Mamme lavoratrici, la società non le supporta

Care amiche,

Dopo aver affrontato un argomento leggero e quasi frivolo, mi sento in dovere di proporvene uno molto più duro.

Siamo a luglio, piena estate e sono sotto l’ombrellone, un po’ incupita da una telefonata che ho appena ricevuto.

Una mamma, mia amica, rimasta in citta’ per motivi economici (un italiano su 5 non ha potuto permettersi le ferie), mi ha appena aggiornato sull’evolversi della ‘questione scuola’ nella mia citta’.

Ad Avigliana, dove vivo, il tempo pieno ministeriale non c’e’ mai stato.

Una inefficienza causata da vari fattori: bassa occupazione femminile, politici poco attenti e direzione didattica non particolarmenta interessata.

Da 4 anni la nuova direttrice didattica e’ riuscita ad avere la prima classe a tempo pieno ministeriale.

Una classe sola, su circa 6 sezioni.

Una goccia nel mare.

Gli altri, sino a due anni fa, avevano solo il cosi’ detto ‘modulo‘.

Dall’anno scorso la doccia fredda. La nuove classi non hanno neanche quello.

Tempo scuola di 27 ore.

27 ore contro le 40 del tempo pieno.

Nel concreto cosa significa?

Parlando brutalmente di cifre, un costo di circa 550 euro annuo (mensa esclusa) per colmare questo delta orario.

In termini più generali, significa che le mamme che lavorano avranno serissimi problemi a conciliari i tempi… Significa dover fare i salti mortali per mantenere il proprio posto di lavoro o comunque essere efficienti.

Significhera’ per molte dover pagare un servizio esterno alla scuola che faccia ‘assistenza’ (che non significa scuola, purtroppo).

Molte mamme forse saranno costrette a lasciare il lavoro, altre lavoreranno praticamente gratis (i costi di assistenza dei figli sono compensati a malapena dallo stipendio).

Non voglio trasformare questo spazio in un angolo di rivendicazione politica, ma mi chiedo come mai le mamme siano sempre i soggetti anello debole della catena dell’economia.

E soprattutto, se formalmente il cosidetto terzo settore e’ incentivato, nel concreto poi non vengono favorite le associazioni di mamme che offrono servizi di assistenza alle altre mamme (esclusione dai bandi perche’ il personale non e’ assunto ma solo volontario, oppure limitazioni di orario come nel caso dei nidi in famiglia).

E voi, come vi state organizzando?

Quanto pesera’ sul vostro bilancio ‘lo stato che non vi assiste’?

Alla prossima.

Luisa Maria Orsi


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  • Paola

    Altra faccia della medaglia scuola: mamma con la fortuna di un part-time avevo iscritto mia figlia al modulo, in modo che potesse passare un po’ più di tempo con noi e avere ritmi di vita più a misura di bimbo. Da quest’anno però nella scuola sotto casa il modulo è stato soppresso, e lei sarà obbligata alle 40 ore, che a 6 anni mi paiono una follia. C’è tanta strada da fare per costruire una società a misura dei bimbi…