Bambini prematuri: i gemelli

Le gravidanze gemellari e trigemine sono sempre più frequenti. Se nelle gravidanze singole il rischio di nascere prematuramente è del 10%, nelle gravidanze gemellari il rischio aumenta fino al 60% e nelle trigemine sale fino al 90%!

Al momento della nascita non tutti i gemelli prematuri hanno gli stessi bisogni medici e capita, anche a causa della mancanza di incubatrici, che ci si ritrovi con bambini ricoverati in reparti o, addirittura, in ospedali diversi!

I compiti dei genitori in questo caso si complicano ulteriormente: tenere i contatti con i vari ospedali e interagire con personale diverso può metterli in seria difficoltà dato che si trovano a dover adottare differenti stili relazionali e di comportamento.

Appena possibile, se le condizioni di salute dei bambini lo permettono, si dovrebbe fare in modo che i gemelli fossero ricoverati nello stesso ospedale per semplificare la comunicazione e i contatti dei genitori con gli operatori.

In questo modo ne trarrebbero giovamento anche i bimbi che altrimenti rischierebbero di essere privati del contatto con mamma e papà per interi giorni perché impegnati a far visita al/i fratello/i.

I gemelli con il parto affrontano un doppio distacco: quello dalla madre e quello dal fratello (o dai fratelli) con il quale durante la gravidanza hanno condiviso lo spazio, le sensazioni e le emozioni.

L’importanza che il contatto fisico ha per il neonato si mostra ancor più preponderante per i gemelli. Permettere ai bambini (quando il loro stato di salute lo consente) di stare insieme e ritrovare il contatto fisico con il fratello li aiuta a creare un senso di continuità con la vita intrauterina e favorisce la ripresa della relazione interrottasi prematuramente.

I genitori, in quanto figure primarie di attaccamento e riferimento per i bambini, rivestono un compito fondamentale in questo processo, sicuramente non semplice. Le dinamiche relazionali tra fratelli dovrebbero avere un ruolo di primaria importanza.

Ci sono strumenti che possono aiutare i genitori a far fronte a questo delicato compito: le fasce lunghe porta bebè. Queste consentono loro di tenere insieme due gemelli, fino a che il peso e le dimensioni dei piccoli lo permettono.

Nella posizione a culla i piedini dei bambini si toccano e i gemelli possono così ritrovare il contatto con la mamma e con il fratellino come quando erano all’interno dell’utero.

Quando i piccoli cresceranno sarà sempre più difficile portarli nella stessa fascia contemporaneamente. I genitori potranno quindi portare un bimbo alla volta e alternarsi di modo che i gemellini possano, allo stesso tempo, creare un rapporto unico e individuale con entrambi.

È infatti consigliabile e auspicabile che i genitori dedichino del tempo singolarmente a ciascun bimbo perché si possa creare una positiva relazione di attaccamento.

Alessia Motta, Raffaella Doni


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