Alimentazione bambini: micotossine in latte e omogeneizzati

In anteprima il comunicato di Ibfan Italia sugli alimenti per l’infanzia.

Micotossine nel latte di formula e negli omogeneizzati alla carne

Comunicato congiunto del 20 Luglio 2011
di ACP – AICPAM – BABYCONSUMERS – IBFAN ITALIA – IL MELOGRANO – MAMI

Un’alta percentuale di latti formulati e di omogeneizzati di carne, commercializzati in Italia, potrebbe essere contaminata da micotossine, un gruppo di sostanze potenzialmente tossiche e cancerogene, come recepito dalle numerose leggi che ne proibiscono la presenza negli alimenti.

E potenzialmente più pericolose se presenti in alimenti per lattanti, dato che questi non hanno una dieta variata come i bambini più grandi e gli adulti, ma spesso vengono alimentati solo o principalmente con latte formulato e omogeneizzati.

La scoperta è di un gruppo di ricercatori dell’ Università di Pisa ed è pubblicata in anteprima dalla prestigiosa rivista USA Journal of Pediatrics. (1)

Gli autori dell’articolo hanno analizzato 185 campioni di latte formulato, sia in polvere sia liquido e pronto all’uso, di 14 marche trovati in vari punti vendita nel 2007 e 2008. I latti erano in maggioranza di tipo 1, quelli raccomandati per i primi 6 mesi, ma c’erano anche dei latti per neonati prematuri.

Hanno analizzato anche 44 campioni di omogeneizzati di carne, di solito raccomandati dai 4 mesi di età, di 7 marche, tutti commercializzati nel 2008.

Le carni usate erano di manzo, vitello, pollo, tacchino, coniglio, maiale, cavallo e agnello.

L’analisi consisteva nel cercare la presenza di diversi tipi di zearalenone, una micotossina non steroidea prodotta da batteri spesso presenti in diversi cereali, usati appunto negli allevamenti di vari animali, comprese le mucche da latte, ingrediente base per la preparazione delle formule per lattanti. Cos’hanno trovato?

Diversi tipi di zearalenone erano presenti tra il 9% e il 28% dei latti (1), ma anche in uno dei campioni di latte per neonati pretermine, senza differenze significative tra le varie marche.

Le micotossine erano presenti anche nel 27% dei campioni di omogeneizzati alla carne, anche in questo caso senza differenze significative tra marche.

Gli autori hanno anche stimato le quantità medie di micotossine che un lattante ingerirebbe per kg di peso, se fosse alimentato solamente con latte di formula. Questo valore supererebbe gli 0,5 microgrammi per kg di peso al giorno che è il limite di sicurezza raccomandato dalle più importanti agenzie di controllo internazionali.

E per i bambini questo rappresenta un considerevole rischio, data la loro velocità di crescita e sviluppo, il metabolismo elevato, e l’immaturità dei loro sistemi di depurazione e di molti organi e tessuti, sistema nervoso centrale in primo luogo.

“Le micotossine trovate negli alimenti per l’infanzia – precisano in un comunicato congiunto ACP – AICPAM – BABYCONSUMERS – IBFAN ITALIA – IL MELOGRANO – MAMI – provengono evidentemente dalle carni degli animali usati dall’industria per la preparazione di questi prodotti.

Più precisamente dalle granaglie usate per l’alimentazione di questi animali, spesso non controllate rigorosamente, o addizionate di sostanze proibite.

Il dato mette in seri dubbi la tanto decantata maggior sicurezza di questi prodotti rispetto agli alimenti di preparazione casalinga, pubblicizzata dalle ditte produttrici.

Grazie al marketing, il pubblico in generale ha una percezione degli alimenti industriali per bambini (compresi i latti artificiali) come di cibi molto sicuri e controllati, mentre evidentemente non è così.

