dei suoi adolescenti, della loro salute e sicurezza, della loro protezione materiale, della loro istruzione e socializzazione, e del loro sentirsi amati, apprezzati e inclusi nelle famiglie e nelle società in cui sono nati”.

Ecco quanto afferma l’ultimo rapporto UNICEF sulla condizione dell’infanzia nei 24 Paesi più ricchi, classifica che vede l’Italia in coda.

I parametri misurati riguardano non soltanto il benessere materiale, ma anche il livello di istruzione, lo stato di salute.

Nel nostro Paese i dati sono sconfortanti: le cifre ci vedono sempre agli ultimi posti sia per livello di reddito delle famiglie – e quindi per la percentuale di povertà infantile -, sia per livello e qualità di istruzione dei nostri figli. Infine sul fronte sanitario, con punteggi molto bassi su questioni quali irritabilità, difficoltà di addormentamento, ma anche sana alimentazione e attività fisica.

Un Paese che si voglia davvero civile non può non farsi carico delle politiche volte al sostegno delle famiglie e al benessere dei suoi cittadini più giovani, che saranno le nuove leve del futuro.

Le difficoltà economiche e lo scarso livello di istruzione degli adulti si ripercuote sistematicamente sui bambini e sul loro sviluppo materiale, intellettivo ed emotivo.

Le reali condizioni dell’infanzia in Italia e lo scarso impegno del governo in tal senso (politiche familiari, istruzione, sanità) ci devono indurre a riflettere.

Per approfondire e analizzare i dati del rapporto Unicef, clicca qui.


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