Esami in gravidanza e parti cesarei: troppi in Italia

Gravidanze e parti tutt’altro che naturali nel nostro Paese, stando almeno a quanto riferisce l’ottavo rapporto Cedap sull’evento nascita.

Oltre quattro visite ostetriche nell’arco dei nove mesi per l’84,6% delle gestanti, che nel 73,2% dei casi effettuano più di tre ecografie.

Numerose le pazienti che si sottopongono alla prima visita nelle primissime fasi della gravidanza: solo il 4,4% delle italiane, infatti, sceglie di farsi visitare dopo la 12a settimana, percentuale che si alza (16,2%) nelle straniere.

Sarebbero, poi, le gestanti con scolarità medio-alta a scegliere di farsi visitare più precocemente.

A questo si aggiunga che la percentuale dei cesarei nel nostro Paese è da – triste – record: il 37,8% delle italiane partorisce  così.

Tutti indici dell’elevata medicalizzazione della gravidanza e dell’evento nascita, che – contrariamente a quanto si pensi – non è automaticamente sinonimo di benessere e sicurezza per madre e bambino.

Per approfondire vai all’articolo di Info Consumatori.


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  • Cee

    La mia gravidanza è stata a rischio per molteplici motivi. Benedico ogni giorno il fatto che sia stata seguita da subito, non dalla 12^ settimana e solo saltuariamente. (Ps, il mio parto è stato vaginale e spontaneo)

  • Roberta

    La prima gravidanza è stata ipermedicalizzata, iper assistita, iper spiata, visita ogni mese con esami ogni mese ed eco ogni mese con conseguente parto ipermedicalizzato, e ttutto ciò che ne è conseguito. Questa gravidanza, seguita da un’ostetrica di fiducia, due eco, 4 esami del sangue ed urine, nessuna visita interna e tante chiacchere con la mia creatura che sta vivendo in pace dentro di me