Nell’alimentazione dei bambini, occhio alle etichette

Garantire ai nostri bambini un’alimentazione sana e bilanciata non può prescindere dalla corretta lettura – e interpretazione – delle etichette alimentari.

Che sono ben lungi dall’indicare l’effettiva composizione dei cibi ai quali si riferiscono.

Le aziende produttrici, infatti, ricorrono ad astuti escamotages per indurre il consumatore in inganno, facendogli credere che il prodotto nel carrello sia composto da ingredienti sani e bilanciati – mentre invece gli ingredienti effettivamente presenti sono tutt’altro che sani, oppure indicati in maniera scorretta, o ancora omessi (nel caso dei composti nocivi).

Alcuni dei trucchi utilizzati per ingannare il consumatore è quello di “frazionare” alcuni ingredienti in modo da non far raggiungere loro una quantità tale da comparire come ingredienti principali del prodotto.

Ecco che un alimento costituito soprattutto da zuccheri presenterà in etichetta zuccheri “camuffati”: zucchero, sciroppo di glucosio, malto, ecc… distrubuiti in posizioni “diverse” nell’elenco, e quindi all’apparenza presenti in modiche quantità.

Altro escamotage le “porzioni“: per  far sì che un prodotto possa presentare una quantità superiore di un determinato ingrediente nocivo (quale, ad esempio, gli acidi grassi), lo si scompone in “porzioni consigliate”, contenenti la sostanza incriminata in quantità entro la norma.

Peccato che le porzioni indicate siano tutt’altro che umanamente accettabili: come considerare un singolo biscotto una porzione raccomandata?

Terzo inganno assai diffuso: citare un ingredientesalubre” o naturale nel nome del prodotto, facendolo passare per alimento a base di… Peccato che spesso l’ingrediente citato sia presente in quantità davvero irrisorie, e compaia in fondo all’elenco in etichetta.

C’è da tener presente, poi, che non vige l’obbligo di indicare sostanze nocive quali i pesticidi in etichetta. Quindi spesso e volentieri acquistiamo prodotti che riteniamo sani, ma che sani non sono.

Per approfondire l’argomento leggi l’articolo originale.


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