Latte materno e sonno dei bambini: una pubblicità fa riflettere

Grazie alla sensibilità e all’attenzione di un’amica del Bambino Naturale, che da anni opera sul fronte dell’accudimento ad alto contatto e della difesa dell’allattamento materno, ci siamo imbattuti in questa pubblicità – per fortuna non passata dalle nostre televisioni – che ci pone doverosamente di fronte a una profonda riflessione:

Una coppia di genitori tormentati dal pianto affamato del proprio bebè, che giunge attraverso la minaccia di una radiolina notturna.

Un papà imbranato costretto ad alzarsi nel cuore della notte per preparare – annebbiato – il pasto al pupo che non smette di piangere. Puntualmente, rovescia – goffo – il latte artificiale, né sa come ricomporre il biberon.

Il silenzio improvviso del bebè accolto come una benedizione (e senza il minimo dubbio sul suo benessere).

Il massimo della gioia aver preparato in quattro e quattr’otto il pasto grazie al biberon di ultima generazione.

Infine la radiolina che torna a tuonare, questa volta, nelle orecchie della mamma che – ancora in stato di semi incoscienza- cade da un letto che a malapena accoglie lei e il marito…

Del “protagonista” dello spot (ossia il bambino affamato) neppure l’ombra… se non attraverso la voce artificiale della radiolina notturna sul comodino.

Al termine del grottesco “spettacolo”  la spontanea conclusione è: meglio fare la figura dei poveri genitori imbranati che affidano tutta la propria sapienza alla tecnologia e ai surrogati piuttosto che rischiare di tenersi accanto il pargolo offrendogli il seno.

Basta soltanto spostare l’attenzione e cambiare la finalità – e lo sloagan – dello spot per farne un’efficace pubblicità progresso in favore del latte materno e del cosleeping:

Ecco che cosa rischiate se scegliete di non allattare al seno e di non dormire con il vostro bambino. Davvero preferite notti così?

Riflettiamo…


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  • Verissimo!!! Sottoscrivo. Quando nasce un bambino nascono anche due genitori, certe cose bisogna “imparare” a sentirle. Ho iniziato con una culla attaccata al letto, ho capito al volo che era meglio il coosleeping, dopo troppe notti sulla sdraio dove mi ostinavo ad allattare dati i vari input che ricevevo, poi è apparso il side bed, poi mia figlia ha iniziato a dire che voleva la sua camera da letto… gliela stiamo facendo (ristrutturando casa per averle sullo stesso piano) 😉 i figli ci guidano, basta avere fiducia in loro (e in noi stessi)

  • Cee

    Figuriamoci. Con il senno di poi, il lettino non l’avrei mai comprato. Ok che lo stiamo usando come magazzino temporaneo per pannolini etc (e ai gatti piace tanto), ma se avessi fatto due più due da subito, avrei evitato la spesa inutile. Idem per il passeggino che mi hanno regalato.

    Tutti orpelli inutili quando bastano le braccia di mamma (e una fascia), la tetta e il lettone. Pazienza, se non altro abbiamo realizzato in fretta. 😉

  • Elisabetta

    Ho una bimba che dormirebbe nel suo letto ma io e mio marito la portiamo a dormire con noi perchè ci piace molto stare tutte e 3 insieme