Alimentazione dei bambini, troppi inquinanti nei cibi

Un ampio e allarmante studio condotto in Francia dall’ Anses (Agenzia di sicurezza sanitaria dell’alimentazione) su 20 mila prodotti alimentari di consumo corrente ha rilevato la massiccia presenza di metalli e sostanze inquinanti.

Il pane, la pasta, il caffè, persino il latte destinato all‘alimentazione dei bambini, non sono privi di contaminanti organici che espongono il consumatore a rischi tossicologici seri.

361 le sostanze individuate nei campioni presi in esame, che vanno dai metalli contenuti nelle padelle antiaderenti ai pesticidi.

Piombo, cadmio e microtossine rilevati nel pane; alluminio nella pasta; rame e arsenico nel caffè; piombo e arsenico inorganico nel latte destinato ai bambini; acrillamide nelle patatine fritte; infine solfito nel vino.

Se gli alimenti presi individualmente non risultano particolarmente contaminati, il problema sorge con l’accumulo progressivo attraverso il consumo.

Si tratta, infatti, di cibi molto presenti nella dieta quotidiana e il rischio di intossicazione a lungo termine riguarda specialmente i giovani, la cui dieta-base si compone sostanzialmente di cereali (pasta) e patatine fritte.

In ultimo, allarme diossine e PCB nel pesce grasso e mercurio nel tonno.

Per ovviare alla contaminazione dei prodotti ittici, si consiglia di variare il più possibile la qualità del pesce portato in tavola, limitando il consumo di alcuni tipi e riducendone il consumo settimanale.

Per approfondire l’argomento vai all’articolo di Salute Aduc.it.


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