Batterio killer: già pronto il vaccino…

I toni delle cronache di questi ultimi giorni sull’epidemia da “batterio killer dei cetrioli” sfiorano l’allarmismo.

Il dito è puntato contro i prodotti ortofrutticoli, quelli che normalmente acquistiamo e mettiamo sulle nostre tavole: prima i cetrioli, poi i pomodori, infine i germogli di soia. Verdure sulle quali – e le smentite continuano ad avvicendarsi- sono state rilevate tracce della temibile Echerichia Coli.

L’Escherichia Coli è presente naturalmente nell’intestino umano, dove si riproduce a una temperatura di 37 gradi. All’esterno, qualora venga ingerita, si rende responsabile di gravi infezioni dell’apparato gastrointestinale che arrivano fino alla dissenteria emorragica, oltre che di  altre patologie, quali gravi forme di meningite.

Le autorità sanitarie europee sono già allertate, con controlli che – a quanto riferiscono stampa e tv – si concentrano su frutta e verdura, tralasciando quella che parrebbe, a logica, la naturale origine del contagio da “batterio killer”.

Se l’Escherichia Coli si riproduce nell’intestino dell’uomo e degli animali, perché non pensare agli allevamenti intensivi, alle tecniche utilizzate nella produzione e lavorazione delle carni, e al massiccio impiego di antibiotici per evitare infezioni… che alla lunga danno vita a ceppi batterici antibiotico-resistenti?

Ma non vorremmo perdere di vista il punto essenziale, la notizia che davvero ci colpisce: per tempestività e – oseremmo dire – lungimiranza.

E’ degli scorsi giorni l’incredibile annuncio che sarebbe già stato messo a punto il vaccino contro la  temibile variante “teutonica” del batterio killer!

Novartis, infatti, con prontezza davvero straordinaria, ha individuato i 230 antigeni di Escherichia Coli finora sconosciuti, respondabili delle temibili infezioni epidemiche di cui sopra.

Ora, soprende che la scoperta sia avvenuta… un anno esatto fa. Era il 4 maggio del 2010 e Rino Rappuoli, capo del team di ricercatori Novartis, rendeva nota la scoperta – pubblicata su “PNAS” – per cui l’individuazione degli antigeni responsabili delle forme infettive più gravi dava il via alla messa a punto di un vaccino universale contro l’Escherichia Coli.

…Scongiurando un’eventuale prossima “pandemia”, che – guarda caso – pare si stia manifestando proprio in questi giorni.

E non finisce qui. In Canada, allo stesso modo, è stato trovato il vaccino proprio per la variante tedesca del batterio incriminato, che verrà utilizzato per immunizzare tutti i capi di bestiame  allevati (a partire da quelli canadesi e statunitensi) e debellare così la terribile fonte di contagio.

Non diteci che siete stupiti…

Fonte: Blogosfere.it.


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  • Luca

    Leggi un po’ anche questa….
    ciao

    B.