Bambino ospedalizzato, c’è ancora da fare

Un bambino ospedalizzato è in difficoltà per la perdita dei suoi punti di riferimento: la mamma, il suo ambiente, i giocattoli.

Purtroppo in Italia i reparti pediatrici sono piuttosto indietro rispetto all’adeguamento delle strutture alle necessità dei piccoli ospitati.

Lo rivela una recente indagine condotta dall’Acp (Associazione Culturale Pediatri) e dalla Sisip (Società Italiana di Scienze Infermieristiche Pediatriche), che denuncia come sia ancora lungo il cammino da percorrere per un’umanizzazione a tutto tondo delle pediatrie ospedaliere.

Il 90% dell’adattamento delle corsie alle esigenze del bambino riguarda, in sostanza, le mura, il mobilio…insomma, le strutture – più colorate e accoglienti.

Ma solo un reparto su tre propone strumenti e attività ludico-ricreativi, e il 47 % dei reparti la scuola.

Altro deficit da colmare lo scarso coinvolgimento delle famiglie alle attività, e alla vita, di reparto (solo il 26%).

E’ davvero necessario fare in modo che i bambini possano ritrovare, durante il ricovero in ospedale, un po’ del colore e del calore della propria famiglia.

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