Lavoro da casa visto da un figlio grande

Una settimana fa ho preso una decisione.

Dovendo andare a esporre ad una fiera, mi è sembrato carino portare con me Antonio, il mio figlio maggiore.

Avrei dovuto essere sola e mi era sembrata una ottima occasione per passare del tempo assieme.

Lungo il tragitto mio figlio ha esordito dicendo: “che bello mamma, solo io e te…. senza Andrea… da quando c’è lui le cose sono cambiate troppo

Questa frase mi ha spinto a riflettere.

La decisione di lasciare il lavoro e di fondare NaturalMamma l’ho maturata durante una lunga trasferta a La Spezia.

In quel periodo vedevo mio figlio davvero poco.

Il lavoro era molto gratificante, ma ero consapevole che stavo sacrificando una parte di me stessa.

Appena concluso quell’incarico ho scoperto di aspettare Andrea.

La gravidanza mi ha costretto ad uno stop che mi ha concesso il tempo di lavorare sul mio progetto.

NaturalMamma ha avuto 9 mesi di gestazione ed è nata con Andrea.

Per questo inevitabilmente Antonio ha associato la mia svolta a suo fratello.

I primi mesi sono stati difficili, la gestione di un neonato impone ritmi complessi e una azienda che nasce richiede molto tempo.

In qualche modo questa doppia svolta ha gravato in modo eccessivo su Antonio,
che naturalmente non poteva essere in grado di scorporare le questioni e ha attribuito
la responsabilità dei cambiamenti al fratello minore.

A questo punto un articolo ben scritto, dopo aver tratto spunto da una esperienza personale, imporrebbe una serie di consigli o quanto meno dei punti fermi utili al lettore.

Invece, questa volta voglio proporvi una cosa diversa….voglio farvi leggere una intervista semi seria che ho fatto a mio figlio per far sentire la sua vera voce.

Nel prossimo articolo vi racconterò come ho riflettuto e come ho cercato di venire incontro alle esigenze che qui ha manifestato.

MAMMA: Antonio, ricordi ancora quando lavoravo fuori casa?

ANTONIO: Si mi ricordo

MAMMA: Ti piaceva?

ANTONIO: non mi piaceva molto.
Insomma, tutti i giorni a venire a prendere mia madre a Torino perchè facevi tardi e perdevi il treno….

MAMMA: E perchè non ti piaceva venire a prendermi in ufficio? Ti stancava la distanza?

ANTONIO: perchè era scomodo e tu non c’eri mai.

MAMMA: E adesso…. come va?

ANTONIO: è meglio anche se stai sempre con il computer però stai con me.
Ma ora c’è mio fratello che sta a impedire a tutti di fare qualcosa

MAMMA: Quindi sei felice di avere una mamma che lavora in casa ma sei scontento di essere un fratello maggiore?

ANTONIO:sì, un pò. Dovevi lavorare da casa quando ero piccolo io

MAMMA: Pensi che la mamma dedichi troppe attenzioni a tuo fratello?

ANTONIO: sì lo penso

MAMMA: Vorresti dei momenti solo per te?

ANTONIO: Sì, portami sempre alla fiere, mi diverto e la colazione è buona e ci sono le marmellate piccole

MAMMA: Ultimissima domanda… mi vuoi bene anche se sono una mamma pazza?

ANTONIO: sì.

Non pensate anche voi che mi abbia dato degli spunti interessanti?

A presto.

Luisa Maria Orsi


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  • Chiara

    Direi anche, congratulazioni alla mamma-autrice, credo che Gordon concorderebbe nell’affermate che il tuo dialogo costituisce un ottimo esempio di ascolto attivo

  • Cee

    Dato che sto per intraprendere un percorso simile, a me sarebbero utili anche i consigli. 🙂 Da dove si parte? Come? Noi donne siamo troppo sole in questo ambitp.

  • Luisa

    Cee, ho postato 3 articolo con una intervista ad un consulente.

    Adesso sto lavorando su una intervista a due mamme con l’esperienza del Mettersi In Proprio della regione Piemonte…

    Scrivo a rilento… purtroppo l’estate è piena di impegni fieristici e il lavoro incombe minaccioso 😉

    Chiara: GRAZIE

  • Cee

    @Luisa, sì, li ho letti! Solo che per la mia situazione (zero soldi da investire in corsi, come mi è parso di capire proponesse poi il consulente?) sono più utili le mamme che si sono messe in proprio. E sono anche della mia regione! Bellissimo, non vedo l’ora di leggere. 😀

    Grazie!