Consumo critico non è risparmiare sui nostri bambini

Oggi parliamo di Bebè a costo zero, e ci riferiamo alla Guida al consumo critico, alla rubrica qui presente, ma anche e soprattutto alla filosofia di Bebè a costo zero, che è la stessa filosofia che anima gli altri volumi della collana Il Bambino Naturale. E ne parliamo, dicendo… cosa non è!

Bebè a costo zero non è una guida per risparmiare sui nostri bambini. Non offriamo suggerimenti o escamotage per spendere meno. Il punto non è il risparmio (il risparmio è semmai una conseguenza, ma questo lo vedremo dopo).

Per i figli solo il meglio! Questo è il punto di partenza. I bisogni del bambino sono il filo conduttore di ogni analisi e suggerimento contenuto in queste pagine.

E quando parliamo di bisogni del bambino, parliamo di evidenze scientifiche, di quanto sappiamo grazie ai tanti studi e ai progressi delle neuroscienze, a proposito dello sviluppo e del benessere psico-fisico del bebè.

Il punto d’arrivo è un bebè a costo zero o quasi.

Possibile? A quanto pare sì.

Perchè partendo da un esame basato sulle evidenze scientifiche, la maggior parte dei gadget e degli accessori che il mercato propone quali ausili indispensabile per crescere un bambino si è sono in realtà rivelati superflui e, in alcuni casi, sconsigliabili.

Ciò premesso, è inevitabile che l’arrivo di un figlio porti con sé qualche spesa, ma l’entità di tale spesa dipende in gran parte dalle decisioni dei genitori.

Trovare soluzioni meno convenzionali e consumistiche, e al tempo stesso più economiche, etiche e rispettose dell’ambiente, è possibile: basta fermarsi a riflettere in modo critico sulle scelte e sui bisogni di tutta la famiglia.

Dalle numerose testimonianze di mamme e papà che hanno condiviso la loro esperienza nelle pagine di Bebè a costo zero, emerge l’immagine di un bebé, per cui i genitori non hanno speso cifre insostenibili, ma hanno investito molto di sé, mettendo a frutto le competenze innate di cui la natura ci ha dotato per prenderci cura dei nostri cuccioli.

Prendo a prestito le parole di una futura mamma che ha ben interpretato il messaggio di Bebè a costo zero, definendolo “un libro per una maternità meno ricca di oggetti, ma più ricca di affetti”.

I bisogni primari del neonato (1) e del bimbo nei primissimi anni di vita non sono molti, ma ovviamente sono fondamentali. La risposta a questi bisogni – di contatto, latte, calore, vicinanza e rassicurazione – nella maggior parte dei casi non ha il cartellino del prezzo e non si acquista nei negozi specializzati.

Per quanto riguarda la gestione degli aspetti pratici della giornata con il bambino nei primi anni di vita, la spinta della nostra società ci porta nella direzione dell’acquisto, ma ancora una volta buon senso e fantasia possono aiutarci a trovare soluzioni alternative, meno costose, ma ugualmente – se non più – efficaci. E, ancora una volta, adeguate per garantire una crescita e uno sviluppo armoniosi del bambino.

Ogni esigenza del bebè, può essere soddisfatta investendo cifre impegnative, con una spesa moderata o, ancora, senza comprare nulla.

Con buona pace del consumismo imperante e dei bisogni (tanti) indotti dalla pubblicità.

A questo punto, scegliere di non comprare, così come scegliere di comprare, per il semplice gusto di farlo, per concedersi qualcosa che ci ha colpito, sarà forse più piacevole, sapendo che non esistono accessori indispensabili o elenchi ‘universali’ validi per tutti

E allora, buone scelte a tutti…!

Giorgia Cozza

1. A questo proposito suggeriamo la lettura di E se poi prende il vizio? della psicologa Alessandra Bortolotti, autrice tra l’altro della prefazione di Bebè a costo zero.


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  • Lisa

    Bravi! Anche le cose necessarie possono essere prestate, se in buone condizioni: carrozzine, seggiloni auto (9 mesi di utilizzo), passeggini, scarpe, cappotti. Basta provare a chiedere in giro alle amiche. Basta non farsi prendere dall’ansia del nuovo=meglio. Non cito neanche le cose non necessarie, ad esempio lettini da campeggio per vacanze di pochi giorni, due passeggini (“sai, facciamo un viaggio, ce ne vuole uno leggero” : fattelo prestare!!!)….. Pazienza, ascolto e un po’ di tempo insieme. Questo invece non dovrebbe mancare mai.

  • Giorgia

    Grazie Lisa! non posso che essere molto d’accordo 😉