Gli autori della ricerca raccomandano a ragione controlli più rigorosi. Noi chiediamo quindi che tutti gli ingredienti che rientrano nei latti formulati e nei cibi destinati all’infanzia vengano maggiormente controllati per la loro qualità e sicurezza, e che le ditte si impegnino a rispettare il Codice Internazionale al 100%, per la tutela della salute dei bambini e la protezione dell’allattamento.”

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ACP – Associazione Culturale Pediatri www.acp.it
AICPAM – Associazione Italiana Consulenti Professionali in Allattamento Materno www.aicpam.org
BABYCONSUMERS – www.babyconsumers.it
IBFAN Italia – www.ibfanitalia.org
IL MELOGRANO – Centri Informazione Maternità e Nascita www.melograno.org
MAMI – Movimento Allattamento Materno Italiano www.mami.org

Note:

1. Meucci V, Soldani G, Razzuoli E, Maggese G, Massart F. Mycoestrogen pollution of Italian infant food. Journal of Pediatrics, 9 mar 2011 (Epub).


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  • Greta

    …la mia domanda è: cosa dovremmo dare ai bambini al posto del latte artificiale, a questo punto?? Se non lo possiamo alimentare al seno, dobbiamo trovare una balia, posto che ne esistano ancora? O gli diamo latte vaccino, con tutte le conseguenze ben note su anemia & co?

  • Sara

    Cara Greta, se non si allatta al seno bisogna ricorrere al latte artificiale e stop. Niente intrugli strani con altre cose.
    Il latte vaccino è lo stesso con cui si fa il latte artificiale, quindi è proprio il latte vaccino di partenza che è contaminato!
    Così come scritto nel comunicato, bisogna esigere controlli più severi dallo stato e bisogna esigere maggior serietà dalle industrie produttrici (ognuna garantisce la sicurezza dei propri prodotti con fantastiche pubblicità… quando invece non è così).
    Sarebbe bello che chi usa latte artificiale e alimenti confezionati per l’infanzia iniziasse a tempestare i call center delle ditte dicendo “perchè non mi avete informato correttamente su come si prepara il latte artificiale? Perchè non mi avete detto che non è sterile? Perchè mi dite che è tutto stracontrollato e poi saltano fuori le contaminazioni da micotossine?”.
    Ma, andando a monte, sarebbe ancora più bello che una mamma che avrebbe desiderato allattare ma non ci è riuscita, scrivesse alla sua ASL dicendo “perchè in ospedale non mi avete aiutata? perchè alla prima apparente difficoltà avete tirato fuori il latte artificiale? perchè una volta a casa, il pediatra mi ha fatto fare la doppia pesata, aggiunte eccetera? perchè avete detto che era colpa mia quando in realtà nessuno ha saputo darmi mezzo consiglio sensato?”. E’ che noi mamme siamo sempre convinte sia colpa nostra (“io non avevo latte, non si attaccava al seno ecc ecc…. le ostetriche hanno tanto provato ma non c’era niente da fare, ero proprio io che….”), quando invece è arcistradimostrato che se le persone che ci circondano sono formate e competenti, i casi in cui veramente non è possibile allattare sono una rarità. E se le cose idealmente funzionassero così, allora le poche mamme che non possono allattare potrebbero usufruire delle banche del latte, attualmente riservate ai bambini ricoverati in ospedale.
    E’ anche vero che una mamma può scegliere di non allattare: la scelta va rispettata, ne ha tutto il diritto, posto che le siano state date tutte le informazioni, cosa che raramente accade (e non si tratta di fare terrorismo, se io prendo un farmaco ho diritto di sapere gli effetti collaterali! poi starà a me scegliere cosa fare).
    Ora permettimi una battuta più leggera: negli Stati Uniti stanno veramente tornando le balie! E’ una cosa da vip, le pagano 1000 dollari a settimana più vitto e alloggio…
    Sara

  • Claudia

    perché non viene reso noto il nome di tutte le marche risultate contaminate?visti che i risultati sono frutto di analisi serie e verificabili, credo sarebbe giusto e credo che questo spingerebbe le case produttrici a maggiori controlli per evitare di perdere i clienti!