Batterio killer, attenzione agli hamburger

L’allarme batterio killer imperversa da giorni in Europa, con il caso dei cetrioli avvelenati.

Si stanno mettendo a punto gli accertamenti del caso, mentre la popolazione corre ai ripari smettendo di acquistare cetrioli, e in genere frutta e verdura freschi.

Purtroppo le drammatiche conseguenze della presenza nei cibi del batterio escherichia coli non si limitano ai fatti di attualità.

L’escherichia coli, nelle varianti europea O104H04 e statunitense O107H07, provoca dissenteria emorragica, spesso con esiti fatali.

Se per il ceppo europeo sono ancora in corso accertamenti, le verità legate al “fratello” statunitense aprono scenari inquietanti, non escludibili per i casi di questi giorni.

La variante O107  infetta, ogni anno, 70 mila vittime negli Stati Uniti, di cui 600 muoiono, e la causa principale del decesso è da ricercarsi nell’ingestione del batterio nascosto nella… carne.

Del 1994 il caso dei 4 bambini morti dopo aver mangiato hamburger di una nota catena di fastfoods. Da allora, nonostante regolamentazioni inasprite, non sono mancati altri casi.

L’ultimo quello di una donna rimasta, nel 2007, gravemente colpita dall’infezione da escherichia coli contratta dopo aver mangiato un hamburger acquistato al supermercato.

Casi di infezione da batterio killer presente non in frutta e verdura, ma in carne trattata dalle industrie alimentari e distribuita nei supermercati o nelle catene di ristorazione.

Hamburger prodotti da multinazionali del cibo che nascondevano l’utilizzo di scarti di macellazione indicando in etichetta provenienza sicura e qualità delle carni scelte.

Vale forse la pena di porsi qualche domanda, rispetto ai fatti e alle informazioni di questi giorni… Occhio alla carne!

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