Gravidanza naturale: aspettare un bambino in Africa

Per far crescere un bambino ci vuole un intero villaggio (proverbio africano).

Mariangela è la prima bambina che ho fatto nascere durante il mio recente soggiorno in Africa.

Sono stata in Congo, a Lisiba. Lisiba è un villaggio dove la povertà è estrema e si mostra con tutte le sue facce. C’è l’acqua, ma nel fiume, e si porta a casa in bidoni caricati sul capo o, se si è fortunati, su una bicicletta.

Ci sono poche case e molte capanne.

Non c’è assistenza sanitaria e farmaci usuali per noi non si trovano. Tubercolosi, poliomielite e infezioni sono diffuse.

Il latte manca, le verdure scarseggiano e ci si alimenta prevalentemente con fufu, che riempie lo stomaco ma non è un nutrimento sufficiente. E’ un posto dove ancora si muore di fame.

Ci sono tanti bambini, spesso rimasti soli. Tanti bambini, dunque tante madri.

Come viene vissuta in quella terra la gravidanza? Come il fatto più naturale del mondo e, mentre per noi avere un figlio può essere considerato un problema e la gravidanza quasi ridotta ad una malattia, per la gente di Lisiba i figli sono, comunque, una ricchezza e la loro mancanza la vera povertà.

Sono partita con la convinzione che avrei seguito tante gravidanze e tanti parti ma, al contrario, si sono rivolte a me soprattutto donne che soffrivano per la loro sterilità. Quasi sempre la gravidanza ed il parto venivano -e vengono- invece vissuti fra donne, senza interferenze di tipo medico.

Non voglio cadere nel romanticismo più banale: le condizioni igieniche e il cibo sono insufficienti, le possibilità di eseguire accertamenti clinici o di accedere a trattamenti adeguati in caso di complicanze o patologie sono modeste persino per i pochi che hanno un po’ di denaro. Nonostante ciò la maggior parte dei bambini nasce sana e soltanto dopo diventano facilmente attaccabili dalla fame e dalle malattie.

Fra le donne, gli uomini, i ragazzi, i bambini di Lisiba si avverte prepotentemente quanto sia insensato lo squilibrio che affligge il mondo e quanto bene sarebbe portato ad essi da un po’ della nostra tecnologia e del nostro benessere e a noi da un po’ della loro essenzialità e fiducia nella natura.
Forse solo questo equilibrio può generare veramente, oggi, salute.

Qui come in Africa.

Mariangela Porta


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